Aeroporto Grottaglie al centro dei progetti dell’aerospazio

 

Distretto tecnologico aerospaziale della Puglia conferma centralità struttura tarantina. Emiliano a Bruxelles per la rete Nereus
pubblicato il 14 Maggio 2019, 19:36
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Il nuovo regolamento della Commissione Europea relativo a “Sistemi aeromobili senza equipaggio ed operatori terzi di sistemi aeromobili senza equipaggio”, ovvero droni, entrerà in vigore la prossima estate e l’aeroporto di Grottaglie (Taranto) si conferma infrastruttura tecnico-logistica per la sperimentazione dei voli (piano di sviluppo del ‘Grottaglie Test Bed‘ quale infrastruttura logistico-tecnologica per l’effettuazione di sperimentazioni con sistemi senza pilota a bordo). Lo ha annunciato il Dta, il Distretto tecnologico aerospaziale della Puglia, col suo presidente Giuseppe Acierno, che oggi ha svolto un seminario di approfondimento nella sede nella Cittadella della Ricerca a Brindisi.

Il nuovo regolamento europeo “sarà applicabile a partire da un anno dall’entrata in vigore per poi essere seguito da un periodo di transizione che consentirà a tutti gli Stati membri di adeguarsi“. Per questo l’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile) “ha deciso di istituire un periodo transitorio per favorire tutti gli operatori interessati a realizzare un percorso di avvicinamento“, annuncia ancora il Distretto. E così Dta ed Enac, “nel quadro della reciproca collaborazione a supporto dello sviluppo di soluzioni tecnologiche, regolamenti, procedure, linee guida e standard per le operazioni degli Uas (unmannedaircraft system) e per la sperimentazione di servizi unmannedaerialvehiclestraffic management (Utm)”, hanno organizzato il seminario odierno.

Il seminario è stato tenuto da Sebastiano Veccia, responsabile Direzione Regolazione Personale e Operazioni di Volo; Carmela Tripaldi, responsabile Direzione Regolazione Navigabilità, e Fabrizio D’Urso, responsabile Funzione Organizzativa Coordinamento Omologazioni, tutti dell’Enac.

Presidente Regione a Bruxelles per assemblea rete Nereus

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha presieduto oggi a Bruxelles l’assemblea generale della Rete Nereus, rete delle regioni che utilizzano tecnologie spaziali. Nereus è la rete delle regioni europee che utilizzano le tecnologie spaziali. Fondata nel 2007, Nereus è costituita da 26 regioni europee e un crescente gruppo di membri associati che rappresentano il mondo accademico, la ricerca e il settore privato di tutta Europa.

Nel corso della stessa, il presidente della Puglia ha richiamato tutte le regioni componenti del consorzio ad un maggiore coinvolgimento del livello politico delle stesse, senza del quale è più difficoltoso il raggiungimento degli scopi del consorzio stesso. Si è verificato infatti che nessuna regione abbia presentato candidature per la presidenza del consorzio dopo cinque anni di guida della Puglia. E questa circostanza è stata giudicata negativamente nell’intervento del presidente uscente, il quale non ha inteso ripresentare la propria candidatura proprio al fine di ottenere un maggiore interesse nel governo di Nereus da parte di altre regioni europee.

Dopo una pausa della riunione, è arrivata la disponibilità da parte della regione Occitania di candidare il signor Bernard Plano alla guida di Nereus e che, successivamente, lo stesso è stato eletto assieme al management board del quale farà parte anche il prof. Vito Albino del Politecnico di Bari, indicato dalla Regione Puglia.

Per cinque anni – ha detto il presidente della Regione Puglia – la Puglia è stata alla guida di Nereus ed io, in prima persona, per oltre due anni e mezzo. Tale scelta deriva dalla piena consapevolezza dell’importanza del settore aerospaziale per la competitività dei territori, per la formazione di capitale umano qualificato, per la risoluzione di sfide sociali a livello globale e a livello locale. La Regione Puglia considera il settore aerospaziale centrale per le dinamiche di sviluppo economico e sociale; oltre ad un vivace distretto tecnologico, ha recentemente sostenuto lo sviluppo dell’aeroporto di Grottaglie quale infrastruttura sperimentale per l’aerospazio e ha ottenuto il riconoscimento di questa infrastruttura quale spazioporto nazionale. Centrale in questa politica regionale è la formazione delle risorse umane che rappresentano, a tutti i livelli (dalla formazione professionalizzante a quella accademica), il più importante investimento per il nostro futuro. La mia regione ha accompagnato e facilitato questi processi, investendo ingenti risorse provenienti in gran parte da fondi strutturali europei, supportando l’internazionalizzazione degli attori coinvolti, ospitando eventi di settore a livello internazionale“.

Offro fin d’ora – ha concluso il presiedere – la mia disponibilità a restare al fianco della Rete, per tramite del nostro rappresentante prof. Vito Albino. Ho infatti sperimentato nel corso di questi anni che Nereus è più forte, specialmente nelle relazioni esterne, se alla presenza dei tecnici abbina una forte partecipazione dei rappresentanti politici delle regioni“.

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