Il gruppo Conad si ‘mangia’ la francece Auchan. Antitrust permettendo

 

L'operazione da oltre 1 miliardo di euro comprende anche il sito di Taranto. Sindacati preoccupati per il futuro occupazionale
pubblicato il 14 Maggio 2019, 19:53
10 mins

Ne avevamo parlato il mese scorso. E’ di oggi l’ufficialità che Conad, la più ampia organizzazione di imprenditori indipendenti del commercio al dettaglio d’Italia, ha chiuso un accordo con Auchan Retail per l’acquisizione della quasi totalità delle attività di Auchan Retail Italia. L’acquisizione sarà perfezionata solo in seguito all’approvazione dell’accordo da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in Italia.

Entra in Conad una parte importante dei circa 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia: ipermercati, supermercati, negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply, 46 ipermercati e circa 230 supermercati, disposti sul territorio italiano in modo complementare alla rete Conad.

Tra cui anche la struttura di Taranto. Dove la situazione è tutt’altro che semplice. Proprio ad inizi aprile infatti, i lavoratori del centro commerciale Auchan di Taranto, hanno espresso il loro pensiero andando a votare il referendum sull’ipotesi d’accordo raggiunta nelle scorse settimane dall’azienda e dai sindacati di categoria Fisascat, Filcams e Uiltucs di Taranto. Ricordiamo che l’accordo prevede il passaggio ai contratti di solidarietà per 180 lavoratori sui 203 totali con una riduzione dell’orario di lavoro con punte al 22%, prestazioni lavorative domenicali anche per i lavoratori il cui contratto non prevedeva quest’obbligo, ed infine la possibilità di trasferimenti in altri siti aziendali o esodi incentivati (peraltro già proposta tempo addietro dalla società). Ha prevalso il sì, come era scontato che fosse purtroppo, con 128 schede a favore su 168 lavoratori che hanno votato su 180 aventi diritto. I no sono stati 39, una la scheda nulla. Un’intesa fortemente criticata e respinta in particolar modo da quei lavoratori che saranno tra i più penalizzati, ovvero coloro che hanno contratti a 20 ore, mentre dall’accordo sono stati esclusi i capireparto, capisettore e e addetti alla farmacia. Ben 69 lavoratori, che avevano scelto di non lavorare la domenica accettando una minore retribuzione in busta paga, di fatto saranno costrette ad accettare di lavorare la domenica, che in tutto l’anno saranno 29. In attesa di capire cosa accadrà con i 39 lavoratori che hanno votato no. Questo perché ogni singolo lavoratore del centro commerciale sarà chiamato dall’azienda per accettare la domenica lavorativa: qualora ciò non venisse accettato, potrebbe aprirsi nell’ipermercato una crisi molto lunga. La solidarietà di un anno, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe partire entro maggio: accettata dai sindacati di categoria per evitare la riduzione collettiva di personale per 44 lavoratori risultati eccedenti presso l’ipermercato di Taranto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/09/auchan-al-referendum-passa-il-si-in-39-dicono-no/)

I dettagli dell’operazione monstre

Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti di aver acquisito e riportato nelle mani di imprenditori italiani una rete di distribuzione di grande valore, che sta attraversando un periodo di difficoltà ma che ha grandi potenzialità ed è complementare a quella di Conad. Oggi nasce una grande impresa italiana, che porterà valore alle aziende e ai consumatori italiani“.

Nell’accordo non sono compresi i supermercati gestiti da Auchan Retail in Sicilia e i drugstore Lillapois. L’accordo prevede anche che i centri commerciali in cui sono situati i punti vendita di Auchan Retail Italia continueranno ad essere gestiti dalla società Ceetrus, che prosegue la propria attività in Italia.

La maxi operazione di acquisto delle attività italiane di Auchan e’ stata condotta da Conad in asse con il finanziere Raffaele Mincione e in particolare con Wrm Group, la società di quest’ultimo specializzata nel Real estate commerciale. L’acquisizione è stata condotta attraverso la società Bdc Italia, veicolo che vede Conad al 51% e Mincione al 49%. Fonti finanziarie attribuiscono all’operazione un valore vicino al miliardo di euro. Credit Agricole CIB è stato exclusive M&A advisor di Auchan.

Con l’acquisizione delle attività italiana retail di Auchan, Conad diventerà il gruppo leader in Italia nella grande distribuzione, scalzando le Coop, con una quota di mercato che salirà dal 13 al 19% e un fatturato aggregato che, su base pro-forma e facendo riferimento ai dati 2018, si attesta a 17,1 miliardi di euro. Il closing della fusione del secondo e quinto gruppo nella gdo in Italia – Conad nel 2018 ha generato 13,4 miliardi di euro di fatturato attraverso 3.300 negozi mentre Auchan ha realizzato 3,7 miliardi di euro di ricavi attraverso 1.600 negozi a marchio Auchan e Simply e l’impiego di 18 mila persone – è atteso nel secondo semestre del 2019 ed è soggetto all’approvazione dell’antitrust. 

La decisione dei francesi, è stata dettata dalle difficoltà di rilanciare le loro attività in Italia. Nel 2018 Auchan Italia ha, infatti, subito una svalutazione per 440 milioni contribuendo alla perdita di quasi un miliardo di euro del gruppo. “Con la cessione della quasi totalita’ delle attivita’ in Italia, Auchan Retail Italia punta a risolvere le difficolta’ in cui versano“, ha detto il presidente di Auchan Retail Edgard Bonte, sottolineando che “mettendo insieme, tramite questa vendita, l’esperienza dei team di Conad e Auchan Retail Italia desideriamo migliorare l’attuale situazione di difficolta’ delle attivita’ di Auchan Retail in Italia e consentire a Conad di proseguire, tramite l’acquisto, con il suo ambizioso piano di sviluppo nel Paese“. Inoltre, per la squadra di Auchan Retail Italia “e’ l’opportunta’ di unirsi a un protagonista in Italia, d’ora in poi leader di mercato con un solido slancio commerciale“, ha aggiunto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/01/auchan-la-crisi-peggiora-lavoratori-in-solidarieta3/)

Il punto sull’occupazione

L’obiettivo dell’operazione di acquisizione da parte di Conad di buona parte delle attività di Auchan Retail dal punto di vista occupazionale è quello della “continuità” affermano fonti vicino al dossier. 

Per la Filcams Cgil nazional e”è assolutamente prioritario attivare rapidamente un confronto con tutti gli attori di questa operazione commerciale per ottenere garanzie sul futuro dei quasi 20mila addetti interessati dal passaggio. Non è accettabile che questa acquisizione possa determinare esuberi e licenziamenti o anche sensibili peggioramenti delle condizioni attuali di lavoro. Il sindacato vuole conoscere il piano industriale di Conad e le intenzioni dell’impresa rispetto al mantenimento del perimetro della rete vendita acquisita dalla multinazionale francese. Anche il Ministero dello Sviluppo economico può e deve giocare un ruolo importante per impedire che i costi di questa operazione si scarichino sui dipendenti determinando una crisi occupazionale dal forte impatto sociale“. 

L’operazione di acquisizione della rete di distribuzione Auchan Retail Italia, per portata e valori patrimoniali interessati, si configura certamente come un passaggio epocale per la grande distribuzione organizza e, più in generale, per il commercio in Italia” ha affermato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice. “Il disimpegno di un primario gruppo europeo come Auchan – ha proseguito il sindacalista – è un segnale inquietante per il nostro Paese e non va assolutissimamente taciuto o sottovalutato; il notevole salto di qualità delle politiche di acquisizione portate avanti da Conad e dalle tante entità societarie che operano sotto la sua insegna, di contro, inevitabilmente modificherà la struttura del comparto” ha incalzato Dell’Orefice sottolineando che “è necessario non disperdere il patrimonio di professionalità e di esperienza rappresentato dalle migliaia fra lavoratici e lavoratori dipendenti da Sma Simply e da Auchan col passaggio di mano degli asset aziendali a Conad“. “Chi come Conad, mostra di avere la sana ambizione di affermarsi come il primo operatore della grande distribuzione organizzata per giro d’affari e per superfici di vendita gestite – ha chiosato il sindacalista – deve necessariamente dotarsi di un serio piano industriale che non obbligatoriamente dovrà comprimere il costo del lavoro, ma, anzi, avere quale obiettivo qualificante la valorizzare del ruolo del capitale umano quale asset non replicabile. Già in occasione dell’incontro convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico per il prossimo 28 maggio – ha concluso Dell’Orefice – occorrerà chiarire tempi, modalità e condizioni sia della cessione nel suo complesso che del trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori“.

(leggi gli articoli sull’Auchan di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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