Riparte il CIS. Tra ritardi e nuove idee

 

Il vicepremier Di Maio: "Mai pensato di chiudere l'Ilva. Il percorso del CIS va migliorato e velocizzato". Gli interventi dei vari ministri
pubblicato il 24 Aprile 2019, 18:55
13 mins

Un’ampia ‘zona rossa‘ off limits per i non accreditati intorno alla Prefettura di Taranto, ha ‘protetto’ il Tavolo permanente per il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) di Taranto, sotto la presidenza del vice premier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Presenti anche i ministri dell’Ambiente Sergio Costa, del Sud Barbara Lezzi, della Sanità Giulia Grillo e dei Beni Culturali Alberto Bonisoli.

Sono qui per dire che ieri in consiglio dei ministri abbiano abolito l’immunità penale che permetteva ai vertici di Ilva di potere godere di alcune esimenti legate a reati ambientali e legate ad alcuni reati odiosi che hanno fatto tanto male ai cittadini di Taranto“, ha detto il vicepremier Luigi Di Maio arrivando in mattinata prima di prendere parte alla riunione. “Non è una vittoria del governo – ha aggiunto Di Maio – ma è una vittoria dei tarantini. So benissimo che i tarantini discendono dagli spartani ma ci sono tante altre battaglie da vincere. È sicuramente rilevante che nel Decreto Crescita venga introdotta una norma che abolisce l’immunità penale. In realtà si chiama esimente e – ha spiegato il vicepremier – doveva durare altri quattro anni e mezzo, ma invece ad agosto di quest’anno cesserà di esistere“. “Io credo che questo fatto sarà un buon propulsore per lo sviluppo tecnologico di forme alternative di produzione. Sicuramente ci sarà una attenzione maggiore anche da parte della nuova proprietà dello stabilimento (ArcelorMittal) a ricercare tecnologie che possano migliorare le condizioni ambientali di questo stabilimento“, ha detto il ministro Di Maio sull’argomento immunità.

(per approfondire leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/24/ilva-limmunita-penale-resta-tale-e-quale-per-ora/)

Quanto alla questione generale del siderurgico tarantino, Di Maio ha ribadito che “il grande lavoro da fare adesso è avviare una fase 2 per l’ex Ilva perchè da una parte ci sono gli insediamenti produttivi che porta avanti ArcelorMittal e dall’altra quello che compete all’Ilva in amministrazione straordinaria. Ieri si sono dimessi i commissari con cui abbiamo lavorato per la chiusura dell’accordo con ArcelorMittal e li ringrazio per il lavoro svolto e per la loro sensibilità istituzionale“. “Se qualcuno mi chiedeva di chiudere lo stabilimento e mandare ventimila persone in mezzo a una strada, questa non è mai stata la mia idea di ministro dello Sviluppo economico. Adesso c’è la fase due, tutto quello che ancora dobbiamo fare per estinguere il debito che tutti gli italiani hanno con i tarantini“. “Nessuno – ha sottolineato – può pretendere di avere fiducia in bianco dai cittadini italiani e ancor di più di questa terra. L’unica cosa che noi possiamo fare per far riguadagnare fiducia verso le istituzioni della Repubblica, è far funzionare le cose che devono funzionare. Il nostro obiettivo con questo tavolo è metterci a disposizione“. 

Nell’ambito del tavolo istituzionale abbiamo pensato di creare tre gruppi di lavoro, coordinati dai ministri: il primo su Salute e sociale, il secondo su Lavoro, Imprese e Innovazione e il terzo su Riqualificazione urbana“, ha poi annunciato Di Maio, per quanto riguarda il Tavolo permanente del Contratto istituzionale di sviluppo. Il primo gruppo “dovrà anche rivedere – ha aggiunto il vice premier – il decreto interministeriale del 2013 sulla Valutazione del danno sanitario. Il gruppo su Lavoro, Imprese e Innovazione potrà occuparsi anche del Tecnopolo previsto in Legge di Bilancio. E quello sulla Riqualificazione urbana potrà riservare particolare attenzione alla blue economy. Questo Tavolo – ha detto ancora Di Maio – è importante per analizzare i temi della differenziazione della vocazione economica di questa città“. “Per quanto riguarda Taranto c’è oltre un miliardo di euro che non si sta spendendo. Io sono qui per portare avanti questo tavolo. Tornerò qui il 24 giugno, esattamente tra due mesi, in modo tale che quello che decideremo al tavolo sarà verificato e vedremo come si staranno spendendo i soldi stanziati” ha dichiarato ancora il Ministro dello Sviluppo Economico. “Non è una questione – ha precisato il vice premier – di dire se ci sono altri soldi, qui prima di tutto bisogna spendere bene quelli che ci sono“. 

Essere qui oggi significa lavorare all’altra fase che è quella della riconversione economica. Perché qualsiasi cosa ci siamo detti a questo tavolo l’abbiamo detta con un orizzonte temporale. Quando si parla di riconversione economica, di programmazione di un territorio, stiamo parlando anche di tempi che sopravviveranno ai nostri mandati politici“, ha detto ancora parlando al tavolo per il Cis Taranto. “A nome di tutto il governo – ha ribadito – voglio dire che qui nessuno si illude di aver preso il testimone per l’ultima volta, anche noi passeremo il testimone. E il nostro dovere è dare continuità ad un percorso che può essere migliorato. Vorrei rassicurare tutte le amministrazioni, istituzioni e stakeholders privati che sono qui – ha precisato – che il nostro obiettivo è non toccare le piene prerogative degli enti locali“. Quanto al rallentamento di alcuni processi emersi nel corso del tavolo, Di Maio ha spiegato che “nel decreto Crescita e nello Sblocca cantieri, due decreti legge che nei prossimi sessanta giorni vedranno attività parlamentare molto intensa, abbiamo una serie di materie competenti per affrontare normative che magari non stanno funzionando. Possiamo emendare“.

Ci sono tre cose che volevo condividere. Il primo aspetto è il termine di responsabilità. A Taranto c’è un patrimonio dal punto di vista culturale immenso, probabilmente uno dei principali giacimenti culturali non ancora sfruttati che abbiamo in Italia. Abbiamo il dovere di valorizzare questa ricchezza“. Lo ha sottolineato il ministro per i Beni Culturali Alberto Bonisoli intervenendo alla riunione del Tavolo permanente per il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) per Taranto. “Il secondo aspetto – ha precisato Bonisoli – è quello dell’opportunità. Noi stiamo ragionando sull’opportunità di creare sul territorio centinaia se non migliaia di posti di lavoro. Ci vorrà del tempo, ci vorranno delle azioni coordinate, ma il gioco che stiamo affrontando è veramente quello di una grande potenzialità che poi si tradurrà in occasioni di lavoro che serviranno anche alla riconversione economica di questo territorio“. Il terzo “aspetto – ha chiarito il ministro – è la necessità del coordinamento. Non penso che in questo momento a Taranto manchino le risorse finanziarie. Io stesso sono qui a parlarvi di decine di milioni di euro, che per il mio ministero sono cifre importanti. Ho sentito parlare di miliardi di euro, vuol dire che le risorse non mancano. Stiamo parlando di un contesto che deve essere un pò la stessa polare degli investimenti che verranno fatti. Stiamo parlando – ha puntualizzato Bonisoli – di un coordinamento tra le diverse azioni, di un progetto che abbia un senso e che quindi non guardi solamente all’immediato ma cerchi di traguardare l’obiettivo che si vuole raggiungere ed è un qualcosa di più ambizioso“.

La questione ambientale la si affronta facendo sistema. Ho chiesto di costituire un tavolo permanente sia qui presso la prefettura sia presso il ministero per l’Ambiente con la commissaria» straordinaria per le bonifiche «Corbelli: l’obiettivo è che i dati siano condivisi, che lo strumento dell’informazione sul territorio sia unica, penso al portale, e che i dati siano anche divulgativamente proposti, per evitare una informazione male interpretata“, ha invece sottolineato il ministro per l’Ambiente, Sergio Costa, intervenendo al tavolo per il Cis Taranto. “Stiamo coltivando l’idea – ha spiegato – di costituire un protocollo di lavoro tra ministri, condividendolo anche con gli enti locali, e poi un tavolo tecnico, vedendoci qui ogni due mesi circa, per condividere non solo il dato ma il progress sul quale si sta lavorando. In modo tale che la linea sia trasparente – ha concluso il ministro – senza ombre, e che ci permetta di riassestarla volta per volta“.

La vera cura che si può dare a questa città, così come a tutto il Sud, è spendere bene le risorse che ci sono. I soldi ci sono e sono già allocati non solo a Taranto ma alle tante realtà che vivono situazioni di disagio, ma fino ad oggi, purtroppo, c’è stata molta sciatteria“, perché “quando le istituzioni non fanno le istituzioni ma fanno solo politica, molto spesso si arenano progetti e nuove possibilità per i cittadini“. Lo ha detto il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, nel corso del tavolo per il Contratto istituzionale di sviluppo di Taranto. Lezzi ha sottolineato la “dipendenza economica di questa città dall’impianto siderurgico (ex Ilva ora ArcelorMittal), e il vero cambiamento che noi potremo portare a questa città sarà darle una alternativa, un’altra opportunità“. Per il ministro, “il senso di rabbia che a giusta ragione provano cittadini di Taranto è dovuto alla impossibilità di avere in questo momento una alternativa per questa città“. Infine Lezzi ha sottolineato che “ogni due mesi porterò qui un crono programma che dovrà essere rispettato. Per noi – ha concluso – questa città ha un alto valore politico, e lo dimostra che a presiedere il tavolo è Luigi Di Maio“.

Infine, una cabina di regia formata da alcuni ministeri tra cui Ambiente, Salute, Mise e Sud, “fornirà ogni sei mesi, attraverso un osservatorio, i dati epidemiologici sulla città di Taranto per conoscere la reale situazione sanitaria del territorio e quindi da lì indirizzare politiche sanitarie adeguate. Lo ha sottolineato il ministro per la Salute, Giulia Grillo, intervenendo al tavolo per il Cis Taranto. “I fattori di rischio dal punto di vista dell’insorgenza di vari tipi di patologie – ha spiegato – non sono solo ambientali, e intervengono insieme nel determinare l’insorgere a di alcune patologie. Quello che ci sta a cuore – ha concluso – è predisporre azioni che riducano l’esposizione a fattori di rischio e quindi le patologie che da questi derivano“.

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)