MarTa, lavoratori e sindacati in agitazione

 

Chiesto incontro al ministero dei Beni Culturali per risolvere vari problemi dopo il nulla di fatto negli incontro con la Direzione del museo
pubblicato il 19 Aprile 2019, 18:15
4 mins

Lavoratori e sindacati (Cgil, Cisl e Uil), insieme alla rsu del Museo nazionale archeologico di Taranto (MarTa), hanno proclamato lo stato di agitazione del personale ed ora chiedono un incontro ad un tavolo contrattuale superiore, da svolgersi al ministero dei Beni Culturali a Roma con l’ausilio del ministero del Lavoro, dopo non essere riusciti a trovare un accordo con la Direzione del museo.

I problemi del personale del MarTa restano sempre gli stessi: “Le parti sindacali – si legge nella parte conclusiva nota dei sindacati – dopo estenuanti incontri che non hanno prodotto un riavvicinamento delle posizioni, in considerazione dei sempre maggiori carichi di lavoro che gravano sul personale sempre più numericamente ridotto, con mostre, attività didattiche ed ulteriori iniziative che lo impegnano maggiormente, denunciano un cattivo stato delle relazioni sindacali con l’attuale Direzione ed hanno chiesto al Ministero di potersi confrontare sulle problematiche del personale, sempre ai sensi del vigente contratto collettivo, ad un tavolo superiore“.

Le organizzazioni sindacali, nel documento inviato anche al Ministero per i Beni Culturali, hanno messo a fuoco le maggiori problematiche riguardanti il museo MarTa e i lavoratori: la soppressione dell’orario cadenzato con la sostituzione di spazi museali contingentati, un maggior numero di addetti alla vigilanza, la chiusura della mostra “Mitomania”, la messa in mora del concessionario Nova Apulia, la chiusura del lunedì.

La Direzione – argomentano nl documento le sigle sindacali – sull’apertura cadenzata “dimentica” però che tale disposizione, regolamentata dall’ordine di servizio protocollo n. 1.643 del 6 agosto 2016, prevedeva 8 unità per l’apertura normale dei due piani (numero non congruo, ma che in virtù dello spirito di sacrificio dei lavoratori e di collaborazione di tutti, organizzazioni sindacali comprese, ha portato a ridurre al minimo) e 7 per il cadenzato ed era stata prospettata come temporanea, in virtù dell’imminente inaugurazione del 2° piano, che di fatto raddoppiava gli spazi con la stessa forza lavoro e con personale in numero di 32 unità a fronte delle 26 attuali (a breve 24) in attesa di un, a questo punto, improbabile incremento di personale alle 41 unità previste in organico“.

Le organizzazioni sindacali hanno chisto anche la chiusura della mostra “Mitomania” dalle 13.00 alle 15.30: “Non è comprensibile, quindi, come debba essere prevista l’apertura nella fascia oraria 13.00 – 15.30, quando mancherebbe anche il personale volontario del Touring Club Italiano (che generosamente sta offrendo il proprio contributo alla fruizione del Museo)“. Così come la messa in mora del concessionario Nova Apulia, che è stata “più volte espressa dalla Direzione e che fino ad oggi, a distanza di più di 3 anni dal suo insediamento, non ha prodotto risultati se non l’inasprimento delle relazioni tra lavoratori“.

Altra problematica la chiusura del lunedì: “Tale richiesta non era stata posta in ultima analisi a caso, ma come ulteriore, ultimo provvedimento a seguito delle altre richieste. Infatti, nell’ultima seduta dell’11 aprile tale ipotesi era stata addirittura accantonata dopo aver constatato che la stessa avrebbe comportato l’incremento di 0,28 unità per turno (che diverrebbe 0,35 unità per turno qualora si avverasse la prospettata integrazione di 1 unità ALES (società in house del Ministero che assume in maniera privatistica personale a tempo determinato ndc). Appare superfluo perciò constatare che si tratta dell’ennesimo, estremo tentativo di intascare un accordo per poi non rispettarlo“.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: MarTa, lavoratori e sindacati in agitazione

  1. Filomena

    Aprile 20th, 2019

    Finalmente si sono dati una mossa!

    Rispondi

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