Parco eolico, aree demaniali alla Beleolico

 

Passaggio formale dalla Capitaneria di Porto. Ma l'ok arrivò nel 2016. Tutto procede nell'indifferenza generale. Come sempre
pubblicato il 16 Aprile 2019, 20:17
3 mins

Un altro tassello è stato aggiunto nell’iter burocratico per la realizzazione del famoso progetto del parco eolico off shore nella rada di mar Grande. Oggi è infatti avvenuta la consegna formale alla società Beleolico della concessione demaniale marittima trentennale, delle aree demaniali marittime e specchi d’acqua dove sorgerà l’intera struttura. Passaggio avvenuto tramite il Comandante dalla Guardia Costiera di Taranto, Capitano di Vascello Giorgio Castronuovo.

Come detto, trattasi di passaggio puramente formale: nonostante l’enfasi di siti e giornali locali infatti, l’atto formale di concessione predisposto dalla Capitaneria di porto di Taranto ed approvato dal Ministero dei Trasporti con specifico decreto, arrivò nel 2016 dopo la registrazione della Corte dei Conti, con la quale veniva rilasciata alla società Beleolico la concessione demaniale della superficie di specchio acqueo e area demaniale marittima per la realizzazione del suddetto parco eolico. Dunque, niente di nuovo sotto il sole.

E’ bene ricordare, per i più smemorati, che la Società Beleolico, con provvedimento n.1 del 27 giugno 2013, è stata autorizzata dal Ministero dei Trasporti, ai sensi dell’art.12 del D.Lgs 387/2003, come modificato dall’art. 2, comma 158, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, “a costruire ed esercire un impianto di produzione di energia alimentato da fonte eolica nella rada esterna del porto di Taranto“. Con la suddetta autorizzazione venne dichiarata anche la famosa e presunta “pubblica utilità dell’opera“.

Per chi volesse rileggersi la storia di questo progetto che abbiamo seguito sin dall’inizio sulle colonne del TarantoOggi prima e sul corriereditaranto.it poi, basta cliccare a questo link https://www.corriereditaranto.it/2016/06/26/parco-eolico3/

Le ultime vere novità le abbiamo riportate lo scorso febbraio, con la conferma del finanziamento del progetto (che sembra tanto un gioco di scatole cinesi) da parte di una banca francese lo scorso febbraio (leg

Sull’utilità del progetto e non solo

Come detto l’opera è stata definita di “pubblica utilità” anche dal ministero dei Trasporti anni addietro. Sarà. Servirà soprattutto a fornire di energia pulita tutta l’area portuale. E forse la zona di Lido Azzurro. Sulla realizzazione di quest’opera abbiamo negli anni espresso tutti i nostri dubbi e le nostre perplessità (che trovate sempre a questo link https://www.corriereditaranto.it/2016/06/26/parco-eolico3/). Stendiamo invece un velo sul totale disinteresse della politica (che tentò un goffo tentativo di fermare l’opera a giochi oramai fatti) e della società civile. Che continua, oramai non più ingenuamente ma volutamente, a ritenere che l’unico problema di Taranto sia soltanto il siderurgico. Un film visto e rivisto centinaia di volte sotto il cielo di Taranto negli ultimi decenni.

(leggi tutti gli articoli sul parco eolico https://www.corriereditaranto.it/?s=parco+eolico&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Parco eolico, aree demaniali alla Beleolico

  1. Pierp

    Aprile 17th, 2019

    E l’eolico no. E il solare no. E il turbogas no. E il petrolio no. E il carbone no. Torniamo tutti all’epoca delle caverne (dove però si moriva prima dato che col fuoco di legna per scadarsi ci si intossica).

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