Il ‘giallo’ dei filtri dell’E-312. Mittal cambia i piani

 

Si torna ai filtri manica previsti dal DPCM 2017. La multinazionale mette da parte la sua tecnologia dei filtri ibridi. 'Strane' le motivazioni della scelta
pubblicato il 05 Maggio 2019, 09:30
18 mins

Non è mai stato nostro costume aizzare o alimentare sterili polemiche. Non lo era 15 anni fa sul ‘TarantoOggi‘ e non lo sarà nemmeno adesso sulle colonne del corriereditaranto.it, in tempi in cui l’essenziale su una vicenda complessa come quella tarantina, pare essere una polemica dialettica sull’uso corretto dei tempi nella lingua italiana. Dove basta salire su un palco, prendere un microfono in mano, o un megafono in un sit-in o in un corteo di poche decine di persone, o partecipare ad incontri istituzionali soltanto per vantarsi del fatto che si fosse presenti, sbraitare sui social qualsiasi castroneria prima di alcun fondamento reale, per essere qualcuno e perchè tutta Italia ne parli. Che si tratti di un ministro, di un parlamentare, di un governatore regionale, di un politico locale, di un sindacalista, di un cittadino attivo, non cambia granché: se alla base non c’è qualcosa di fattivo, di costruttivo, di serio, ma soltanto qualcosa di costruito ad arte, tutto resta soltanto un mero atifizio linguistico. Nulla più. Per essere credibili e determinare la realtà, serve ben altro. Ma in questa città e in Italia in generale, in pochi sembrano ormai volerlo capire.

E così si continua a girare a vuoto, continuamente. Mentre questo ridicolo spettacolo ci regala ogni anno scene ‘indimenticabili‘, gli altri fanno i fatti. E così può accadere che, nel vuoto generale, ArcelorMittal decida di cambiare tecnologia presso uno degli impianti più inquinanti dell’area a caldo del siderurgico: l’agglomerato del tristemente famoso camino E-312. Che questo sia un male o poco meno, al momento non possiamo dirlo con certezza. Ma è un fatto. Importante, serio, che va sottolineato, documentato, pubblicato e reso noto in questo mare magnum di fake news o notizie sensazionali spacciate per tali ma che tali non sono.

(leggi il nostro articolo sull’immunità penale https://www.corriereditaranto.it/2019/05/02/mittal-immunita-penale-resta-cambia-lapplicazione3/)

Come scrivemmo nell’articolo dello scorso 25 gennaio in merito all’ultima riunione dell’Osservatorio Ilva risalente allo scorso novembre, era stat messa in programma una Conferenza di Servizi dopo la nota del 31/10/2018 (24720/DVA del 5/11/2018) con cui è stato trasmesso il progetto preliminare per la realizzazione di filtri ibridi per il trattamento dei fumi del camino E312 dell’impianto di sinterizzazione dell’agglomerato. In proposito, il tecnico a supporto di ArcelorMittal, illustrò con l’ausilio di una presentazione la nuova tecnologia dei filtri ibridi.

Al punto 8 del verbale della riunione dello scorso 28 marzo, si legge però di un’informativa sulla richiesta da parte dei Commissari straordinari di attivazione di Conferenza di Servizi ai sensi dell’art. 5, comma 2, del DPCM del 29/9/2017, in merito all’attuazione della prescrizione n. 55-57 per l’installazione di filtri al camino E312 dell’area agglomerato.

Il problema è che la prescrizione in questione, inserita già nel riesame dell’AIA del 2012, riguarda l’installazione dei filtri a manica e non dei filtri ibridi. Ed infatti, proseguendo la lettura del verbale della riunione dello scorso 28 marzo, si legge che il Presidente dell’Osservatorio informa i partecipanti che, con nota del 25 marzo u.s. (7724/DVA del 26/03/2019), i Commissari di ILVA S.p.A. in A.S. hanno provveduto, su richiesta di ArcelorMittal, “a ritirare la richiesta di attivazione di Conferenza di Servizi, pervenuta con nota del 31/10/2018 (24720/DVA del 5/11/2018), per l’installazione di filtri ibridi e a formulare una nuova richiesta di attivazione di Conferenza di Servizi volta ad ottenere le necessarie autorizzazioni per la realizzazione dell’intervento già approvato con DM n. 53 del 3 febbraio 2014 per l’installazione dei filtri a manica“.

Il Presidente, considerato che la richiesta è finalizzata unicamente alla modifica del layout e al rinnovo delle autorizzazioni edilizie già rilasciate dal SUAP del Comune di Taranto, comunica che provvederà ad attivare la Conferenza di Servizi speciale, convoCando una prima riunione orientativamente per il 16 aprile. Che come vedremo è esattamente quello che è avvenuto.

(leggi il nostro articolo sull’Addendum Ambientale https://www.corriereditaranto.it/2018/09/07/2ilva-sullambiente-impegni-e-promesse3/)

Se così fosse, ed i documenti da noi visionati non lasciano alcun dubbio, la questione sarebbe alquanto preccuppante. Non fosse altro perchè l’installazione dei filtri ibridi rientrava tra gli impegni presi da ArcelorMittal nel famoso Addendum Ambientale sottoscritto lo scorso settembre.

Infatti, con “Addendum Ambientale settembre 2018l’Affittuario, aderendo a quanto evidenziato dal Ministro dello Sviluppo Economico, assume nei confronti delle Concedenti ulteriori obblighi rispetto a quelli regolati nel Contratto, rafforzativi, integrativi ed ampliativi degli stessi“. 

Il punto 3 dell’Addendum, recitava infatti così: “ELIMINAZIONE O RIDUZIONE AL MINIMO DELLE FONTI DI INQUINAMENTO ATTRAVERSO L’IMPLEMENTAZIONE DELLE MISURE DI TUTELA AMBIENTALE E L’ACCELERAZIONE DELL’ESECUZIONE DEGLI INTERVENTI AMBIENTALI PREVISTI DAL DPCM DEL 29 SETTEMBRE 2017” 

Al punto 3.2  si leggeva che “Altresì l’Affittuario si impegna a ridurre al minimo, in conformità o superando gli standard nazionali ed europei, le fonti di inquinamento mediante l’installazione di filtri presso l’impianto di sinterizzazione“. Mentre al punto 3.3 che “Allo scopo di migliorare ulteriormente le prestazioni ambientali dello stabilimento di Taranto rispetto a quanto previsto dal DPCM del 29 settembre 2017, con il presente Addendum l’Affittuario si obbliga inoltre: per quanto concerne il trattamento delle emissioni del camino E312 dell’impianto di sinterizzazione, installare filtri ibridi (una tecnologia innovativa per impianti di sinterizzazione co-sviluppato da ArcelorMittal e adottata per la prima volta al mondo presso siti ArcelorMittal), anziché i tradizionali filtri a manica attualmente previsti dal DPCM del 29 settembre 2017 e conseguire i seguenti miglioramenti delle prestazioni ambientali dello stabilimento di Taranto“.

Tale intervento avrebbe comportato “la riduzione delle emissioni di polveri e diossine in misura almeno pari, rispettivamente, al 30% e 50% rispetto ai valori limite associati alle migliori tecnologie disponibili (BAT); la riduzione del consumo di energia elettrica, con conseguente riduzione delle emissioni di CO2, rispetto ai consumi di energia elettrica previsti in caso di installazione dei filtri a manica attualmente imposti dal DPCM del 29 settembre 2017“.

Poi c’era un piccolo ma importante passaggio poco chiaro: “sul presupposto che la Data di Esecuzione sia non successiva al 1 novembre 2018 e che l’installazione dei filtri ibridi in luogo dei filtri a manica venga autorizzata, ai sensi dell’articolo 5 del DPCM del 29 settembre 2017, entro il 31 dicembre 2018, si conseguirà un’accelerazione rispetto ai termini di scadenza attualmente previsti dal DPCM del 29 settembre 2017 per l’installazione dei filtri a manica, secondo quanto appresso specificato: installazione dei filtri ibridi su una linea dell’impianto di sinterizzazione prevista per il 31 marzo 2021; e installazione dei filtri ibridi sulla seconda linea dell’impianto di sinterizzazione prevista per il 30 settembre 2022“. Ed è proprio questo passaggio che spiegherà il perché del cambio di impegno. 

In merito all’Intervento Depolverazione dell’impianto di sinterizzazione, lo ricordiamo, i requisiti del DPCM settembre 2017 stabilivnao l’installazione dei filtri ibridi su una linea dell’impianto di sinterizzazione entro il 31 dicembre 2021, mentre sulla seconda linea dell’impianto di sinterizzazione entro il 23 agosto 2023. 

Nelle slide dell’Addendum si leggeva che “l’impianto di sinterizzazione di Taranto rappresenterà il più grande progetto finora realizzato e trarrà vantaggio dall’esperienza acquisita durante il periodo di test dell’impianto pilota e dalle prime applicazioni industriali complete in altri siti ArcelorMittal“.

Ma cosa sarebbero esattamente questi Filtri ibridi? La spiegazione di ArcelorMittal era la seguente: Una tecnologia innovativa per impianti di sinterizzazione co-sviluppata da ArcelorMittal. I test sono iniziati nel 2013 con un impianto pilota collegato alla sinterizzazione. Adottato per la prima volta al mondo presso siti ArcelorMittal e ad oggi presente solamente in siti ArcelorMittal“.

(leggi il nostro articolo sulla riunione dell’Osservatorio Ilva del 28 marzo 2019 https://www.corriereditaranto.it/2019/05/04/osservatorio-ilva-focus-sul-piano-ambientale/)

Dunque, non c’è nulla da fraintendere. Mittal ha deciso di applicare i filtri a manica in sostituzione di quelli ibridi. Lo si legge chiaramente anche nella nota dei Commissari Straordinari del 25 marzo scorso, citata dal Presidente dell’Osservatorio Ilva, dove la relazione tecnica presentata da ArcelorMittal porta il nome del progetto “MEROS Sinter Gas Cleaning ed è del tutto analogo a quello attuale (Prescrizione 55-57), già approvato com DM 53 del 3 febbraio 2014, nonchè autorizzato con Provvedimento Unico nella Conferenza dei Servizi presso il SUAP del Comune di Taranto il 23 settembre 2015“. 

Lo scorso 16 aprile presso la sede del ministero dell’Ambiente a Roma si è tenuta come previsto la riunione della Conferenza di Servizi, ai fini delle determinazioni in merito alle prescrizioni n. 55-57 intervento di installazione di filtri a maniche al camino E312 dell’agglomerato.

Alla riunione partecipano i rappresentanti del ministero dell’Ambiente, della Regione Puglia, del Comune di Statte. Sono intervenuti, inoltre, il rappresentante della Commissione istruttoria per l’AIA-IPPC, i rappresentanti della gestione commissariale, i rappresentanti di ArcelorMittal Italia, S.p.A. Risultati assenti i rappresentanti della Provincia di Taranto, del Comune di Taranto, di ISPRA, del Comando provinciale dei VV.FF. di Taranto, della Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle acque, della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA-VASdell’ASL di Taranto.

Durante la riunione il Sindaco del Comune di Statte ha auspicato la massima accelerazione delle tempistiche sia con riguardo all’avvio dei lavori, che alla conclusione degli stessi, fermo restando il termine per la prima linea al 31 dicembre 2021. In merito alle osservazioni presentate dalla Regione Puglia e di ARPA, la Conferenza ha deciso di chiedere ad ArcelorMittal Italia di presentare apposita documentazione in merito agli impegni sulla tempistica dei lavori indicata nel cronoprogramma presentato, nonché sulla gestione delle polveri e di qualificare il regime giuridico delle stesse, al fine di evitare impatti complessivi negativi sull’ambiente e la salute umana. La Conferenza, ha poi chiesto ad ArcelorMittal Italia S.p.A. di presentare entro il 14 maggio la documentazione tecnica atta a riscontrare quanto chiesto dal Comune e dalla Regione. Aggiornando i propri lavori per il 23 maggio per consentire ad ArcelorMittal Italia S.p.A. di produrre e rendere disponibile la chiesta documentazione tecnica.

La decisione di abbandonare la tecnologia dei filtri ibridi, viene motivata da ArcelorMittal con una nota inviata ai Commissari Straordinari Ilva lo scorso 9 gennaio. Nella quale si legge quanto avevamo evidenziato in precedenza. Ovvero che “Al punto 3.3 lettera c) del suddetto Addendum viene specificato che i tempi previsti e ivi indicati per la realizzazione dell’intervento erano subordinati al previo ottenimento delle autorizzazioni necessarie entro il 31.12.2018. Anche alla luce delle necessità di approfondimenti specificate nella nota del MATTM prot. DVA 28231 del 13.12.2018, che paiono trascendere i contenuti dell’Addendum e che potrebbero portare alla apertura di una procedura più lunga e complessa rispetto alla CdS di cui sopra, è risultato evidente che non sarebbe stato possibile ottenere le autorizzazioni necessarie nei tempi ed in coerenza con gli specifici obblighi indicati dall’Addendum. A quanto sopra si vanno anche a sommare le ben note attenzioni di tutti i portatori di interessi che gravitano intorno al siderurgico di Taranto, rispetto alle attività di carattere ambientale in attuazione e che si attueranno nel sito ArcelorMittal Italia S.p.A.. Tali attenzioni sono poi ancor più forti per un impianto quale quello di produzione agglomerato, che è stato al centro di un acceso dibattito per le tecnologie da utilizzare per il mantenimento al minimo dei livelli emissivi, sottolineandosi da più parti come la tecnologia dei filtri a maniche possa offrire garanzie maggiori nelle circostanze date“.

Due dunque le motivazioni: la prima, legata agli approfondimenti chiesti dal ministero dell’Ambiente che avrebbero allungato i tempi; dall’altra la necessità di intervenire su un impianto tra i più inquinanti e di farlo anche in fretta. “Per quanto sopra esposto, pur essendo fortemente convinti della validità tecnica della tecnologia dei filtri ibridi, riteniamo opportuno mantenere la tecnologia dei filtri a maniche. Rispetto a tale tecnologia, si rende tuttavia necessario il rinnovo delle autorizzazioni edilizie per l’istallazione di tali filtri confluite nell’ambito del DPCM 29.09.2017“. Autorizzazioni edilizie che il SUAP ha già concesso.

Per l’intervento in questione, come per molti altri come ad esempio la copertura dei parchi minerali, “La determinazione motivata di conclusione della Conferenza di Servizi di cui all’art. 14-qualer della legge 241/90 è adottata, ai sensi dell’art.1, comma 9, del citato decreto legge n. 61/2013 “con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e costituisce variante ai piani territoriali ed urbanistici, per la quale non è necessaria la valutazione ambientale strategica. Le cubature degli edifici di copertura di materie prime, sottoprodotti, rifiuti e impianti, previsti dall’autorizzazione integrata ambientale o da altre prescrizioni ambientali, sono considerate ”volumi tecnici”.

Da segnalare infine la nota del Comune di Taranto sulla vicenda, datata 16 aprile a firma del Sindaco Rinaldo Melucci. Nella quale si legge che “non si rilevano motivi ostativi alla realizzazione dell’intervento alle condizioni e prescrizioni nello stesso indicate. ln disparte. tuttavia, non può non rilevarsi come il procedimento in questione, di fatto determini il venir meno di uno degli impegni previsti dal cosiddetto “Addendum al contratto di aflîtta con obbligo di acquisto di rami d’azienda” e precisamente al punto 3.3 dello stesso, nonostante l’addendum di che trattasi costituisca ”una integrazione del Contratto”. Inoltre, si evidenzia che il mancato rispetto dei suddetti termini contrattuali, comporti il venir meno dei relativi cronoprogrammi, costituendo di fatto un differimento dei benefici ambientali attesi dagli interventi oggetto di valutazione“.

Prossima Conferenza dei Servizi, come detto, il prossimo 23 maggio, con il seguente ordine del giorno: Determinazioni relative all’organizzazione dei lavori della Conferenza e relativa tempistica; Determinazioni in merito alla realizzazione dell’intervento sopra riportato; Varie ed eventuali. Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sull’Osservatorio Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio+ilva&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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