Turismo a Taranto? Si può fare. Però…

 

La città offre molto ma viene poco valorizzata: le opinioni di Valentina Tilgher e di Irene Lamanna
pubblicato il 17 Aprile 2019, 15:07
19 mins

E’ la prima volta che vengo a Taranto e devo dire che si è rivelata una scoperta. E’ davvero una bella città; peccato che all’esterno si percepisca diversamente a causa delle questioni legate all’Ilva. Vista dalla tv, per quanto se ne parla, sembra quasi che la città si chiami Ilva e la fabbrica Taranto”. Con questa battuta, da humor nero, il noto comico Alessandro Siani, protagonista di due show consecutivi nella nostra città la scorsa settimana, ha salutato il pubblico tarantino del teatro Orfeo.
Dunque la percezione esterna di Taranto come città da visitare ed apprezzare per la sua bellezza è certamente inquinata dall’annosa questione Ilva. Una scoperta come quella dell’acqua calda, forse questa, ma che deve stimolare gli operatori del settore turismo – quello che doveva fare da volano per l’economia jonica, tanto per citare una frase cara a molti dei politici che hanno mal governato la nostra città negli ultimi 30 anni – ad investire sul territorio per valorizzarne qualità che non riescono ancora ad emergere definitivamente.
“La contro comunicazione riguardante Taranto, a livello di immagine, ha un peso in tutto ciò, non possiamo ignorarlo; ma gli imprenditori devono investire, devono rischiare e puntare sul turismo” , afferma l’assessore comunale allo Sviluppo economico e Marketing territoriale, Valentina Tilgher.
“Tutta questa negatività non sta facendo certo una buona pubblicità alla nostra città ma non si può certo rimarcare che, nonostante tutto, ci siano delle persone che lavorano ogni giorno per far emergere le qualità del nostro territorio. Tutti gli imprenditori locali dovrebbero unirsi per lanciare il turismo a Taranto“, ha affermato dal canto suo Irene Lamanna, imprenditrice nel settore della ricettività turistica e presidente dell’Associazione Taranto Turismo, nata dall’idea di far conoscere Taranto attraverso piccole operazioni di marketing per la promozione del territorio.

Proprio queste due donne impegnate, a vario titolo, nella promozione del turismo nella città bimare, le abbiamo coinvolte in una sorta di intervista doppia, in una discussione – che si spera costruttiva – sui benefici effetti che una seria organizzazione dell’ospitalità turistica può avere sull’economia locale.
In un momento storico in cui la Puglia ha puntato decisamente sul turismo, in cui questa nostra regione è così appetibile per il turista straniero (secondo National Geographic, la regione più bella al mondo), Taranto non può restare ferma al palo ma deve inserirsi con decisione nel trend positivo pugliese.
Nel 2018 la crescita del Pil turistico in Puglia è stata stimata nel +5,5% rispetto all’anno precedente secondo le elaborazioni dell’Osservatorio turistico regionale su dati SPOT Regione Puglia/Istat, relativamente ad arrivi e presenze.
L’ottima crescita del turismo internazionale (+14% e +9%) ha portato a un aumento complessivo degli arrivi del +3,7% e a una conferma delle presenze rispetto al 2017. Il tasso d’internazionalizzazione ha guadagnato due punti percentuali in un solo anno giungendo al 25,6% per gli arrivi e al 23,4% per le presenze. L’offerta di strutture ricettive è cresciuta del +7% e del +3% per i posti letto.

Nel 2018 si sono registrati evidenti risultati in termini di destagionalizzazione. Le performance migliori dei mercati esteri, con incrementi oltre il 15%, si sono registrati a febbraio, marzo, aprile, maggio e settembre.


Tra le top 15 delle destinazioni pugliesi per numero di presenze e arrivi nel 2018, però, l’unica della provincia di Taranto è Castellaneta (Marina). Vieste si è confermata la principale destinazione del turismo balneare in Puglia con 1,9 milioni di presenze nel 2018. Tra i capoluoghi di provincia Bari, meta del turismo business e culturale, è al primo posto per numero di arrivi (445 mila) e seconda per presenze (835 mila), mentre Lecce si è classificata al terzo posto per gli arrivi (264 mila) e al quinto per presenze (698 mila).

Castellaneta Marina

Taranto, dunque, non compare in questa classifica e la sua provincia vanta una sola città tra le prime quindici, mentre Lecce ne ha cinque oltre al capoluogo, Foggia tre, Brindisi due, Bari una, oltre al capoluogo.
Perché il turismo nella città dei Due Mari, culla della Magna Grecia, sede di uno dei Musei archeologici nazionali più importanti d’Italia (Mar.Ta) e di uno dei Castelli più ammirati e visitati della penisola (Castello Aragonese), non decolla? Possiamo solamente piangerci addosso per via di quelle “maledette” ciminiere inquinanti che deturpano il nostro paesaggio?
“Siamo penalizzati oltre che dalla presenza del siderurgico anche dall’assenza di collegamenti intermodali con la nostra città: l’aeroporto più vicino dista oltre 70 km, l’autostrada termina a 35 km, i collegamenti ferroviari sono scarsi, il porto di Taranto sta gradualmente acquisendo più visibilità nel mercato delle crociere ma serve continuità – afferma l’assessore Tilgher –. Di recente ho chiesto alla Regione Puglia una maggiore elasticità degli orari dei collegamenti della navetta che fa la spola con gli aeroporti, specie per quanto riguarda i voli da e per Milano. Inoltre Taranto necessita di una migliore leggibilità e mi riferisco alle indicazioni stradali della viabilità interna, ad una migliore fluidità del traffico, considerata la sua forma a clessidra, di migliorare la cultura dell’accoglienza. C’è tanto da fare all’interno della città per renderla fruibile a chi viene da fuori. Prima di investire in termini di promozione turistica dobbiamo prima attrezzarci“.
“Taranto ha sicuramente un incoming superiore e di nicchia rispetto a quelli che sono i dati reali. E’ una città che ha cominciato a destagionalizzare con un importante settore, che è quello del turismo business, che se fosse ben organizzato potrebbe facilmente tramutarsi in turismo sociale nei week end”, afferma Irene La Manna.
Intanto proprio di recente sono giunte due buone notizie. La prima che dal Cipe arriveranno 90 milioni di euro per l’ampliamento del Museo MarTa, la riqualificazione e decoro del centro storico, la valorizzazione degli ipogei, il recupero e la successiva rivalutazione delle aree di interesse culturale che insistono nella parte più suggestiva ed antica del capoluogo ionico.
“Certamente queste risorse finanziare a disposizione ci consentiranno di attuare dei progetti capaci di garantire a Taranto uno sviluppo economico svincolato da quello industriale e di attirare investitori che puntino alla valorizzazione del centro storico”, spiega la Tilgher.
La seconda buona notizia è l’Accordo tra l’Autorità Portuale di Taranto e l’Agenzia Regionale del Turismo Puglia Promozione per porre in essere un’azione congiunta di accoglienza turistica e gestione dei flussi di passeggeri/viaggiatori/turisti, nel porto di Taranto, per promuovere e valorizzare la Puglia come destinazione turistica e meta di viaggio.
Altro problema legato alla ricettività turistica nella nostra città è l’insufficienza di posti letto destinata all’accoglienza dei turisti, così come rimarcato qualche settimana fa alla conferenza stampa di presentazione del festival musicale Medimex, dallo stesso assessore Tilgher: “Occorre uno sviluppo sostenibile dell’offerta di posti letto, attualmente i 3000 a disposizione sono insufficienti e la maggior parte sono relativi bed & breakfast o affittacamere, gestiti, in diversi casi, con poca professionalità da gente che mira soltanto ad incassare denaro e non a rendere un servizio completo. E’ un dato di fatto, comunque, che Taranto non è attrezzata per puntare al turismo di massa; bisogna incanalare le proprie energie e risorse verso altre tipologie di turismo”.
“La mancanza di posti letto è un dato reale se ci riferiamo alla ricettività classificata, ossia hotel o resort. Taranto e la sua provincia hanno però sopperito al gap con la nascita e crescita, forse esagerata, di strutture ricettive extralberghiere come bed & breakfast o affittacamere che non tutte però vanno poi a definire quelli che sono i parametri dell’accoglienza e dell’ospitalità e ne vien fuori un quadro di scarsa capacità di accogliere. Molti di questi operatori, spuntati come funghi, sono degli improvvisati del settore e si limitano ad accogliere il turista semplicemente lasciandogli la chiave della stanza senza fornire informazioni per orientarsi. Manca un’ omogenea cultura dell’ospitalità, manca una reale scuola del turismo nella nostra città, in questo settore non abbiamo una memoria storica”.
A Taranto non vi è una tradizione turistica. Non vi sono famiglie o gruppi imprenditoriali in grado di trainare il settore, di creare uno storico, come nella vicina Gallipoli, tanto per far riferimento ad una città di mare che ha molti punti in comune con la nostra, dove ad esempio la famiglia Caroli da oltre 40 anni investe sul territorio per valorizzarlo, gestendo con le sue strutture oltre mille posti letto e dando lavoro a 250 unità circa, o come nel brindisino dove opera il gruppo Melpignano che tra Savelletri e Fasano ha creato un piccolo impero con un fiore all’occhiello (Borgo Egnazia) ammirato in tutto il mondo o ancora a Lecce con il Gruppo Vestas della famiglia Montinari.
Tutti imprenditori che si sono ingegnati, che hanno rischiato con il proprio portafoglio ed hanno investito denaro instaurando collaborazioni, ad esempio, con le sedi diplomatiche dei Paesi Esteri per ospitare i tour operator, come successo con i Paesi Baltici.

Per l’imprenditrice Irene Lamanna un importante ruolo di coordinamento dovrebbe assumerlo l’Amministrazione Comunale: ”In molte città a vocazione turistica esiste un direttivo turistico dipendente dall’Ente Civico che fa capo ad un tecnico esterno, esperto di marketing turistico, che detta le linee guida nel settore. A Taranto abbiamo una misera sezione turismo che si limita ad espletare pratiche di ordinaria amministrazione senza avere la competenza per essere in grado di farsi seguire, che sia in grado di promuovere strategicamente il territorio dal punto di vista del marketing. Serve un coordinamento efficace che nessun amministratore politico della nostra città sinora è stato in grado di garantire”.
L’assessore Tilgher la pensa diversamente: ”Il coordinamento non spetta al Comune ma alle associazioni di categoria; noi possiamo dare delle linee guida, informare sugli avvenimenti che promuoviamo ma se poi il sabato o la domenica d’estate i turisti non trovano aperti bar e ristoranti, noi non possiamo farci nulla. Più volte abbiamo incontrato i rappresentati dell’Associazione Albergatori, legata alla Confcommercio, per coinvolgerli nelle nostre iniziative ma la maggior parte delle volte continuano ad agire di testa loro”.
Le due donne concordano, invece, sulla tipologia di turismo al quale Taranto deve puntare: ”A mio avviso occorre investire nel turismo culturale di alta qualità legato all’archeologia, all’architettura dei nostri palazzi storici, alla convegnistica  questo il pensiero della Tilgher -. Per la Settimana Santa ad esempio abbiamo pensato a tutta una serie di eventi collaterali che possano vivacizzare il calendario degli eventi religiosi, che restano sempre il fiore all’occhiello, dando una offerta più ampia di appuntamenti”.
“Dobbiamo essere consci che non possiamo puntare ad un certo tipo di turismo e mi riferisco a quello internazionale, nonostante l’incremento di ospiti di nazionalità tedesca e francese – sottolinea Irene La Manna -. Nel 2015 abbiamo avuto una importante presenza di turisti russi che però non sono più ritornati nella nostra città perché non siamo attrezzati ed organizzati ad ospitarli adeguatamente, soprattutto dal punto di vista della comunicazione linguistica e mi riferisco alla scarsa o nulla segnaletica stradale che possa consentire ad un turista straniero di orientarsi nella nostra città o al fatto che nessuna struttura ricettiva è organizzata con un interprete che possa interagire con questi ospiti. Ci manca la cultura dell’ospitalità, ci manca la formazione nel settore. L’Associazione Albergatori, collegata alla Confcommercio, organizza periodicamente dei corsi che numericamente sono seguiti da pochi operatori del settore perché probabilmente l’imprenditore tarantino ha la presunzione di sapere già tutto. Ciò premesso, dobbiamo incrementare la nostra azione puntando al turismo culturale, valorizzando il Museo Diocesano, inserendo un tour tra i palazzi storici di Città vecchia e del Borgo umbertino che hanno una rilevanza da non sottovalutare dal punto di vista architettonico, dando importanza anche a luoghi dove sono vissuti personaggi storici come il Beato Egidio o Tommaso D’Aquino”.

Casa Sant’Egidio

Da questa chiacchierata sono emerse diverse problematiche legate al mondo del turismo tarantino: l’assenza di sinergia costante tra Amministrazione Comunale, imprenditori del settore della ricettività e commercianti, la scarsa presenza di info point turistiche, la scarsa propensione a seguire il turista da quando arriva a quando va via.
Non solo, bisogna anche registrare la mancanza di sinergia e collaborazione tra Enti pubblici e in questo caso ad esempio tra Amministrazione Comunale e Provinciale.
Le speranze sono legate allo spirito di iniziativa di quei pochi coraggiosi imprenditori che devono cercare, però, di mettersi a disposizione di tutti in modo che vi sia una crescita condivisa laddove le invidie e le gelosie ,insite nella mentalità di certi tarantini, rappresentano un ostacolo per la crescita di un territorio che ha potenzialità del tutto non completamente espresse.
La presenza del MarTA, del Castello Aragonese, delle Colonne Doriche, degli altri segni della cultura magnogreca, del Ponte Girevole, del Duomo di San Cataldo, la naturale bellezza del nostro mare che al largo ospita quei delfini che in tanti ma non tantissimi vengono ad ammirare, la tradizione enogastronomica del nostro territorio, la nostra rinomata Settimana Santa, il concerto del Primo Maggio, la processione del Santo Patrono San Cataldo, il Medimex, l’aumentata offerta culturale grazie alla vivacità dei teatri Orfeo e Fusco, sono tutte peculiarità di una città che vanno implementate da una seria azione sinergica tra le varie componenti del nostro tessuto socio-economico mettendo da parte l’io per il noi. Solo così si potrà pensare di essere competitivi come le vicine Bari e Lecce anche se campanilismo fa rima con provincialismo.

Possiamo però consolarci (?), perché se il turismo a Taranto e provincia nella sua accezione tradizionale non decolla, stando alle notizie di qualche mese fa, a decollare, è proprio il caso di dirlo, sarà il turismo spaziale.
Già perché l’aeroporto “Marcello Arlotta” di Grottaglie è stato individuato dalla Virgin Galactis, la società americana famosa per il suo business sul turismo spaziale, come base (unica in Italia) per i voli suborbitali.
Un turismo extra lusso dato che il prezzo del biglietto per la navicella spaziale Virgin Galactic si aggirerebbe intorno ai 250 mila dollari, poco più di 200 mila euro.
Questa opportunità rappresenta una contraddizione – l’aeroporto di Grottaglie attende da anni l’apertura ai voli civili – in una terra in cui le contraddizioni non mancano.

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3 Commenti a: Turismo a Taranto? Si può fare. Però…

  1. angelo quaranta

    Maggio 19th, 2019

    Marketing inesistente ma il problema più grande della mia amata città è la sporcizia e l’erbaccia ovunque. Inoltre molti palazzi in condizioni indecorose.
    Parola di Tour Operator tedesco

    Rispondi
    • Ettore Todaro

      Maggio 20th, 2019

      TURISMO CHE FARE – CHI DEVE COMINCIARE

      Premessa:
      la Comunità Europea periodicamente mette a disposizione miliardi di euro per progetti, specialmente per quelli che presuppongono lavoro, ricchezza economica e culturale; denaro che, quasi sempre, rimane nelle casse per mancanza di progetti.

      Una Consulta Sindacale permanente formata da tutti i sindaci della Provincia per individuare i bisogni di ogni zona: Innanzitutto ristrutturazione di tutta la città vecchia, collegare Taranto all’autostrada che ora si ferma a Massafra, poi strade, fogne, condutture idriche, illuminazione. Individuare i siti dove far sorgere stabilimenti balneari, alberghi, parcheggi, parcheggi per campeggiatori, vie marine per raggiungere ogni posto del litorale. Promotore di questa consulta dovrebbe essere il sindaco di Taranto. Formare una commissione di controllo per evitare infiltrazioni di malavitosi nelle varie gare d’appalto e nella fase di realizzazione dei manufatti.
      1) Assegnare ai privati le aree per la costruzione delle strutture previste.
      2) Promuovere il territorio, tramite INTERNET, l’APT, le agenzie turistiche, con manifestazioni nazionali ed internazionali di ogni genere: dallo sport alla cultura, dalla leggenda alla storia, alla musica, allo spettacolo, al divertimento. Pensare che Taranto è gemellata con Brest e Donetsk ma mai un incontro, una manifestazione congiunta!
      3) Individuare tutte le deficienze e progettare tutte le infrastrutture occorrenti per un turismo di massa. Pensare che sulla litoranea salentina manca persino l’acqua corrente!
      Fare un piano previsionale di occupazione. Se si tiene conto che qualche anno fa la ConfCommercio nazionale stimò in 250.000 i posti di lavoro che si creerebbero al sud se si sviluppasse il turismo, Taranto potrebbe farne suoi almeno 30.000! per quello che può offrire ai turisti:

      – Mare dai molteplici colori da chiamare “MARE ARCOBALENO”
      – 2 mari (unicità al mondo)
      – Ponte girevole (unicità al mondo). Solo a Taranto si può vedere una nave scorrere nel canale navigabile affacciati alla ringhiera o, addirittura, sulla banchina, a pochi passi!
      – Il ponte di pietra
      – Il ponte Punta Penna Pizzone ( Il ponte dalle 4 P)
      – L’acquedotto medievale sulla via per Statte
      – Le colonne doriche
      – Le tombe a camera
      – L’immenso parco archeologico! (Parco archeologico Belvedere )
      – Gli ori della Magna Grecia che vanno in giro per il mondo, invece di essere il mondo a venire a Taranto per ammirarli!
      – Il Castello Aragonese
      – L’isola città vecchia, con quei vicoli, quelle scalinate, ipogei con affreschi meravigliosi!. Qui allocare le botteghe degli artisti, degli artigiani, degli orafi. Data la loro ristrettezza, un vicolo farlo diventare “il vicolo dell’amore”, dove i due innamorati lo percorrono abbracciati.

      – Il palazzo Pantaleo
      – La casa del santo Egidio
      – La casa di Giovanni Paisiello
      – La casa di Rodolfo Valentino!!!!!! (altro che loggetta di Giulietta)
      – La casa di Mario Costa
      – Le isole Cheradi
      – I trulli di Martina Franca
      – I trulli di mare ( autentiche opere d’arte sconosciuti a tutti)
      -Le ceramiche di Grottaglie
      – I riti della settimana santa.
      – I vigneti a galleria di Castellaneta e Ginosa
      – Il Palazzo Ducale di Martina Franca
      – Le scogliere a golfetti lungo la litoranea.
      – La spettacolare processione della settimana santa.

      ( A Verona arrivano mediamente 3 milioni di turisti l’anno solo per vedere la loggetta dove si affacciava una romanzata Giulietta
      Assegnare ai privati le aree e gli spazi per la costruzione delle strutture turistiche (alberghi, stazioni balneari, parcheggi, luoghi di divertimento, ecc.) partendo da S. Pietro in Bevagna per arrivare a Ginosa Marina.
      4) Recuperare all’uso civile e, quindi, turistico, quelle isole (S. Pietro e S.
      Paolo) che il 99% dei taranti non ha mai conosciuto. Nelle mutate strategie belliche, si ritiene che sia giunto il momento di poter liberare questa città dalla morsa militare che, occupando, forse, le più belle zone del territorio (vedi anche castello Aragonese), ha concorso, insieme alla nostra cronica inanità, a ridurne le potenzialità turistiche.
      Abbattere quell’orrendo muraglione che impedisce una fantastica visione del mar Piccolo. Ripristinare la torre D’Ayala

      6) Avvalersi ovviamente di esperti del campo turistico ma anche della
      fantasia dei giovani, degli studenti, dei creativi. Per esempio, potremmo riempire tutte le vetrine dei negozi di quei vasi sepolti negli scantinati del museo, per aggiungere un’altra caratteristica a quelle già esistenti. Donare al turista che arriva con viaggio organizzato, una bottiglia di vino personalizzata (dedica personale a rima) dopo avergli fatto vedere quei meravigliosi vigneti a tendone (autentiche gallerie!) delle campagne di Ginosa e Castellaneta. Certamente, il turista ne vorrà altre da regalare a parenti, amici, quando tornerà a casa. E queste, naturalmente saranno a pagamento. Questa bottiglia diventerà automaticamente pubblicità mondiale del nostro vino e della nostra città. Questo si chiama PROMOZIONE!!!

      Creare eventi nuovi, internazionali, come potrebbe essere il Palio dei pescatori che attualmente è limitato ai rioni. Un Palio con la gemellata Brest farebbe già parlare tutta l’Europa!

      Così si possono chiedere e ottenere i finanziamenti europei ( Una volta, 88 miliardi di euro dei fondi FAS per progetti per il sud, ne furono richiesti appena 4!!!! Visto che non li voleva nessuno, ne approfittò Bossi per soccorrere gli allevatori sulla crisi delle quote latte ).
      Si metteranno in moto contemporaneamente cantieri a finanziamento pubblico per la costruzione delle infrastrutture pubbliche e cantieri a finanziamento privato per la costruzione delle strutture private. In queste molteplici attività potranno trovare occupazione tutte le figure professionali ed artigianali, dall’ingegnere al ragioniere, al cameriere, all’operatore turistico che la scuola abilita regolarmente ogni anno e regolarmente ogni anno resta disoccupato.

      Quello che all’isola del Giglio è stato un maldestro quanto catastrofico tentativo, qui a Taranto ( e solo a Taranto ) è ordinaria amministrazione e cioè, quello di vedere una nave passare davanti, a qualche metro, comodamente o stando sulla banchina del castello, o affacciati alla ringhiera della sovrastante via Due Mari, dall’altro lato! Spettacolo unico al mondo! Se si tiene conto che per il passaggio, occorre che si apra un ponte che collega le due sponde del territorio (e questo ponte si apre dal centro, ) facendo ruotare le due parti in due direzioni opposte), lo spettacolo diventa eccezionale!!! Basterebbe questo spettacolo per far accorrere dal tutto il mondo, turisti in cerca di unicità, come lo sono la Torre di Pisa (un milione di turisti l’anno), la loggetta di Giulietta a Verona (tre milioni di turisti

      Circeo, Sabaudia, Sperlonga e Ponza;
      ecco il turismo al tempo della crisi

      LATINA – Il turismo non si improvvisa, si programma. Con progetti precisi di rilancio e riqualificazione, studiati nel rispetto dell’ambiente e della conformazione del territorio, ma assecondando i gusti e le mode che cambiano. Anche in una “provincia di costruttori” come quella pontina. Parola di Antonella Di Genova, discendente per parte di madre della famiglia Superti che da tre generazioni opera nel settore del turismo e dal 1935 gestisce uno dei più prestigiosi alberghi del territorio, l’Hotel Maga Circe.

      Proprio qui, lungo questi 90 chilometri di costa che vivono ancora della rendita dei favolosi Anni Sessanta, delle case vacanza, delle ville sul mare e dei vip al Circeo, il turismo, per tenere il passo, ha dovuto reinventarsi, adeguandosi alle richieste, ai nuovi standard e alle esigenze dei soggiorni meno glamour e più mordi e fuggi. Costantemente in equilibrio tra tradizione e innovazione.
      Due punte di diamante nel panorama delle eccellenze pontine e in un sistema turistico che, fra trasformazioni sociali e crisi, grandi potenziali e scarsi sostegni economici, cerca ancora la sua strada. I numeri però dimostrano a tutti gli effetti che il turismo pontino è un business ancora fiorente, che conta più di 18mila lavoratori fissi e circa 24mila stagionali. Centonovantasei esercizi coprono la ricettività alberghiera di tutta la provincia, mentre oltre 30mila posti letto sono offerti dal settore extra alberghiero, case vacanza, b&b, affittacamere, agriturismi, campeggi e villaggi, concentrati soprattutto lungo la costa, tra Fondi, Sperlonga e Gaeta, e affollati in particolare da romani e campani. Certo la crisi ha avuto il suo peso, facendo registrare tra il 2010 e il 2011 perdite del 2,79% nel flusso turistico complessivo, ricadute principalmente sugli alberghi del territorio che hanno visto lo scorso anno 60mila presenze in meno. In compenso cresce la componente turistica straniera, del 3,32% negli arrivi e del 5,96% nelle presenze. Segno che in provincia sono tornati tedeschi, spagnoli, olandesi e russi più propensi a scegliere soggiorni lunghi.

      Rispondi
  2. Ettore Todaro

    Maggio 20th, 2019

    Signora Tilgher, è proprio il Comune, con a capo il Sindaco, che dovrebbe dare il via all’apertura di quella grande fabbrica che non emette un solo filo di fumo: IL TURISMO. Una comunità è esattamente come un alveare, dove è l’ape regina a guidare tutto lo sciame e non le singole api. TURISMO CHE FARE – CHI DEVE COMINCIARE

    Premessa:
    la Comunità Europea periodocamente mette a disposizione miliardi di euro per progetti, specialmente per quelli che presuppongono lavoro, ricchezza economica e culturale; denaro che, quasi sempre, rimane nelle casse per mancanza di progetti.

    Una Consulta Sindacale permanente formata da tutti i sindaci della Provincia per individuare i bisogni di ogni zona: Innanzitutto ristrutturazione di tutta la città vecchia, collegare Taranto all’autostrada che ora si ferma a Massafra, poi strade, fogne, condutture idriche, illuminazione. Individuare i siti dove far sorgere stabilimenti balneari, alberghi, parcheggi, parcheggi per campeggiatori, vie marine per raggiungere ogni posto del litorale. Promotore di questa consulta dovrebbe essere il sindaco di Taranto. Formare una commissione di controllo per evitare infiltrazioni di malavitosi nelle varie gare d’appalto e nella fase di realizzazione dei manufatti.
    1) Assegnare ai privati le aree per la costruzione delle strutture previste.
    2) Promuovere il territorio, tramite INTERNET, l’APT, le agenzie turistiche, con manifestazioni nazionali ed internazionali di ogni genere: dallo sport alla cultura, dalla leggenda alla storia, alla musica, allo spettacolo, al divertimento. Pensare che Taranto è gemellata con Brest e Donetsk ma mai un incontro, una manifestazione congiunta!
    3) Individuare tutte le deficienze e progettare tutte le infrastrutture occorrenti per un turismo di massa. Pensare che sulla litoranea salentina manca persino l’acqua corrente!
    Fare un piano previsionale di occupazione. Se si tiene conto che qualche anno fa la ConfCommercio nazionale stimò in 250.000 i posti di lavoro che si creerebbero al sud se si sviluppasse il turismo, Taranto potrebbe farne suoi almeno 30.000! per quello che può offrire ai turisti:

    – Mare dai molteplici colori da chiamare “MARE ARCOBALENO”
    – 2 mari (unicità al mondo)
    – Ponte girevole (unicità al mondo). Solo a Taranto si può vedere una nave scorrere nel canale navigabile affacciati alla ringhiera o, addirittura, sulla banchina, a pochi passi!
    – Il ponte di pietra
    – Il ponte Punta Penna Pizzone ( Il ponte dalle 4 P)
    – L’acquedotto medievale sulla via per Statte
    – Le colonne doriche
    – Le tombe a camera
    – L’immenso parco archeologico! (Parco archeologico Belvedere )
    – Gli ori della Magna Grecia che vanno in giro per il mondo, invece di essere il mondo a venire a Taranto per ammirarli!
    – Il Castello Aragonese
    – L’isola città vecchia, con quei vicoli, quelle scalinate, ipogei con affreschi meravigliosi!. Qui allocare le botteghe degli artisti, degli artigiani, degli orafi. Data la loro ristrettezza, un vicolo farlo diventare “il vicolo dell’amore”, dove i due innamorati lo percorrono abbracciati.

    – Il palazzo Pantaleo
    – La casa del santo Egidio
    – La casa di Giovanni Paisiello
    – La casa di Rodolfo Valentino!!!!!! (altro che loggetta di Giulietta)
    – La casa di Mario Costa
    – Le isole Cheradi
    – I trulli di Martina Franca
    – I trulli di mare ( autentiche opere d’arte sconosciuti a tutti)
    -Le ceramiche di Grottaglie
    – I riti della settimana santa.
    – I vigneti a galleria di Castellaneta e Ginosa
    – Il Palazzo Ducale di Martina Franca
    – Le scogliere a golfetti lungo la litoranea.
    – La spettacolare processione della settimana santa.

    ( A Verona arrivano mediamente 3 milioni di turisti l’anno solo per vedere la loggetta dove si affacciava una romanzata Giulietta
    Assegnare ai privati le aree e gli spazi per la costruzione delle strutture turistiche (alberghi, stazioni balneari, parcheggi, luoghi di divertimento, ecc.) partendo da S. Pietro in Bevagna per arrivare a Ginosa Marina.
    4) Recuperare all’uso civile e, quindi, turistico, quelle isole (S. Pietro e S.
    Paolo) che il 99% dei taranti non ha mai conosciuto. Nelle mutate strategie belliche, si ritiene che sia giunto il momento di poter liberare questa città dalla morsa militare che, occupando, forse, le più belle zone del territorio (vedi anche castello Aragonese), ha concorso, insieme alla nostra cronica inanità, a ridurne le potenzialità turistiche.
    Abbattere quell’orrendo muraglione che impedisce una fantastica visione del mar Piccolo. Ripristinare la torre D’Ayala

    6) Avvalersi ovviamente di esperti del campo turistico ma anche della
    fantasia dei giovani, degli studenti, dei creativi. Per esempio, potremmo riempire tutte le vetrine dei negozi di quei vasi sepolti negli scantinati del museo, per aggiungere un’altra caratteristica a quelle già esistenti. Donare al turista che arriva con viaggio organizzato, una bottiglia di vino personalizzata (dedica personale a rima) dopo avergli fatto vedere quei meravigliosi vigneti a tendone (autentiche gallerie!) delle campagne di Ginosa e Castellaneta. Certamente, il turista ne vorrà altre da regalare a parenti, amici, quando tornerà a casa. E queste, naturalmente saranno a pagamento. Questa bottiglia diventerà automaticamente pubblicità mondiale del nostro vino e della nostra città. Questo si chiama PROMOZIONE!!!

    Creare eventi nuovi, internazionali, come potrebbe essere il Palio dei pescatori che attualmente è limitato ai rioni. Un Palio con la gemellata Brest farebbe già parlare tutta l’Europa!

    Così si possono chiedere e ottenere i finanziamenti europei ( Una volta, 88 miliardi di euro dei fondi FAS per progetti per il sud, ne furono richiesti appena 4!!!! Visto che non li voleva nessuno, ne approfittò Bossi per soccorrere gli allevatori sulla crisi delle quote latte ).
    Si metteranno in moto contemporaneamente cantieri a finanziamento pubblico per la costruzione delle infrastrutture pubbliche e cantieri a finanziamento privato per la costruzione delle strutture private. In queste molteplici attività potranno trovare occupazione tutte le figure professionali ed artigianali, dall’ingegnere al ragioniere, al cameriere, all’operatore turistico che la scuola abilita regolarmente ogni anno e regolarmente ogni anno resta disoccupato.

    Quello che all’isola del Giglio è stato un maldestro quanto catastrofico tentativo, qui a Taranto ( e solo a Taranto ) è ordinaria amministrazione e cioè, quello di vedere una nave passare davanti, a qualche metro, comodamente o stando sulla banchina del castello, o affacciati alla ringhiera della sovrastante via Due Mari, dall’altro lato! Spettacolo unico al mondo! Se si tiene conto che per il passaggio, occorre che si apra un ponte che collega le due sponde del territorio (e questo ponte si apre dal centro, ) facendo ruotare le due parti in due direzioni opposte), lo spettacolo diventa eccezionale!!! Basterebbe questo spettacolo per far accorrere dal tutto il mondo, turisti in cerca di unicità, come lo sono la Torre di Pisa (un milione di turisti l’anno), la loggetta di Giulietta a Verona (tre milioni di turisti

    Circeo, Sabaudia, Sperlonga e Ponza;
    ecco il turismo al tempo della crisi

    LATINA – Il turismo non si improvvisa, si programma. Con progetti precisi di rilancio e riqualificazione, studiati nel rispetto dell’ambiente e della conformazione del territorio, ma assecondando i gusti e le mode che cambiano. Anche in una “provincia di costruttori” come quella pontina. Parola di Antonella Di Genova, discendente per parte di madre della famiglia Superti che da tre generazioni opera nel settore del turismo e dal 1935 gestisce uno dei più prestigiosi alberghi del territorio, l’Hotel Maga Circe.

    Proprio qui, lungo questi 90 chilometri di costa che vivono ancora della rendita dei favolosi Anni Sessanta, delle case vacanza, delle ville sul mare e dei vip al Circeo, il turismo, per tenere il passo, ha dovuto reinventarsi, adeguandosi alle richieste, ai nuovi standard e alle esigenze dei soggiorni meno glamour e più mordi e fuggi. Costantemente in equilibrio tra tradizione e innovazione.
    Due punte di diamante nel panorama delle eccellenze pontine e in un sistema turistico che, fra trasformazioni sociali e crisi, grandi potenziali e scarsi sostegni economici, cerca ancora la sua strada. I numeri però dimostrano a tutti gli effetti che il turismo pontino è un business ancora fiorente, che conta più di 18mila lavoratori fissi e circa 24mila stagionali. Centonovantasei esercizi coprono la ricettività alberghiera di tutta la provincia, mentre oltre 30mila posti letto sono offerti dal settore extra alberghiero, case vacanza, b&b, affittacamere, agriturismi, campeggi e villaggi, concentrati soprattutto lungo la costa, tra Fondi, Sperlonga e Gaeta, e affollati in particolare da romani e campani. Certo la crisi ha avuto il suo peso, facendo registrare tra il 2010 e il 2011 perdite del 2,79% nel flusso turistico complessivo, ricadute principalmente sugli alberghi del territorio che hanno visto lo scorso anno 60mila presenze in meno. In compenso cresce la componente turistica straniera, del 3,32% negli arrivi e del 5,96% nelle presenze. Segno che in provincia sono tornati tedeschi, spagnoli, olandesi e russi più propensi a scegliere soggiorni lunghi.

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