Taranto, città dell’amianto: 503 i casi mesotelioma

 

pubblicato il 28 Aprile 2019, 10:59
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Sono 503 i casi di mesotelioma a Taranto, il tumore causato dall’amianto killer ha ucciso a Taranto lavoratori e cittadini, operai del siderurgico, arsenalotti e marinai. La stima dei mesotelioma è in crescita rispetto agli ultimi dati ufficiali 2018 del ReNaM COR Puglia, il Registro Mesotelioma Puglia, che riportava complessivamente 472 mesotelioma per Taranto.

Il mesotelioma, tumore alla pleura provocato dalle fibre di amianto, è solo uno dei tumori che ha colpito i lavoratori di Taranto, molto più ampia la casistica dei casi di cancro registrati tra le malattie professionali per la provincia jonica; sono 164 i tumori da lavoro a Taranto nel 2018, il numero assoluto più alto in Italia, un dato che attesta ancora una volta come nel territorio tarantino le attività siderurgiche e di cantieristica navale siano direttamente collegate alle insorgenze tumorali, un dato significativo ma che si valuta sottostimato rispetto al numero dei casi misconosciuti.

Taranto città dell’amianto, dove l’amianto è ancora massicciamente presente nel siderurgico con 3793 tonnellate di amianto in gran parte friabile, oltre il 95%. Ma l’amianto a Taranto è anche fuori dalla fabbrica dove ancora alcuni mesi fa sono state bonificate le facciate del Case Bianche al Quartiere Paolo VI, rimosse 1272 mq di pannelli in amianto, o dove si attende il completamento delle bonifiche delle coperture di eternit, l’amianto ondulato dei tetti del Palazzo degli Uffici in Taranto centro, con un intervento complessivo di rimozione per 3400 mq di elementi edilizi contenenti amianto. Lo spettro dell’amianto ancora aleggia sul naviglio militare e nelle officine dell’Arsenale, una storia infinita anche recente che ha interessato centinaia di lavoratori ed una rimozione di oltre 1000 tonnellate di amianto da navi, sommergibili e reparti di lavorazione.

Sono stati almeno trentacinquemila i lavoratori esposti all’amianto a Taranto, siderurgia e marina militare i comparti lavorativi a maggior rischio di patologie asbesto-correlate. Ad oggi carente la sorveglianza sanitaria post-lavorativa per gli operai esposti per anni alla fibra killer con insufficienti controlli alla salute, lavoratori invisibili. Così come ci si continua ad ammalare e a morire una vera emergenza sanitaria.

Solo negli ultimi mesi Contramianto ha registrato 4 casi di mesotelioma, 1 operaio Italsider/Ilva , 1 operaio indotto Italsider/Asenale, 1 operaio Arsenale Marina Militare, 1 sottufficiale Marina Militare, evidenze di quelle che sono state le maggiori esposizioni all’amianto a Taranto. La Rete di Supporto Sociale Contramianto ad oggi ha archiviato su Taranto quasi 400 casi di lavoratori e cittadini che vittime dell’amianto hanno chiesto aiuto perché esposti od ex esposti alle fibre cancerogene di amianto.

Taranto città dell’amianto, Taranto città contro l’amianto. Ma l’amianto a Taranto ha provocato altri tumori quali cancro polmonare, tumore alla laringe, cancro gastrico, tumore ai reni, vescica, prostata e colon, dati confermati in Rete Contramianto. Nell’ambito di gruppi di lavoratori esposti all’amianto si stima che ad ogni caso di mesotelioma insorto si associano tre casi di tumore al polmone . Tale valutazione rispecchia la casistica della città ionica dove sono stimati in circa 1500 i casi di cancro polmonare, pleura-polmone-apparato respiratorio, nei lavoratori Italsider/Ilva, Arsenale Marina Militare, cantieristica e indotto, tumori che hanno provocato la morte di operai ma anche di impiegati tecnici ed amministrativi anche questi ugualmente esposti all’amianto negli ambienti contaminati. Contramianto ribadisce la richiesta di una concreta sorveglianza sanitaria per gli ex esposti amianto e cancerogeni in un quadro di generale tutela della salute, Contramianto  chiede una effettiva applicazione del Piano Nazionale Amianto che rendi operative le bonifiche amianto e garantisca maggiori interventi a difesa della salute passando dalle parole ai fatti.

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