Musica e diritti: insieme Cosenza, Napoli, Taranto

 

Tre grandi città del Sud unite per la giustizia ambientale e climatica
pubblicato il 01 Maggio 2019, 10:53
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Si potrebbe chiamare una sorta di manifesto del 1° Maggio differente, quello che si distacca di gran lunga da quello che si celebra a Roma sotto l’egida dei sindacati. Da traino l’Unomaggioliberoepensante di Taranto, dal cui palco ormai da anni diffonde non solo musica ma anche e soprattutto messaggi per una società più giusta, sicuramente una società dove i diritti siano per davvero rispettati e non siano invece ricatto per un posto di lavoro. Ecco che tre piazze del Sud diventano palcoscenico per la protesta: Cosenza, Napoli e Taranto si uniscono per questo e soprattutto per un ambiente più pulito. Questa la nota di Rete Stop Biocidio, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti Taranto e Coordinamento comitati calabresi.
“Dopo la straordinaria mobilitazione del 23 marzo scorso che ha visto sfilare per le strade di Roma 100 mila donne e uomini che ogni giorno nei loro territori resistono con tenacia alle devastazioni ambientali, all’imposizione dall’alto di grandi opere inutili e dannose e che lottano per affermare giustizia ambientale e sociale, quelle stesse donne e quegli stessi uomini tornano in piazza, in tre piazze, Taranto, Napoli e Rende, per celebrare le lavoratrici ed i lavoratori, ma anche i precari, i disoccupati e coloro che sono penalizzati e schiacciati da un lavoro che è sempre più legato ad un inaccettabile ricatto occupazionale e sociale. In questo primo maggio 2019, attraverso tre concerti, in contemporanea, si esibiranno numerosissimi artisti che sostengono le nostre rivendicazioni, perché la musica è uno strumento potente e noi intendiamo usarlo per arrivare al cuore delle persone. #unomaggioliberoepensante di Taranto sa bene quanto sia difficile vincere la puntuale indifferenza dei media nazionali, al soldo di una informazione condizionata. Oggi ci sentiamo più forti perché siamo insieme. Cosenza, Napoli e Taranto rispondono all’unisono alle politiche separatiste e sempre più scellerate di un governo che ignora, come chi lo ha preceduto, le esigenze delle comunità, sostenuti da sindacati complici che hanno dimenticato le conquiste per i lavoratori ottenute a prezzo della vita. Siamo insieme per ribadire che non esiste una contrapposizione tra lavoro, ambiente e salute ma che è necessario lavorare tutti assieme per la costruzione di una società più giusta, dove non si sia costretti a morire sui posti di lavoro, rischiando di ammalarsi, in luoghi insalubri, di malattie incurabili, per non morire di fame. Una protesta comune perché il luogo in cui si nasce non segni il proprio destino ancor prima di averlo costruito, perché le nostre radici non siano la condanna che negli anni continuiamo a registrare: più di un milione di “emigranti” del terzo millennio, dei quali ben oltre la metà non ha più fatto ritorno al sud! Cambiano le facce, i documenti e le valigie ma il dramma di scegliere fra la propria terra e il proprio futuro è “una storia che si ripete” e a cui diciamo basta. Tre piazze gemellate, unite, che respirano all’unisono insieme ai movimenti di difesa del territorio di tutta Italia, come hanno fatto le migliaia di persone che hanno sfilato per le strade di Roma. Come un’unica entità, come un corpo solo, presente ovunque si lotti per i diritti di tutti. Un saluto ai compagni NoTav che con il Festival dell’alta felicità celebrano, come noi, in musica, la resistenza ad ogni tentativo di sottomissione politica, economica e sociale. Ci vediamo il primo maggio in piazza Dante a Napoli, al Parco Archeologico delle mura greche a Taranto ed al parco Robinson di Roges a Rende”.

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