Amianto, ecco il piano smaltimento di Mittal

 

Inviato ai componenti dell'Osservatorio lo scorso 30 aprile. Se ne discuterà il 30 maggio nella prossima riunione dell'ente a Taranto
pubblicato il 09 Maggio 2019, 21:13
13 mins

L’Osservatorio permanente per il monitoraggio dell’attuazione del Piano ambientale (ex art. 5, comma 4, del DPCM del 29 settembre 2017) per lo stabilimento siderurgico di Taranto ArcelorMittal Italia S.p.A. (ex ILVA S.p.A. in A.S), si riunirà il prossimo 30 maggio nel capoluogo ionico, presso gli uffici della Direzione.

Il vertice, che si svolgerà dalle ore 10 alle ore 17, ha il seguente ordine del giorno: 

ore 10.00-13.30 – visita presso i cantieri AIA: area parchi primari; parco AGL Sud in area agglomerato; area cokeria; area GRF in area acciaieria

ore 14.30-17.00 – Riunione Osservatorio 

Esame dei cronoprogrammi: Cronoprogramma aggiornato per l’intervento UP3 (Gestione di fanghi acciaieria, fanghi  d’altoforno e polverino d’altoforno), con nuova notifica al 15 maggio, e per l’intervento UP2 (rimozione cumulo polveri e scaglie in area Parco Minerale); Cronoprogramma di dettaglio degli interventi previsti in attuazione della prescrizione n.UA9 (gestione acque meteoriche area a caldo); Cronoprogramma di dettaglio degli interventi previsti in attuazione della prescrizione n.UA10 (gestione acque meteoriche aree SEA, IRF, PCA); Cronoprogramma integrato per l’attuazione delle prescrizioni n.18 (dismissione AFO 3) e n. UA11 (impianto di trattamento reflui area altoforno); Cronoprogramma aggiornato UA11 (impianto di trattamento reflui area cokeria).

C’è poi un punto molto importante, da anni uno dei maggiori problemi denunciati da lavoratori, associazioni e comitati (in prima fila il comitato Cittadin e Lavoratori Liberi e Pensanti e sindacati): ovvero l’esame del Programma organico rimozione amianto e del relativo cronoprogramma in attuazione dell’articolo n. 13, comma 2, del DPCM del 29/9/2017, da presentare entro il 30/4/2019: data entro la quale ArcelorMittal ha inviato all’Osservatorio e a tutti i soggetti che ne fanno parte, il suddetto programma.

La riunione proseguirà poi con l’illustrazione da parte di ISPRA sulle attività di biomonitoraggio poste in essere in attuazione della prescrizione n. 93; approvazione della relazione semestrale al Parlamento prevista dall’art. l, comma 5, del decreto legge 3 dicembre 2012, n. 207 e dall’art. l, comma 13-bis, del decreto legge 4 giugno 2013, n. 61; organizzazione della visita della Commissione europea, che si terrà verosimilmente per il 13 giugno; presentazione del nuovo sito web dell’Osservatorio; Varie ed eventuali.

(leggi l’articolo sulla riunione dell’Osservatorio dello scorso 28 marzo https://www.corriereditaranto.it/2019/05/04/osservatorio-ilva-focus-sul-piano-ambientale/)

Programma Organico di Rimozione Amianto 

Il Programma Organico di Rimozione Amianto (di seguito PORA) è stato redatto ai sensi dell’art. 13 comma 2 del DPCM del 29 settembre 2017. In particolare, nel sopra citato disposto normativo, viene prescritto ad AM InvestCo Italy S.r.l. di presentare all’ISPRA, entro sei mesi dalla data in cui subentrerà nella gestione del sito, anche come affittuario, un programma organico di rimozione dell’amianto, che tenga conto della mappatura redatta dai commissari straordinari”. 

Per effetto del subentro di ArcelorMittal Italia S.p.A. (di seguito per brevità, anche “AMI”) ad AM InvestCo Italy S.r.l. avvenuto con atto del 19 settembre 2018, ai sensi e per gli effetti dell’art. 1401 c.c., le prescrizioni di cui al DPCM del 29 settembre 2017, ivi inclusa quella di cui al menzionato art. 13 comma 2, devono pertanto intendersi assunte da AMI, in qualità di gestore dello stabilimento siderurgico di Taranto. 

Per completezza d’informazione, si deve precisare che nell’ambito dell’istanza presentata ai sensi dell’art. 1 comma 8.1 del d.l. 191/15 che ha portato all’adozione del DPCM del 29 settembre 2017, il gestore si è impegnato a presentare ed attuare un piano di rimozione dell’amianto presente nel sito. La presentazione del PORA non discende pertanto da obblighi di legge derivanti dalle condizioni dell’amianto presente in sito.

Nella relazione di ArcelorMittal si legge che “l’amianto presente in sito è oggetto di costante monitoraggio e le analisi effettuate mostrano l’assenza di rischi per i lavoratori“. Il che sinceramente è un’espressione alquanto audace, viste le tante denunce degli ultimi anni. “Laddove dovesse emergere la presenza di rischi collegati all’amianto, AMI effettuerà i necessari interventi in coerenza con le disposizioni previste dalla legge, a prescindere da quanto previsto nell’ambito del PORA” precisa ArcelorMittal. 

Ricordiamo che le criticità sono relative alla presenza, nello stabilimento siderurgico di Taranto, di oltre 3750 tonnellate di amianto, di cui il 95% risulta di matrice friabile: “l’amianto rappresenta una grande criticità, sia in riferimento all’esposizione al rischio dei lavoratori sia in riferimento al rischio ambientale, aggravata dall’eventuale presenza di materiale contenente amianto non censito” ha spesso evidenziato negli ultimi anni la Fiom Cgil.

(leggi l’articolo dell’Osservatorio Amianto https://www.corriereditaranto.it/2019/04/28/taranto-citta-dellamianto-503-i-casi-mesotelioma/)

MATERIALI CONTENENTI AMIANTO PRESENTI IN STABILIMENTO 

Nella relazione si legge che i materiali in amianto presenti presso lo stabilimento AMI di Taranto sono da associare a vecchie installazioni presenti in vari impianti/reparti del sito: ovvero impianti dismessi e Impianti la cui bonifica è possibile solo alla fine della vita tecnica degli impianti e alla loro conseguente fermata; vecchie tubazioni fluidi; pannelli di delimitazione con funzione edile; locali in disuso; componentistiche elettriche di vecchia generazione. Tali materiali sono censiti in ottemperanza a quanto disposto dal Decreto Ministeriale del 6 settembre 1994. 

CLASSIFICAZIONE DELLE INSTALLAZIONI CENSITE 

Ai fini del PORA, le installazioni che presentano materiali contenenti amianto sono state classificate nelle seguenti categorie: Impianti o locali dismessi o non in marcia; tali installazioni sono identificate con il colore rosso. Fanno parte di questa categoria gli impianti (AGL1, BAT1/2, AFO3 ecc) o le parti di impianto (vecchie tubazioni fluidi, locali in disuso) non più in esercizio. Gli interventi di bonifica sono svincolati dalla produzione. 

Impianti la cui bonifica è possibile solo alla fine della vita tecnica degli stessi e alla loro conseguente fermataTali installazioni sono identificate con il colore grigio. La categoria raccoglie tutte le installazioni che possono essere bonificate o durante una congrua fermata di manutenzione oppure in occasione dei rifacimenti degli impianti al termine della loro vita tecnica. 

Componentistiche elettriche di vecchia generazione. Tali installazioni sono identificate con il colore blu. La categoria fa riferimento ai materiali contenenti amianto installati su apparecchiature elettriche di vecchia generazione in esercizio presenti in cabine elettriche, sottostazioni e carriponte. Tali apparecchiature elettriche, pur di vecchia generazione, risultano infatti ancora funzionanti. La loro bonifica è vincolata all’acquisto e alla disponibilità dei relativi ricambi di nuova generazione. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/16/amianto-a-taranto-e-piena-emergenza/)

ATTIVITA’ DI BONIFICA 

Per quanto concerne le attività di bonifica dei materiali contenenti amianto si legge che saranno affidate esclusivamente a società specializzate iscritte nella “Categoria 10 – bonifica dei beni contenenti amianto” dell’albo dei gestori ambientali istituito dal D. Lgs. 152 del 2006. “Le medesime società opereranno nel pieno rispetto delle procedure tecniche dettate dal DM 06/09/1994, dal capo III, titolo IX del D. Lgs. 81 del 2008 ess.mm.ii. e da quanto eventualmente disposto dall’organo di vigilanza territorialmente competente. I procedimenti di rimozione saranno indicati all’interno dei piani di lavoro trasmessi alle competenti autorità ai sensi dell’art. 256 del D. Lgs. 81 del 2008 e ss.mm.ii.. All’interno dei documenti tecnici saranno individuati i procedimenti di rimozione da attuare tra quelli previsti dalla normativa tecnica di riferimento e le misure per la protezione dei lavoratori e dell’ambiente. Per ogni intervento di bonifica saranno eseguiti campionamenti ambientali“. 

Le analisi saranno affidate esclusivamente a laboratori qualificati presso il Ministero della Sanità ai sensi del DM 14.05.1996. La restituzione dell’area sottoposta a bonifica avverrà solo ed esclusivamente al ricevimento e alla verifica dei certificati analitici e dei relativi valori di concentrazione riscontrati.

Nel caso di rimozione di materiale contenente amianto in matrice friabile, in area confinata (così come stabilito dal DM 06/09/94) o con la tecnica del glove bag, se questa avverà in ambienti confinati (chiusi), la certificazione di restituibilità sarà rilasciata dall’organo di vigilanza a valle del sopralluogo, del campionamento e della verifica dei risultati ottenuti. 

I rifiuti contenenti amianto saranno poi trasportati e smaltiti presso impianti autorizzati. 

Qualora i rifiuti non possano essere smaltiti contestualmente alla produzione, sarà predisposta un’area da destinare a deposito temporaneo, la cui gestione fisica sarà a carico della società specializzata sino allo smaltimento definitivo dei rifiuti.

Le informazioni circa gli interventi di rimozione eseguiti (data inizio lavori, personale interessato, luoghi, fotografie, planimetrie), i monitoraggi eseguititi e i quantitativi di rifiuti smaltiti saranno trasmesse all’organo di vigilanza territorialmente competente (ASL Taranto) nell’ambito delle comunicazioni previste dal D. Lgs. 81 del 2008. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/02/09/a-taranto-la-strage-silenziosa-dellamianto/)

RISCONTRO DI MATERIALE NON PRECEDENTEMENTE CENSITO 

Qualora invece durante le attività lavorative eseguite nello stabilimento venga rinvenuto un materiale sospetto di contenere amianto non precedentemente censito, si procederà al campionamento e alla verifica analitica dello stesso. In caso di riscontro positivo, la nuova installazione sarà inserita nel censimento di stabilimento e nel PORA di stabilimento. Di quanto sopra sarà data relativa comunicazione all’Autorità Competente (MATTM) ed a ISPRA. 

CRONOPROGRAMMA 

Per quanto riguarda cronoprogramma degli interventi previsti nel PORA è il seguente:

Per quanto riguarda l’area Acciaierie e l’area Altiforni, è prevista da maggio 2020 a maggio 2022; per quanto riguarda l’area Laminatoio a freddo dal novembre 2019 al novembre 2021; per l’area Magazzino e Manutenzione Centrale da aprile 2021 a giugno 2023; per l’area Parchi da maggio 2020 a maggio 2022; per l’area Produzione Calcare da novembre 2019 ad ottobre 2021; per l’area Produzione Lamiere, Finitura Nastri e Tubifici da aprile 2021 a giugno 2023, infine per l’area Treni a caldo e Utilities da maggio 2020 a maggio 2022. 

Gli interventi sono stati suddivisi per categoria, sono quindi raggruppate per macro-area produttiva di stabilimento, per impianto, per zona e per tipologia di materiale.

Fermo restando quanto sopra, “al fine di valutare lo stato di conservazione dei manufatti installati e l’eventuale presenza di fibre aerodisperse di amianto nei luoghi di lavoro, AMI affiderà, con cadenza annuale e fino alla data di completa rimozione dell’amianto, a società accreditate presso il Ministero dell’Ambiente specifiche attività di ispezione dei manufatti e di campionamento dei luoghi di lavoro. Le predette attività interesseranno tutte le aree operative di stabilimento e comporteranno la valutazione dello stato di conservazione dei materiali contenenti amianto e la valutazione del rischio da esposizione a fibre aerodisperse mediante l’esecuzione di monitoraggi ambientali. Le analisi saranno eseguite esclusivamente da laboratori qualificati ai sensi del DM 14.05.1996 con la tecnica della microscopia elettronica a scansione (SEM)“.

(leggi tutti gli articoli sull’amianto https://www.corriereditaranto.it/?s=amianto&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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