Di Maio a Taranto: convocate 23 associazioni

 

Intanto i Meet Up Amici di Beppe Grill Taranto e Statte ringraziano i Ministri per la visita
pubblicato il 23 Aprile 2019, 17:00
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Luigi Di Maio verrà a Taranto, com’è noto, a coordinare il tavolo in cui si stabiliscono gli obiettivi previsti per lo sviluppo della città, in linea con quanto scritto nel Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS), avviato anni addietro, con l’intenzione di progettare la riqualificazione socio-economica ed ambientale del territorio. Insieme a lui saranno presenti i Ministri Giulia Grillo (Salute), Barbara Lezzi (Sud), Sergio Costa (Ambiente), Alberto Bonisoli (Beni culturali). Lo conferma una nota dei Meet Up Amici di Beppe Grillo Taranto e Meet Up Amici di Beppe Grillo Statte.
Per la riunione del tavolo permanente del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis), domani in Prefettura a Taranto, il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha convocato per il primo pomeriggio, in un incontro specifico alle 14.30, anche 23 tra associazioni, comitati e movimenti, compresi i gruppi che chiedono la chiusura dello stabilimento siderurgico, riferiscono fonti di agenzie. Sono stati invitati Piano Taranto, Tuttamialacittà, Giustizia per Taranto, Genitori Tarantini, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Tamburi Combattenti, Isde Taranto, Abfo Taranto, Peacelink, Wwf Taranto, Legamjonici, Fondo Antidiossina, Legambiente, Tribunale Diritti del Malato, Ail, Lega Tumori, Contramianto onlus, Taranto Lider, Associazione contro le barriere, Attiva Lizzano, Vigiliamo per la discarica, Comitato Art.32 Statte e No inceneritore Massafra. Una parte di queste associazioni ha annunciato un sit-in sotto la Prefettura, a partire dalle 10.30, quando inizierà la riunione del Cis (anche con i ministri Barbara Lezzi, Sergio Costa, Giulia Grillo e Alberto Bonisoli). Questi attivisti scenderanno «in piazza contro le politiche di Di Maio e di tutto il governo giallo-verde che, come quelli precedenti, ha deciso di immolare la nostra città in nome della produzione a danno della salute, e che vede, fra gli altri scempi, la Lega fra gli investitori di ArcelorMittal».
La venuta del Ministro Di Maio e dei suoi colleghi, continua invece la nota dei due Meet Up, è «la dimostrazione che Taranto non è stata assolutamente dimenticata dalle istituzioni, ma che i problemi decennali che la soffocano vanno affrontati nel modo idoneo (giuridicamente e tecnicamente) e perseguendo obiettivi opportuni, nel caso specifico riqualificare le sue risorse culturali e identitarie (il centro storico, il museo, le aree marine protette) e incentivare i settori con un maggiore ritorno economico (tecnopolo di ricerca, porto, infrastrutture). L’anno scorso abbiamo dovuto accettare la vendita dell’acciaieria Ilva alla multinazionale indiana Mittal senza riuscire a mettere in discussione il contratto di vendita concluso e firmato dall’ex Ministro Calenda del Governo PD. Vani sono stati i ricorsi all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e all’Avvocatura di Stato da parte di Luigi Di Maio per far saltare i lucchetti di quel contratto e rimettere in discussione la scelta di proseguire l’attività dell’acciaieria di Taranto. L’azione del Ministro Di Maio ha comunque permesso di ottenere un diverso trattamento occupazionale per le maestranze ed un’accelerazione dei tempi per la conclusione di alcuni lavori di contenimento dell’inquinamento. Anche se è stato definito “il miglior risultato nelle peggiori condizioni”, sicuramente è molto lontano dagli obiettivi indicati nei programmi del MoVimento e dalle aspettative di attivisti e simpatizzanti della città. Purtroppo dobbiamo prendere atto che Taranto ha subito decenni di provvedimenti normativi che si sono intersecati e stratificati nel tempo (come i decreti salva Ilva) e per questo il Governo ed i parlamentari tarantini del M5S sono costretti a portare avanti un percorso di piccoli passi per far saltare questi blocchi giuridici (ad es. l’immunità penale dei dirigenti Ilva-Mittal) ed attuare interventi graduali che comportano miglioramenti per il futuro della città. Forse questa gradualità e tempistica può essere di difficile comprensione ed accettazione per qualcuno, che in buonafede potrebbe pensare che un Governo ha la capacità di trasformare tutto con pochi gesti, ma pensiamo che altri stiano soffiando sul fuoco della contestazione e del malcontento in assoluta malafede, per esclusivi motivi politici, elettoralistici e di spaccatura dell’opinione pubblica locale. Noi attivisti – concludono – continuiamo a fidarci della scelta di aver affidato al M5S, ai parlamentari eletti il 4 marzo 2018 e al Governo del Cambiamento il compito di attuare la riconversione economica di Taranto e ringraziamo Luigi e gli altri ministri di essere qui per ridare alla città un futuro svincolato dal letale cappio industriale che l’avvilisce da decenni».

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