ArcelorMittal, terzo timestre col segno meno. Chiesti all’UE dazi alle importazioni

 

pubblicato il 09 Maggio 2019, 18:15
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È di estrema importanza ristabilire (in Europa) condizioni eque per far fronte alla concorrenza sleale“. Lo chiede il ceo e presidente di ArcelorMittal M. Lakshmi N. Mittal in occasione dei risultati trimestrali del gruppo che segnano un calo dei profitti del 15,3% rispetto al trimestre precedente e del 34,2% rispetto al primo trimestre del 2018. In particolare Lakshmi N. Mittal chiede “tariffe doganali” sull’acciaio importato in Europa in modo da “garantire che i prodotti importati siano soggetti agli stessi costi della tasse sulle emissioni di Co2 sostenute dai produttori europei“. “I risultati del primo trimestre riflettono la difficile congiuntura affrontata negli ultimi mesi” ha proseguito. Un Ebita a 1,652 miliardi di dollari è il più basso dal 2016. A pesare sul risultato proprio “le forti importazioni in Europa“. Mentre le misure di salvaguardia introdotte dalla Commissione Ue “non sono ancora completamente effettive” sottolinea, ricordando il taglio di produzione di 3 milioni di tonnellate che porterà alla sospensione di produzioni in Polonia e Spagna, e al mancato aumento della produzione all’ex Ilva di Taranto.

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