Paisiello, la Provincia anticipa le risorse?

 

Si chiederà al Mef di anticipare le somme necessarie per l'anno 2019. Il punto sull'iter burocratico della statizzazione
pubblicato il 23 Aprile 2019, 20:16
11 mins

Potrebbe arrivare una nuova svolta nell’infinita vicenda riguardante l’Istituto Musicale Paisiello di Taranto. Come oramai da tempo acclarato, la situazione economica dell’istituto è giunta oramai allo stremo. Tutto il personale docente è senza stipendio da febbraio, oltre ad avere sulla propria testa la spada di Damocle del collocamento in mobilità sospeso solo per il 2019. Nell’ultima riunione del Cda, in cassa erano rimasti esattamente 57mila euro e rotti. Le attività didattiche per gli oltre 600 studenti dell’istituto ed i loro oltre 40 docenti, hanno inevitabilmente subito un rallentamento: alcuni corsi che non possono partire, altri che sono stati sospesi, sedute di laurea rinviate a data da destinarsi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/14/il-paisiello-senza-piu-risorse-economiche/)

A che punto è l’iter burocratico

A questa situazione si è arrivati ‘grazie’ ad uno dei tanti paradossi della legge italiana. Dopo la legge 96/2017, che ha approvato la statizzazione degli istituti musicali pareggiati e delle Accademie di belle arti, si è rimasti a lungo in attesa dei decreti attuativi che rendessero la legge operativa. Decreti che hanno ottenuto la firma del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, lo scorso febbraio. Il 15 marzo scorso la Corte dei Conti ha registrato il decreto interministeriale 121 del 22 febbraio 2019 che è stato pubblicato sul sito del MIUR ed è pertanto entrato in vigore a tutti gli effetti.

Si tratta appunto del primo dei tre decreti previsti dall’art. 22-bis del decreto legge 50/17 indispensabili per dare concreta attuazione alla statizzazione. Gli altri due sono un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università  e della Ricerca che definirà i criteri di ripartizione delle risorse per le statizzazioni che ammontano a 28 milioni di euro per il 2019 e a 55 milioni per il 2020. Quest’ultimo decreto in queste settimane era alla registrazione della Corte dei Conti ed è imminente la pubblicazione un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che definirà i criteri per la determinazione delle dotazioni organiche del personale in servizio e per il graduale inquadramento nei ruoli dello Stato del personale docente e non docente. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/08/istituto-paisiello-statizzazione-ferma-nuovo-rischio-chiusura/)

Il tutto in attesa dell’entrata effettiva della statizzazione datata 1 gennaio 2021. 

La situazione del Paisiello

Il problema è che il Paisiello ha bisogno di fondi adesso. Nelle ultime settimane lo stesso Cda dell’ente, tramite il presidente Rana e il direttore Maggi, oltre che attraverso iniziative di sensibilizzazione da parte di docenti e studenti, è stato più volte chiesto l’intervento della Provincia, da cui il Paisiello dipende economicamente. Più volte il Cda del Paisiello ha chiesto alla Provincia di erogare nelle casse vuote dell’Istituto, le somme in suo possesso (ricordiamo che l’ex presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, lo scorso ottobre affermò di aver messo da parte nel bilancio dell’ente, ben 2 milioni di euro) per permettere all’Istituto di restare in vita e non chiudere i battenti. Questo perché la Provincia è ancora oggi l‘Ente finanziatore unico ed esclusivo del Paisiello, ma dal Gennaio 2017 non ha più corrisposto all’Istituto alcuna forma di finanziamento utile per il suo funzionamento.

In alternativa, è stato chiesto alla Provincia di fare pressione presso il Miur per comunicare che le risorse erogate da quest’ultimo sono oramai agli sgoccioli. Sì, perché come si ricorderà, le risorse che hanno permesso sino ad oggi al Paisiello di restare aperto sono arrivate proprio dal Miur per effetto della Legge dello Stato (96 del 2017) e della Finanziaria 2018. Il problema, come più volte denunciato, è che il Miur eroga questi finanziamenti a pioggia, senza tenere in conto delle reali esigenze di ogni Istituto musicale: così, le stesse risorse che servono a garantire il funzionamento di un istituto con 100 studenti, come ad esempio quello di Terni, di certo non possono bastare per il Paisiello che ne conta oltre 600.

La Provincia anticiperà le somme dopo l’ok del Miur?

Secondo le ultime indiscrezioni, la Provincia avrebbe pronta una nota a firma del presidente Gugliotti da inviare al Miur, nella quale l’ente si rende disponibile ad erogare le somme necessarie per la sopravvivenza del Paisiello per l’anno corrente. Una volta ottenuto l’ok dal ministero della Pubblica Istruzione e del ministero dell’Economia, la Provincia attraverso l’Ufficio Finanziario immeterebbe nella casse dell’istituto un’anticipazione che poi sarà restituita da Roma una volta attuata del tutto la statizzazione. Intanto si resta in attesa della prima tranche prevista dal Miur per il 2019, che dovrebbe essere utilizzata innanzitutto per pagare gli stipendi arretrati dei docenti ed è prevista tra fine mese e la prima metà di maggio.

La lunga documentazione necessaria per ottenere l’ok alla statizzazione

Nel frattempo gli uffici tecnici del Paisiello dovranno predisporre tutta la documentazione necessaria per ottenere il riconoscimento della statizzazione. Il processo di statizzazione è infatti avviato a domanda da parte delle Istituzioni su apposita piattaforma informatica su un portale che a breve diventerà operativo. Tutte le domande dovranno prevedere una serie di importanti informazioni riguardante ogni singolo istituto. Si va dal piano di attività e dal piano finanziario, e cronoprogramma, relativi a processi di riorganizzazione della gestione amministrativa e razionalizzazione e qualificazione dell’offerta formativa ed eventuale risanamento del bilancio, per realizzare la statizzazione entro il 1 gennaio 2021, ad eventuali progetti di federazione o fusione con altri istituti. Bisognerà elencare i nominativi del personale docente, i bilanci consuntivi approvati degli anni 2015, 2016 e 2017 ed il bilancio di previsione 2018 e 2019 con relative relazioni di accompagnamento e verbali dei revisori dei conti; relazione analitica predisposta dagli organi deliberanti, verificata dai revisori dell’entesu eventuali situazioni debitorie fino all’anno 2017 su eventuali debiti di nuova formazione riferiti all’esercizio 2018 sul contenzioso in essere. Servirà una proposta di revisione dello statuto e del regolamento di amministrazione e contabilità. Come l’indicazione di eventuali contributi da parte degli enti locali a favore dell’Istituto anche a seguito di statizzazione. Una dichiarazione di impegno da parte degli enti locali a continuare ad assicurare l’uso gratuito degli spazi e degli immobili utilizzati dalle Istituzioni per lo svolgimento delle attività istituzionali a farsi carico delle situazioni debitorie dell’Istituzione, contratte dalla stessa o dall’ente locale per conto dell’Istituzione, alla data della domanda di statizzazione. Tale dichiarazione è elemento inderogabile per la statizzazione.

Nel caso in cui nel corso della valutazione dell’istanza di statizzazione, emergessero debiti non indicati nella documentazione o contratti successivamente alla data di presentazione della domanda di statizzazione, e di cui gli enti locali non siano disponibili a farsi carico, l’Istituzione sarà  accorpata ad altre Istituzioni statali o in fase di statizzazione, oppure soppressa assicurando il mantenimento dei posti del personale docente assunto a tempo indeterminato in servizio alla data del 24 giugno 2017.

Tutte le istanze di statizzazione sono valutate da una apposita Commissione formata da 5 componenti. Le domande sono valutate sulla base dei criteri a cui sarà attributo un punteggio. Adeguatezza di immobili, laboratori, aule e dotazioni strumentali mx 25 punti, sostenibilità economico-finanziaria max 25 punti, dimensione ed eventuale caratterizzazione della domanda di formazione di livello accademico tenuto conto della specificità dei corsi di studio nel panorama regionale e nazionale max 25 punti, eventuali obiettivi di federazione/fusione con Istituzioni statali o altre Istituzioni oggetto di statizzazione max 25 punti.

Le istituzioni che otterranno una valutazione almeno pari a 40/100 saranno statizzate.

Entro il 31 ottobre 2023 su richiesta del MIUR, l’ANVUR effettua una valutazione sulla adeguatezza delle risorse strutturali, finanziarie e di personale delle Istituzioni statizzate in relazione all’ampiezza dell’offerta formativa e degli studenti iscritti. L’esito di tale valutazione sarà utilizzato dal MIUR per disporre eventuali ulteriori accertamenti oppure procedere alla trasformazione delle stesse in sedi distaccate di altre istituzioni oppure, in caso di gravi carenze strutturali e formative, disporne la soppressione, assicurando il mantenimento dei posti del personale a tempo indeterminato in servizio presso l’Istituzione.

Le risorse per la statizzazione saranno erogate dal MIUR alle istituzioni interessate sulla base dei criteri definiti dal decreto interministeriale sull’utilizzo del fondo dedicato istitutio dal Decreto legge 50/17.

La speranza è che l’intero iter subisca un’accelerazione tale da impedire un dramma sociale e culturale per la nostra città: la chiusura di quello che è a tutt’oggi un fiore all’occhiello dell’intero meridione in campo musicale e artistico. Oltre ad essere un presidio culturale e un contenitore di talenti, sogni, passioni e speranze di centiania di giovani e dei loro maestri. 

(leggi gli articoli sul Paisiello https://www.corriereditaranto.it/?s=paisiello&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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