CIS, i sindacati: “Bene la riattivazione. Ma occorre accelerare i tempi per le opere”

 

pubblicato il 26 Aprile 2019, 16:47
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«Molte delle misure programmate soffrono di una tempistica, nella parte realizzativa, carente, per cui occorrerebbe un’accelerazione decisa nell’esecuzione delle opere pianificate. La dilatazione dei tempi sminuisce la portata delle progettualità e ne frustra gli intendimenti». Lo sottolineano, come riferiscono le agenzie, i segretari territoriali Paolo Peluso della Cgil, Antonio Castellucci della Cisl e Giancarlo Turi della Uil di Taranto in merito alla ripartenza del Tavolo permanente per il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis), che è tornato a riunirsi mercoledì scorso sotto la presidenza del ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio alla presenza di altri quattro ministri (Bonisoli, Costa, Grillo e Lezzi). Le organizzazioni sindacali «valutano positivamente la riattivazione del Tavolo Istituzionale che, a far data dalla sua istituzione (2015), aveva prodotto risultati importanti nella preziosa opera di ripartenza economica e sociale all’indomani della crisi della siderurgia locale. Al momento, l’impostazione normativa (Legge n.20/2015) non subisce mutamenti, ma vede mutata la governance del progetto aperta alla partecipazione di componenti tecniche che integrano le presenze politiche». Inoltre, la Commissione speciale per la riconversione economica (tecnopolo) istituita con la Legge di Bilancio, «diventa organo strumentale – precisano Cgil, Cisl e Uil – con cui il Tavolo operativamente si interfaccerà. Il work in progress, scandito dal nuovo coordinatore nazionale del Tavolo, Raniero Fabrizi, ha consentito di effettuare un punto di sintesi sull’evoluzione delle opere che ha evidenziato come solo il 30% delle risorse finanziarie, fino ad oggi, è stato effettivamente utilizzato». Cgil, Cisl e Uil evidenziano come il vice premier Di Maio abbia «rivendicato la positività dell’Accordo del gruppo ex Ilva-Arcelor Mittal con le organizzazioni sindacali del 6 settembre scorso, siglato presso il Mise, che ha consentito la ripresa piena dell’attività dello stabilimento siderurgico ionico con la salvaguardia dei livelli occupazionali, di circa 20mila addetti tra diretti e indiretti».

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