Depuratore Manduria-Sava, lavori partiti. Per Regione e Aqp è tutto ok

 

Due mesi fa pubblicato nel bollettino regionale in gran silenzio la VIA che attesta la mancanza di ricadute negative ambientali
pubblicato il 17 Aprile 2019, 20:54
7 mins

Sono iniziati come previsto lunedì i lavori per il depuratore consortile Manduria e Sava, in zona Urmo-Specchiarica, marina di Manduria, con gli operai della ditta “Putignano & figli” di Noci, aggiudicatasi il bando, che hanno iniziato ad allestire il cantiere in località Urmo-Specchiarica, ‘protetti’ da due pattuglie della Polizia e della Guardia di Finanza, come chiesto la scorsa settimana dalla stessa Aqp. Nel comunicato si legge che “l’area individuata per il depuratore Manduria Sava, interessa una zona periferica del territorio rurale del comune di Manduria. Un scelta frutto di un accurato percorso progettuale ed autorizzativo effettuata attraverso la valutazione di varie ipotesi tecniche, che esclude ogni possibile ricaduta negativa per l’ambiente“. Una precisazione dovuta alla tantissime polemiche e proteste degli ultimi anni sulla realizzazione dei quest’opera e del luogo scelto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/11/depuratore-lavori-da-lunedi-aqp-chiede-protezione2/)

Resta ancora poco chiaro il progetto riguardante il recapito finale delle acque (che in realtà è stato infilato nella procedura di VIA come scriviamo in altra parte dell’articolo). “Il progetto – si legge nel comunicato -, frutto di un ampio ed articolato confronto con il territorio e le istituzioni, prevede il rilascio delle acque depurate in trincee drenanti, con la prospettiva di un riutilizzo in agricoltura o a fini ambientali. In particolare, sugli aspetti relativi al recapito finale delle acque trattate – prosegue la nota – si era già espressa, nel novembre scorso, la Conferenza dei Servizi, presso la Sezione Autorizzazioni Ambientali del Dipartimento Opere Pubbliche della Regione Puglia, escludendo l’ipotesi del recapito a mare“. “In quella stessa occasione, le amministrazioni comunali di Sava e Manduria, avevano ribadito l’urgenza di avviare i lavori, tenuto conto della grave situazione igienico-sanitaria in cui versano gli abitati. Ad oggi, giova ricordare, Sava non è dotata di fogna dinamica, i liquami vengono smaltiti attraverso vasche imhoff o soluzioni affini, mentre il depuratore a servizio di Manduria non è adeguato agli attuali carichi. La necessità di procedere alla realizzazione del nuovo depuratore è dettata, inoltre, dal rischio di incorrere in sanzioni da parte dell’Unione Europea“.

Ricordiamo che nella Conferenza dei Servizi dello scorso 26 novembre, fu comunicato il ritiro del progetto sullo scarico finale a Urmo-Specchiarica da parte dei tecnici e rappresentanti dell’Acquedotto Pugliese: una decisione che impegnava l’Acquedotto Pugliese impegnato nella stesura di un nuovo progetto. Il ritiro del progetto fu dovuto al parere negativo della sezione Risorse idriche della Regione che ha bocciato la parte finale del progetto per il depuratore di Sava-Manduria e metteva fine alla disputa sul famoso “scarico zero” sul recapito finale delle acquee (che è previsto quando in funzione quando l’impianto non riuscirà a smaltire i diecimila metri cubi di reflui prodotti al giorno, in caso di pioggie straordinari o malfunzionamento dello stesso). Per questo l’Acquedotto Pugliese, ha ritirato l’istanza di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa al recapito finale dell’impianto di depurazione nell’attesa di individuare una soluzione che possa soddisfare le esigenze territoriali nel rispetto della normativa vigente. Che ancora oggi però non è stata resa pubblica. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/11/26/depuratore-sava-manduria-aqp-rifara-progetto-scarico-acque/)

L’Acquedotto Pugliese rimarca poi la necessità di tale opera. “Giova ricordare – prosegue la nota – che un impianto di depurazione adempie ad un compito fondamentale, attraverso processi biologici e naturali: ripulire l’acqua utilizzata nelle nostre case per restituirla al suo ciclo naturale con modalità rispettose dell’ambiente, a tutela del territorio e della qualità di vita complessiva dell’area servita, senza alcuna nociva interferenza“. Infine, un riepilogo sulle strutture gestire dalla stessa Aqp. “Sono 184 i depuratori gestiti da Acquedotto Pugliese in tutta la Puglia. Un imponente e articolato apparato che contribuisce in maniera sostanziale alla qualità dell’ambiente e del mare pugliese, tra i più belli e puliti d’Italia, favorendo opportunità di crescita e di sviluppo dei territori, in particolare di quelli a maggiore vocazione turistica, così come testimoniano le ambite bandiere blu, attribuite ai numerosi specchi d’acqua antistanti le più note località balneari della regione“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/20/depuratore-consortile-il-15-aprile-via-ai-lavori/)

Intanto, oltre due mesi fa il progetto definitivo oltre due mesi fa ottenuto la VIA, propedeutico alla partenza dei lavori, dunque non sarà rivalutato e rivisto, perché secondo la Regione Puglia non presenta potenziali impatti ambientali. Cambia la quantità dei reflui da depurare che dagli iniziali diecimila metri cubi giornalieri passa a 4.988 metri cubi al giorno. Così come c’è la scomparsa del corpo idrico superficiale (mare) come recapito finale dei liquidi in eccesso. La variante tecnica proposta, prevede la realizzazione di una sezione di affinamento (‘stadio di finissaggio aggiuntivo dei reflui’), mediante l’utilizzo di membrane di ultrafiltrazione. Inoltre che per consentire il rilancio al buffer 1 previsto in contrada Marina a San Pietro in Bevagna, sede delle opere di accumulo e scarico delle acque affinate, sarà introdotta una nuova stazione di pompaggio con tre nuove pompe idonee a soddisfare il fabbisogno idraulico di breve/medio periodo atteso il completamento in una fase successiva, della rete fognaria a servizio delle marine di Manduria. Le opere previste rientrano tutte all’interno delle aree già oggetto di esproprio e non gravate da vincoli paesaggistici. Così come le modifiche previste, non comportano aumento della superficie occupata dall’impianto.

In realtà qualcosa è stato già realizzato: le fondamenta di due delle tre vasche che dovranno contenere e ripulire i reflui fognari provenienti dai due comuni consorziati. Vedremo adesso come proseguiranno i lavori. Nella speranza che tutto venga fatto a norma. Nel rispetto della legge e dell’ambiente. 

(leggi tutti gli articoli sul depuratore https://www.corriereditaranto.it/?s=depuratore&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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