Cis, la Provincia presenta 9 progetti

 

Dal Lungomare al rudere del “Lisippo”, alla Salinella, passando per l’ex-Ferraris e l’eterna incompiuta del Palazzo degli Uffici
pubblicato il 17 Aprile 2019, 19:35
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Come abbiamo raccontato su queste pagine, finalmente è ripartita la macchina del CIS, il Contratto Istituzionale di Sviluppo, lo strumento di finanziamento straordinario studiato dal governo (all’epoca il governo Renzi) per incentivare lo sviluppo della città. Il tavolo del CIS, che raduna tutti gli attori istituzionali dell’area (in primo luogo gli enti locali) è stato recentemente riconvocato presso la Presidenza del Consiglio dopo una lunga interruzione, seguita all’insediamento del nuovo esecutivo. Fra le cose di cui si era discusso nella riunione avuta a Roma dai rappresentanti degli enti locali e i tecnici del governo, il piano strategico di sviluppo elaborato dalla Provincia. Il documento, che sarà consegnato al ministro Di Maio durante la sua visita a Taranto, prevista per il prossimo 24 aprile, è stato presentato alla stampa questa mattina, nella sede della Provincia, dal presidente Gugliotti e dal consigliere Azzaro, già delegato del presidente nell’ultimo tavolo a Roma.

L’idea di fondo maturata nell’interlocuzione con il nuovo governo è di ampliare il bacino dell’area di crisi che può beneficiare dei fondi del CIS. O, per dirla con uno slogan, “Andare oltre il confine del Ponte Girevole”. Proprio in quest’ottica sono stati radunati i progetti proposti dalla provincia. Si tratta di nove progetti, di impatto e visibilità variabile:

  • Riqualificazione scarpata lungomare
  • Riqualificazione “rudere” Liceo Lisippo, Rione Salinella
  • Riqualificazione Palazzo degli Uffici
  • Elaborazione forme di partenariato pubblico-privato per la gestione delle imprese che operano sul demanio marittimo
  • Rifunzionalizzazione masserie e case sparse
  • Riqualificazione Palazzo Frisini (ex-liceo Ferraris)
  • Realizzazione ormeggi per turismo nautico
  • Realizzazione sistema di trasporto e logistica integrata
  • Realizzazione sistema di monitoraggio, archiviazione, consultazione delle autorizzazioni ambientali

Rinviando l’approfondimento, per chi lo desidera, alle schede redatte dalla Provincia, che rendiamo disponibili in fondo (e che riportano tempistiche, preventivi di spesa e ricadute occupazionali), ci limitiamo ad alcune considerazioni sui più “visibili”.

Il progetto di riqualificazione del Lungomare risale nientemeno che al 1980 e prevede l’ampliamento della scarpata verso il mare, per l’insediamento di attività turistiche. Il rudere del “Lisippo”, sito in via Lago Maggiore, accanto alla curva sud dello stadio “Iacovone”, dovrebbe, invece, diventare finalmente una sede scolastica, nell’ottica di costruire “una rete integrata per la formazione di nuove leadership, e, per la realizzazione di un paniere di mestieri collegati al sistema trasversale agricoltura/turismo”. Per quanto riguarda, invece, la storica sede del Liceo Ferraris, la provincia immagina, per questo simbolo della cultura tarantina, un futuro come sede di corsi di alta formazione, corsi di laurea e post-laurea.

Dulcis in fundo, il Palazzo degli Uffici. Simbolo, in negativo e in positivo, della città, già da tempo si era parlato della possibilità di dirottare sullo storico immobile parte dei fondi del CIS. Di proprietà del Comune, il Palazzo ricade sotto la competenza della Provincia in quanto sede del Liceo Archita. Sulla possibilità che l’Archita torni nelle sue storiche aule, tuttavia, non c’è ancora nulla di deciso. Le schede della Provincia, però, come forse ci si poteva aspettare data la competenza, lasciano intuire qualcosa in tal senso: “Il progetto di recupero funzionale del Palazzo degli Uffici mira al recupero funzionale e tecnologico di un immobile posto nel Borgo Umbertino della città […] aumentando la qualità della dotazione dei servizi scolastici […].

Ma quanto costa, questo libro dei sogni?

La stima della Provincia è di circa € 530.000.000. Soldi dirottati dai circa 900 milioni già stanziati dal Governo Renzi, oppure fondi aggiuntivi da contrattare con il nuovo Governo?

L’amministrazione provinciale propende, ovviamente, per la seconda scelta, ma per saperne di più dovremo attendere il tavolo del 24 aprile, con il ministro Di Maio. Da parte nostra, vorremmo chiudere con un auspicio: che la grandissima occasione del CIS, soprattutto per quanto riguarda la riqualificazione della Città Vecchia, non venga sprecata diluendo i fondi disponibili in numerosi micro-interventi le cui ricadute concrete potrebbero non vedersi mai.

Documento programmatico
Progetti CIS
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