Discarica Grottaglie, il Comune al Tar contro la Provincia

 

Impugnato l'atto con cui l'ente ha inviato al Consiglio dei Ministri l'intero incartamento sulla procedura di autorizzazione al 'sopralzo'
pubblicato il 18 Aprile 2019, 18:44
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Nuova puntata dell’annosa vicenda riguardante la discarica di Grottaglie. Nella conferenza stampa convocata ieri pomeriggio in Municipio infatti, il sindaco Ciro D’Alò ha reso noto di aver prodotto un nuovo ricorso al Tar di Lecce, avverso la Provincia di Taranto guidata da Gugliotti, per aver inviato al Consiglio dei Ministri l’intero incartamento riguardante la procedura che portò all’approvazione del progetto di ‘sopralzo’ della discarica, finito poi al centro dell’inchiesta ‘T-Rex’, che ha portato all’arresto dell’ex presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, e dell’ex dirigente del settore Ambiente Lorenzo Natile.

La decisione di ricorrere al Tar, trae origine da quanto avvenuto lo scorso febbraio, quando appunto la Provincia di Taranto ha inviato al Consiglio dei Ministri l’intero incartamento riguardante la procedura di ampliamento della discarica. E’ bene ricordare che il Tar di Lecce, lo scorso 28 gennaio annullò non solo la dleibera della Provincia ma anche il parere favorevole del Comitato Tecnico Provinciale. Per i giudici amministrativi infatti, vi fu nella decisione finale un difetto di attribuzione, in quanto l’organo competente ad esprimersi in via definitiva sulla vicenda doveva essere il Consiglio dei Ministri, visto il parere discordante degli enti coinvolti: da qui traeva quindi origine, secondo quanto trapelò lo scorso febbraio, la decisione della Provincia di Taranto di inviare le carte a Roma.

Lo spiegò lo stesso presidente della Provincia Gugliotti, in una conferenza stampa lo scorso mese di marzo, quando ricordì che lo scorso 22 febbraio l’architetto Natile provvide alla trasmissione di tutti i documenti a Roma: il dirigente, spiegò il presidente della Provincia, aveva ottemperato semplicemente al suo dovere istituzionale, precisando inoltre come in tutto questo passaggio amministrativo, la parte politica della Provincia non avesse avuto alcun ruolo. Tra l’altro, sempre in quella conferenza stampa Gugliotti dichiarò come avesse tentato di rimuovere il dirigente Natile dal suo ruolo, non riusciendoci. 

Il Comune di Grottaglie ha però impugnato l’atto con il quale la Provincia di Taranto ha trasmesso, in maniera errata e difforme dalla sentenza del Tribunale amministrativo di Lecce, gli atti relativi all’ampliamento della discarica al Consiglio dei Ministri. Gli atti da inviare a Roma al Csm non dovevano essere tutti quelli riguardanti l’intera procedura, ma solo gli atti acquisiti sino a quando i Comuni interessati dal progetto, ARPA Puglia e Asl manifestarono il loro dissenso, ovvero la conclusione della Conferenza dei Servizi dell’agosto del 2017. Tutto quello che avvenuto dopo, sino all’ok al progetto arrivato con la delibera del 5 aprile 2018, non andava trasmesso.

Inoltre, il sindaco D’Alò nella conferenza di ieri ha precisato che il Comune ha atteso sino all’ultimo prima di ricorrere al Tar (visto che i termini del ricorso scadranno il 25 aprile), atttendendo invano un segnale di discontinuità politica da parte della nuova amministrazione provinciale sul tema rifiuti e discariche. D’Alò ha infatti dichiarato che “il Presidente della Provincia di Taranto si conferma in perfetta continuità amministrativa con il suo predecessore. Attendiamo ad oggi un atto, un solo atto amministrativo che dimostri come la sua amministrazione provinciale sia concretamente contro le discariche e gli ampliamenti. Ho convocato l’incontro odierno per aggiornare i comitati e i cittadini dei nuovi percorsi amministrativi e giudiziari che il comune di Grottaglie ha posto in essere proprio contro la Provincia di Taranto. Con ricorso al TAR, abbiamo impugnato l’atto con il quale la Provincia di Taranto ha trasmesso, in maniera errata e difforme dalla sentenza del Tribunale amministrativo di Lecce, gli atti relativi all’ampliamento della discarica al Consiglio dei Ministri. Oltre a questo, abbiamo informato i cittadini sulle memorie depositate per l’udienza del Consiglio di Stato del 23 maggio“.

D’Alò ha infine confermato che la discarica resta chiusa. E che lo resterà almeno sino a quando un tribunale non ne decreterà la riapertura. Anche se sarebbe allo studio degli uffici comunali la possibilità di richiedere il sequestro penale del sito dopo le vicende emerse dall’inchiesta ‘T-Rex’.

(leggi gli articoli sulla discarica di Grottaglie https://www.corriereditaranto.it/?s=discarica+Grottaglie&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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