Detenuto suicida nel carcere di Taranto: situazione circondariale drammatica

 

pubblicato il 09 Maggio 2019, 18:03
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Un detenuto tarantino di 42 anni si è suicidato nel reparto infermeria del carcere di Taranto nella giornata di mercoled’. Scontava una condanna definitiva per estorsione e tentato furto con fine pena fissata al 28 agosto prossimo. A denunciare il drammatico evento, il segretario generale aggiunto del sindacato Osapp, Pasquale Montesano, secondo il quale “il mondo carcerario ultimamente sta attraversando il periodo più buio degli ultimi anni, anche per quanto riguarda le condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria e per il numero considerevole di suicidi ed eventi critici in aumento negli ultimi anni“.

E così il carcere di Taranto si avvia ad avere il tragico primato anche per numero di suicidi oltre che per carcere più sovraffollato d’Italia“. Lo sostiene l’associazione Marco Pannella commentando la notizia del suicidio di un detenuto di Manduria nel reparto infermeria del carcere di Taranto. “Nel carcere di Taranto – osserva l’associazione Pannella – manca tutto: agenti penitenziari, educatori, palestra, campo, acqua calda, docce, attività e progetti di reinserimento per tutti e persino il magistrato di sorveglianza è completamente assente. Tutto questo è fuori legge. Come può uno Stato chiederne poi rispetto? Forse è proprio la mancanza di speranza per il futuro che porta così tanti detenuti al suicidio“. Nel frattempo, “le persone – conclude l’associazione – continuano a morire in carcere nella disattenzione totale di politica e istituzioni. Per questo rivolgiamo per l’ennesima volta a Comune e Provincia di Taranto l’invito a nominare il garante comunale e provinciale dei detenuti. Domani, dalle ore 18, saremo a Taranto in piazza della Vittoria per raccogliere firme per eutanasia legale e anche segnalazioni da parenti dei detenuti e operatori penitenziari“.

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