Ci risiamo: fumo nero dall’altoforno

 

Fermata rapida dell'impianto per permettere il ripristino di una tubiera. La FIM: "Situazioni incresciose che non devono ripetersi"
pubblicato il 26 Aprile 2019, 18:00
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Un denso fumo nero si è sprigionato questa mattina dall’Altoforno numero 4 dello stabilimento ArcelorMittal, a Taranto, visibile anche a chilometri di distanza. Le immagini del fenomeno emissivo, riprese dai cittadini, hanno subito fatto il giro dei social network. Un fenomeno non nuovo in questi anni. L’azienda in una nota ha precisato che «alle 9,20 l’Afo 4 è andato in fermata rapida per permettere il ripristino di una tubiera (sistema di immissione dell’aria preriscaldata a circa 1000 øC all’interno del forno) per la quale era arrivata una segnalazione di anomalia. La fermata dell’altoforno viene eseguita, come previsto dalle procedure di sicurezza, riducendo in tempi rapidi la portata di aria calda immessa nello stesso da 220.000 Nmc/h a circa 80.000 Nmc/h ca e riducendo anche la pressione interna (che si aggira intorno ai 2 bar)». ArcelorMittal sostiene poi che «la riduzione della pressione interna si effettua attraverso l’apertura delle valvole bleeder, poste sulla sommità del forno. L’azienda sta provvedendo a fornire tutte le comunicazioni alle autorità preposte».
A tal proposito, da registrare l’intervento della FIM Cisl. «Sicurezza, Ambiente e Lavoro rappresentano i temi fondamentali e devono andare di pari passo, in una vertenza che non è stata per niente scontata, bisogna fare presto e bene». Il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano chiede maggiore sicurezza sia dentro che fuori lo stabilimento Arcelor Mittal. Appello che giunge alla luce dell’evento verificatosi questa mattina al reparto Afo 4, caratterizzato da “un’emissione in atmosfera di notevole importanza”.
«Bisogna fare in modo che – aggiunge Biagio Prisciano – eventi come quello di stamattina, verificatosi in Afo 4, non debbano più accadere. Situazioni incresciose non solo per i lavoratori che operano all’interno della fabbrica, ma anche per la comunità tarantina che attende le giuste risposte, ricordo che il tempo rappresenta una variante preziosa e non può subire modifiche o ritardi. Ed è per questo che bisogna accelerare. Le nostre RLS hanno scritto ai responsabili aziendali Arcelor Mittal, chiedendo loro un incontro urgente per comprendere meglio le cause dell’evento».
Emissione in atmosfera che giunge a poche ore di distanza dalla visita a Taranto del vice premier Di Maio e dei quattro Ministri.
«Taranto e i suoi cittadini hanno bisogno della Politica con la “P” maiuscola, quale valore aggiunto per lo sviluppo e la salvaguardia del territorio. Diciamo “no” ai soliti incontri organizzati in periodo di campagna elettorale. Continuo a sostenere che le questioni di natura politica – attacca Prisciano – non possono minimamente e non devono interferire sull’impegni già sottoscritti. Impegni che devono essere mantenuti e realizzati: Piano Ambientale, Piano industriale, cronoprogramma e interventi vari, non devono subire ritardi. Così come l’avvicendamento dei Commissari Straordinari di Ilva in AS non deve in nessun modo allungare i tempi circa le opere di ambientalizzazione, di salvaguardia delle unità attualmente il cassa integrazione straordinaria, nonché di ricollocazione degli stessi nel ciclo produttivo. Come Fim Cisl – conclude Prisciano – faremo sentirei il fiato sul collo in ogni momento, perché Taranto e i lavoratori ricevano quanto prima le attese risposte. Diciamo basta ad inutili vetrine!»

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