Aseco Ginosa, scatta il sequestro

 

Sigilli all'impianto di compostaggio, al centro di una diatriba tra Regione e Comune: diverse le contestazioni formulate dal Gip del Tribunale di Taranto
pubblicato il 16 Aprile 2019, 10:47
2 mins

Prosegue incessantemente e senza sosta l’attività dei Carabinieri Forestali della provincia di Taranto a tutela dell’ambiente e del controllo sul corretto ciclo dei rifiuti. Questa volta nel mirino dei controlli è finita l’Aseco di Ginosa, a cui i militari hanno posto i sigilli. Ricordiamo che l’Aseco è in questo periodo motivo di contesa, diciamo così, fra il Comune di Ginosa e la Regione Puglia.
E quasi a voler sbrogliare la matassa, è giunto il sequestro operato dai Carabinieri Forestali. A conclusione di una lunga e complessa attività di indagine condotta dai militari di Laterza e di Marina di Ginosa, come detto, sono stati posti i sigilli all’impianto di compostaggio di Ginosa, leader nel settore del recupero di materiali organici provenienti dalla frazione organica della raccolta differenziata (FORSU) e materiali bio compostabili. Nell’ambito dell’attività è stato accertato che la società aveva posto in essere diversi illeciti riconducibili a una gestione dei rifiuti non conforme alle prescrizioni dei provvedimenti autorizzativi e alla normativa di settore.
Al fine di interrompere la condotta giudicata criminosa e soprattutto al fine di evitare l’ulteriore danneggiamento e deterioramento delle matrici ambientali interessate, i militari procedevano a dare esecuzione al sequestro preventivo disposto dal G.I.P del Tribunale di Taranto dell’intero stabilimento con conseguente inibizione del conferimento di ulteriori rifiuti, deferendo a piede libero l’Amministratore unico ed il Responsabile tecnico, i quali, in concorso tra loro, consentivano la piena attività dell’azienda con piazzali solo in parte impermeabilizzati, privi di adeguata rete di raccolta delle acque, ovvero completamente privi di tale rete, determinando lo sversamento di percolato verso i terreni agricoli confinanti, nonché il ristagno di liquami putrescenti e maleodoranti.

Le fattispecie criminose citate, configurano i reati di gestione illecita di rifiuti, scarico illecito dei reflui industriali, danneggiamento dei terreni agricoli e getto pericoloso di cose, quest’ultimo relativo alle emissioni maleodoranti.

(leggi le notizie sull’impianto Aseco https://www.corriereditaranto.it/?s=aseco&submit=Go)

Condividi:
Per comunicati stampa o proposte [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)