ARPA, qualità dell’aria: trend positivo nel 2018

 

L'Agenzia regionale ha pubblicato la relazione. Ciò non vuol dire che a Taranto non ci siano più problemi, che vada tutto bene
pubblicato il 29 Aprile 2019, 09:59
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ARPA Puglia (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) ha pubblicato una nuova relazione nella quale riporta i dati di qualità dell’aria del 2018 registrati nelle stazioni di monitoraggio del quartiere Tamburi di Taranto e, per confronto, in altri siti non collocati all’area industriale e urbana di Taranto e Statte. I dati riguardanti le altre stazioni della rete di monitoraggio, avverte l’introduzione alla relazione, saranno discussi nel report regionale di qualità dell’aria, di prossima pubblicazione; sono state prese quindi in considerazione, per quanto attiene questa relazione, le stazioni di monitoraggio rappresentative del comune di Taranto e Statte, la cui collocazione è confacente ai criteri di normativa. 

La relazione è a firma del P.O. Qualità dell’aria e GdL CRA Struttura QA Taranto dott.sa Alessandra Nocioni, dott. Gaetano Saracino, p.i. Maria Mantovan, del GdL CRA Struttura Emissioni – Ufficio Modellistica dott.ssa Angela Morabito e dott.ssa Francesca Intini, del Direttore del Centro Regionale Aria (dott. Roberto Giua).

Nella relazione sono state anche inserite alcune serie storiche degli anni precedenti per l’analisi dell’andamento delle concentrazioni nei siti fissi ricadenti nei comuni dell’area di Taranto. Gli andamenti delle concentrazioni negli anni passati degli inquinanti nei siti di monitoraggio, ricordano dall’Agenzia, sono ampiamente rappresentati e valutati nei report annuali della qualità dell’aria che ogni anno vengono predisposti da Arpa e pubblicati sul sito (https://www.arpa.puglia.it/web/guest/rapporti_annuali_qa). 

(leggi l’articolo sulla relazione dei dati del 2017 https://www.corriereditaranto.it/2018/06/23/rapporto-arpa-su-qualita-aria-2017-dati-positivi-per-taranto-su-pm10-pm25-e-benzoapirene/)

Breve (ennesima) importante premessa

L’italiano è una lingua chiara, diffilcemente interpretabile a proprio uso e consumo, seppur in questo gli italiani stessi sono maestri. Ora, lo ribadiamo ancora una volta, affermare che la qualità dell’aria sia migliorata rispetto al passato, che i ricoveri e la diffusione dei tumori maligni registrino una leggera diminuzione, non vuol dire che a Taranto non ci siano più problemi, che vada tutto bene, che non ci si ammali più e che non si muoia più, o che l’inquinamento sia improvvisamente scomparso. Significa semplicemente avere al problema ambientale un approccio scientifico, serio, veritiero, oggettivo della realtà. Significa avere un quadro chiaro di ciò che è stato, di ciò che è e di ciò che sarà. Dire che le centraline dell’aria registrino un continuo e costante rispetto dei limiti previsti dalla legge italiana e da quella europea, non vuol dire che non ci siano pericoli per la salute: il rischio zero non esiste e mai esisterà. Però, certamente, non si può affermare l’esatto contrario, nè si può dipingere questa realtà per quella che non è o che solo parzialmente è, solo per avere un po’ di visibilità e di notorietà in più come accaduto nelle ultime settimane e negli ultimi giorni a tutte le latitudini, siano essere politiche o associative. Lo ribadiamo ancora una volta: un conto sono le questioni tecniche, altre quelle politiche. Le situazioni complesse, meritano analisi complesse e soluzioni complesse, che solo la politica può dare, servendosi anche dell’aiuto imprescindibile della scienza. 

I dati sul PM10

Dal punto di vista meteorologico l’anno 2018 è stato caratterizzato rispetto agli anni 2016 e 2017 da venti meno intensi e da importanti quantitativi di precipitazione. Analoghe caratteristiche si osservano anche per i Wind Days verificatisi nel 2018.

Per quanto riguarda le concentrazioni annuali di PM10 misurate nel 2018 nelle centraline della qualità dell’aria della città di Taranto, mostrano livelli paragonabili negli anni, in decremento a partire dal 2012 nelle stazioni del quartiere Tamburi. Si richiama che dal 2015 al 2016 si osservava una lieve diminuzione delle concentrazioni medie annue in tutti i siti, mentre nel 2017 si riscontrava una stabilizzazione dei valori del 2016 ed una lieve diminuzione per le stazioni di Via Archimede e Via A. Adige. 

Le concentrazioni medie annue nel 2018 sono risultate invariate rispetto a quelle del 2017 nella maggior parte delle centraline e in lieve diminuzione solo nelle centraline Tamburi-Via Orsini e Machiavelli. Le medie mensili più elevate nel 2018 sono state rilevate in tutte le centraline nel mese di aprile. 

In ogni caso, in nessun sito del comune di Taranto è stato superato il valore limite previsto dal D.Lgs. 155/2010 sulla media annuale, pari a 40 μg/m3. La media annua di PM10 più elevata è stata registrata nel sito di Via Machiavelli (classificato come sito “industriale”), ai Tamburi, con un valore di 25 μ g/m3. 

Come già riportato nel report di ARPA Puglia dell’anno 2017, il decremento delle concentrazioni annuali di PM10 a partire dal 2011, particolarmente evidente nelle stazioni del quartiere Tamburi ed accentuato maggiormente nel 2014 rispetto al 2013, può essere dovuto, oltre alla riduzione della produzione industriale degli ultimi anni, a una serie di misure di risanamento messe in atto a partire da settembre 2012, volte a limitare il carico emissivo industriale nei cosiddetti wind days, giorni di elevata ventosità, in cui l’agglomerato urbano si trova sottovento al polo industriale. 

In nessun sito del comune di Taranto è stato superato il numero massimo di 35 superamenti sulla media giornaliera consentiti dalla norma e i superamenti rilevati nelle centraline nel 2018 sono risultati inferiori rispetto a quelli dell’anno precedente. Il numero di superamenti per l’intero anno  2018, esclusi quelli dovuti ad eventi di Saharan Dust, sono risultati pari a 2 in Via Machiavelli (industriale), Adige (traffico) e n. 1 ad Archimede (industriale), Talsano (fondo) e San Vito (Fondo). 

Relativamente ai valori di PM10, misurati durante gli eventi di Wind Days dagli analizzatori tipo SWAM, installati presso le centraline Via Orsini, Via Machiavelli, Adige e Archimede, Talsano e San Vito, si rileva per il 2018 una significativa riduzione rispetto ai due anni precedenti delle concentrazioni, in particolare per le postazioni Tamburi e Machiavelli. A tale riduzione possono aver contribuito diversi fattori meteorologici, quali la minore frequenza con cui si sono manifestati i Wind Days oltre al fatto che tali eventi sono stati caratterizzati sia da intensità del vento, distribuite su valori inferiori rispetto a quelli degli altri anni, che da frequenti eventi di pioggia. 

(leggi l’articolo sulla relazione congiunta di APRA e ISRPA https://www.corriereditaranto.it/2019/04/11/2ambiente-nuova-relazione-ispra-arpa-su-taranto2/)

I dati sul PM 2,5

Anche per quanto riguarda i livelli di concentrazione in aria di PM2.5 nel comune di Taranto nel 2018, presso le stazioni della rete regionale della qualità dell’aria che misurano questo inquinante, non hanno mostrato superamenti per tale parametro rispetto al Valore Limite (VL) annuale per la protezione della salute umana, pari a 25 μg/m3. Si richiama che dal 2016 al 2017 in tutte le centraline non erano state osservate variazioni delle medie annue di PM2.5, tranne per un trend in lieve aumento in Via Orsini (Rete ex ILVA). Le concentrazioni medie annue nel 2018 risultano sostanzialmente invariate rispetto a quelle del 2017 nella maggior parte delle centraline o in lieve diminuzione, come nel caso dei siti di Archimede e Machiavelli. 

La concentrazione media annua più elevata nel 2018 è stata registrata nella stazione presente in Via Orsini (sito industriale, Rete Arcelor M.), che nel corso dell’anno registra concentrazioni costantemente più alte rispetto al sito di Alto Adige, sito urbano da traffico e a Paolo VI. I livelli più elevati di PM2.5 sono stati registrati nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre 2018. 

Nel sito di Via Machiavelli si registrano concentrazioni medie annuali di PM2.5 a partire dal 2010 costantemente più alte rispetto a quelle del sito di Via Alto Adige, ma comunque per ogni mese inferiori al valore limite di 25 μg/m3. Dal 2016 le concentrazioni medie annuali più elevate si riscontrano alla centralina di Via Orsini. 

Il benzo(a)pirene e gli IPA totali 

I valori medi annui riscontrati per il Benzo(a)pirene (analizzato sui campioni di PM10) nei cinque siti Machiavelli, Deledda, Talsano, Martina F. e Adige sono risultati, nel 2018, inferiori al valore obiettivo previsto dal D.Lgs. 155/2010, pari a 1 ng/m3. Nel corso del 2018, come era avvenuto nel 2017, le medie mensili più elevate sono state registrate nel mese di gennaio 2018 a Talsano nel sito di Martina Franca. Nel 2018 in tutti i siti, si è osservata una diminuzione delle concentrazioni medie annue del B(a)P nel PM10 rispetto a quelle che erano state misurate del 2017. 

Nel 2018 la concentrazione media annuale di IPA totali nella stazione di Via Alto Adige (traffico) è risultata confrontabile a quella di Via Machiavelli (industriale). La media annua più elevata è stata quella registrata in Via Orsini (rete ex ILVA).

Nalle relazione si ricorda ancora una volta che il parametro relativo agli IPA totali in aria ambiente non è normato: il D. Lgs. 155/10, che disciplina la materia relativa alla qualità dell’aria, si riferisce unicamente al benzo(a)pirene adsorbito sulla frazione di particolato PM10, indicando un valore obiettivo annuale da non superare. In linea generale, nel corso dell’anno 2018, si osservano valori più bassi nei mesi di giugno e luglio. In alcune centraline si osservano andamenti tipicamente stagionali, con valori massimi nei mesi invernali, tranne a Machiavelli in cui si osserva un aumento a luglio. 

(leggi l’articolo sulla relazione in merito alla diossina e il pcb https://www.corriereditaranto.it/2019/04/03/2nuova-relazione-arpa-su-diossina-e-pcb/)

I dati sul benzene, NO2 e CO

Per il benzene, il D. Lgs 155/10 fissa un valore limite di concentrazione annuo di 5 μg/m3; le medie annue del 2018 sono risultate piuttosto contenute e molto al di sotto del limite consentito con medie annue che si attestano attorno ad 1 μg/m3. I trend degli andamenti annuali mostrano una variazione non significativa negli anni con valori costantemente più alti in Via Machiavelli rispetto a Via Alto Adige sino al 2014 e livelli stazionari e uguali tra loro nei due siti dal 2015 al 2018. 

Per l’NO2 il D. Lgs 155/10 prevede due valori limite: la media oraria di 200 μg/m3 da non superare più di 18 volte nel corso dell’anno solare e la media annua di 40 μg/m3. Le medie annuali nel 2018 sono risultate inferiori al limite consentito sia nel quartiere Tamburi sia nelle altre centraline considerate e non si sono registrati superamenti del limite su base oraria. Le medie annue più elevate sono state registrate in Via Orsini, Martina Franca, Via Adige e a Via Machiavelli. 

Durante l’anno 2018 non è stato superato il valore limite in aria ambiente per il CO (monossido di carbonio) definito in base alla normativa vigente, espresso sul massimo orario definito in base alla normativa vigente, espresso sul massimo orario delle medie mobili sulle 8 ore, che è pari a 10 mg/m3.

Va tenuto presente, infine, che il rispetto dei limiti di qualità dell’aria previsti dalla normativa italiana (il citato D.Lgs. 155/2010), recepimento di analoga normativa europea, sia per quanto riguarda il limite giornaliero del PM10 e quello annuale, i limiti per il benzo(a)pirene e i metalli nel PM10 (report trasmesso agli Enti con nota Prot. 21585 del 22/03/2019, disponibile al link https://www.arpa.puglia.it/web/guest/metalli_bap), è riferito esclusivamente alla valutazione di aspetti di carattere ambientale e che la presente relazione non contiene elementi di valutazioni di carattere sanitario, che restano di esclusiva competenza delle Aziende Sanitarie Locali. 

Durante l’anno 2018 non è stato superato il valore limite in aria ambiente per il CO (monossido di carbonio) definito in base alla normativa vigente, espresso sul massimo orario definito in base alla normativa vigente, espresso sul massimo orario delle medie mobili sulle 8 ore, che è pari a 10 mg/m3. 

(leggi l’articolo sulla relazione metalli pesanti https://www.corriereditaranto.it/2019/03/29/arpa-relazione-su-metalli-da-industria-e-porto/)

Tutti i dati rilevati dalle reti sono disponibili sul sito web di ARPA Puglia (https://www.arpa.puglia.it/web/guest/qaria).

(leggi tutti gli articoli sull’ARPA https://www.corriereditaranto.it/?s=arpa&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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