Mittal, Legambiente: «Subito decreto su VIIAS»

 

A Taranto il presidente nazionale, Ciafani, per la presentazione di un dossier di richieste e rivendicazioni
pubblicato il 08 Maggio 2019, 19:30
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È stata una conferenza stampa molto ricca di temi, quella convocata dal circolo tarantino di Legambiente. Alla presenza del presidente nazionale, Stefano Ciafani, l’associazione ha presentato una lunga serie di richieste relative all’emergenza ambientale della nostra città.

La più importante richiesta fatta dall’associazione al Governo è l’introduzione della VIIAS, la valutazione preventiva del danno sanitario. E la scadenza, per i membri del governo, è fissata da Legambiente nel prossimo 24 giugno, data in cui gli esponenti dell’esecutivo hanno annunciato il proprio ritorno in città per monitorare l’avanzamento dei lavori di bonifica e riqualificazione. «Devono bussare alla porta della città con i piedi, perché le mani devono essere occupate per tenere la Gazzetta Ufficiale in cui deve essere contenuto il decreto sulla VIIAS. E non basta aver detto all’ultimo incontro che faranno un decreto. Devono tornare con il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale». Non c’è bisogno di commenti.

La lista di rivendicazioni portate avanti da Legambiente, però, non si ferma alla VIIAS, che pure ne è il piatto forte. Il circolo tarantino, per bocca della presidente Lunetta Franco, chiede che sia fatta chiarezza, da parte dei nuovi commissari nominati dal Governo alla guida di Ilva in Amministrazione Straordinaria, sui lavori di bonifica interna allo stabilimento, con la pubblicazione di un cronoprogramma dettagliato dei lavori previsti: «Quella è una questione ineludibile e, tra l’altro, a quella questione è legato il lavoro di tutti i dipendenti ex Ilva che sono andati in capo all’Amministrazione Straordinaria e che si stanno girando i pollici perché ancora non sanno quando incominceranno a lavorare e cosa faranno». Analoga chiarezza esigono dal Commissario Straordinario per le Bonifiche. «La bonifica del Mar Piccolo si fa con meno convegni e con più atti concreti». La bordata di Ciafani all’indirizzo di Vera Corbelli è pesante e fa seguito alle parole di Lunetta Franco, che chiede che siano resi noti alla cittadinanza i risultati degli studi commissionati dallo stesso commissario.

Altra battaglia storica di Legambiente, ricordata dal vicepresidente del circolo di Taranto, Massimo Moretti, è l’utilizzo delle acque reflue dei depuratori Gennarini e Bellavista per il raffreddamento degli impianti in luogo di acque potabili utilizzate al momento. Si tratta di un intervento già finanziato con fondi del CIS, ma ancora non esecutivo. «Chiedevamo al ministro dell’ambiente che si attivasse. Ha preso anche appunti quando glielo abbiamo ricordato».

Ultimo punto, ma non certo per importanza, la decarbonizzazione. Il pensiero di Legambiente, espresso ancora dal presidente nazionale, è chiaro: «Non si può raccontare alla città che la decarbonizzazione si ottiene domani mattina. Queste sono altre parole al vento che sono state dette nel passato meno recente. La decarbonizzazione è un obiettivo verso cui tendere, ci dobbiamo arrivare nel più breve tempo possibile, ma ci deve essere una transizione da governare». L’accusa, velata («questo sta solo nelle parole del politico di turno, o nel Governatore della Regione di turno, ma i processi nono molto più complessi»), è rivolta evidentemente al principale sponsor della decarbonizzazione, il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

L’incontro, però, non è fatto solo di accuse e recriminazioni, ma anche di piccole gioie. Come quella della copertura dei parchi minerali, che per Stefano Ciafani è «la rappresentazione plastica delle menzogne che sono state dette nei vent’anni di proprietà da parte della famiglia Riva sull’impossibilità di fare alcuni interventi».

Ci sentiamo, in chiusura di questo articolo, di far nostra un’indicazione di metodo: «Abbiamo aspettato che calassero le polemiche dell’ultima presenza del Governo, perché ci piace ragionare, anche arrabbiandoci, senza urlare, per porre le questioni di dettaglio, nel merito».

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