Ambiente: ‘Greta chiama Taranto’

 

Iniziativa di Legambiente con gli studenti di alcuni istituti superiori di Taranto
pubblicato il 08 Maggio 2019, 17:29
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Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, oggi ha incontrato gli studenti di Taranto in una iniziativa intitolata Greta chiama Taranto, cui hanno aderito numerose classi dell’IISS Archimede, del Liceo Archita, dell’IPS Cabrini, dell’IISS Pacinotti, del Liceo delle scienze umane Vittorino da Feltre, e che si è svolta presso l’Aula Magna dell’IISS “A. Pacinotti a partire dalle ore 10.30.

Durante l’incontro, cui hanno partecipato circa trecento studenti, sono stati proiettati alcuni video realizzati dagli studenti delle scuole coinvolte, un contributo ad una indispensabile, vasta campagna di sensibilizzazione da portare avanti nei prossimi mesi.

Salvare il clima e fermare la febbre del pianeta:  è quello che hanno chiesto Greta Thunberg e centinaia di migliaia di giovani scesi in piazza in tutto il mondo ed anche a Taranto. L’incontro è stato un momento di approfondimento e di confronto sui temi del climate change e, insieme, della marine litter, per ragionare sulle azioni da mettere in campo affinchè gli  appelli e le richieste non restino inascoltati.

Per Legambiente le azioni concrete che i Governi dovranno intraprendere per fermare la febbre del pianeta devono avere al centro quattro temi chiave: energia e clima, mobilità sostenibile, industria innovativa, rigenerazione urbana partendo proprio dalle città che sono il cuore della sfida climatica. Qui si produce la quota più rilevante di emissioni ed è qui che l’intensità e la frequenza di fenomeni meteorologici estremi sta determinando danni crescenti, mettendo in pericolo vite umane e provocando gravi danni a edifici e infrastrutture. Per questo è importante ripensarle e ridisegnarle in una chiave sostenibile: le metropoli di domani per Legambiente devono essere innovative e sostenibili con zero consumo di suolo, con sempre più spazi pedonali e boschi urbani, mobilità dolce e a zero emissioni, rigenerazione e riqualificazione urbana, efficienza energetica e rinnovabili.

La marea di ragazzi scesi in piazza al fianco di Greta ci ha ricordato ancora una volta che non ci sono più alibi e che è tempo di agire. Serve la volontà e il coraggio di intraprendere davvero un cambiamento green e una svolta nelle politiche di riduzione delle emissioni di gas serra e dello smog causati dai combustibili fossili, perché ad essere in pericolo è la salute del pianeta, i polmoni dei cittadini.

In questi anni su alcuni fronti, come ad esempio nella lotta all’inquinamento da plastica, l’Italia è stata in prima linea e ha fatto scuola, ma non basta: i nostri mari  e le nostre spiagge sono ancora pieni di plastica e rifiuti.

Negli ultimi 15 anni l’Italia ha finalmente iniziato a modificare il suo sistema energetico ma in maniera non ancora adeguata: oggi produciamo un chilowattora elettrico su tre da fonti rinnovabili grazie alla diffusione dei pannelli fotovoltaici sui tetti, delle pale eoliche sui crinali delle montagne, delle centrali idroelettriche e degli impianti a biomasse e a biogas. Ora occorre eliminare i sussidi alle fonti fossili, incentivare le energie rinnovabili ed l’efficienza energetica, spingere sull’innovazione industriale: la decarbonizzazione e l’economia circolare non sono più ricette ambientaliste ma gli obiettivi delle politiche europee al 2030.

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