Teleperformance, c’è l’accordo: esuberi evitati

 

PEr la sede di Taranto, interessati dagli ammortizzatori 699 operatori che ruoteranno su 1.165 lavoratori e 59 supervisori su 98 lavoratori
pubblicato il 15 Aprile 2019, 20:35
7 mins

E’ stato trovato l’accordo tra la società francese Teleperformance Italia (In e Out Spa a socio unico) e i sindacati, per i lavoratori delle sedi di Taranto e Roma. L’accordo è stato siglato al Ministero del Lavoro e prevede la cassa integrazione a rotazione della durata di 12 mesi, a decorrere dal 2 maggio 2019 fino all’1 maggio 2020. Gli ammortizzatori sociali riguarderanno un numero massimo di 953 dipendenti che ruoteranno su 1.589 lavoratori addetti ad attività operativa: 1.448 addetti al call center/operatori telefonici dipendenti e 141 supervisori dipendenti. L’utilizzo dell’ammortizzatore sociale, considerato anche lo smaltimento concordato delle ferie, si attesterà per ogni mese sulla percentuale massima individuale del 28% e con un equo bilanciamento. Alla riunione, presieduta dalla dirigente Debora Postiglione, hanno partecipato rappresentanti dell’azienda In e Out, di Unindustria, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni.

Per quanto riguarda la sede di Taranto, saranno interessati dagli ammortizzatori 699 operatori che ruoteranno su 1.165 lavoratori e 59 supervisori che ruoteranno su 98 lavoratori. Dall’accordo è stato invece momentaneamente escluso il personale dello staff: per discutere di quest’aspetto le parti si dovrebbero incontrare entro la fine di giugno per verificare l’eventuale estensione dell’ammortizzatore sociale. Nell’intesa siglata a Roma è stato inoltre previsto che il personale che è stato già interessato dall’ammortizzatore sociale, potrà essere spostato sulla commessa di e-commerce non interessata dalla cassa integrazione, a seconda del trend dei volumi gestiti per il committente. Nell’accordo è stato previsto di organizzare corsi di formazione per ricollocare quanto più personale possibile e ampliare le conoscenze dei lavoratori. Un altro punto invece prevede l’impegno ad aprire alla possiblità dell’assorbimento dei lavoratori interinali direttamente in azienda.

Nella sede di Roma-Fiumicino invece, saranno interessati 170 operatori che ruoteranno su 283 lavoratori e 26 supervisori che ruoteranno su 43 lavoratori. L’utilizzo dell’ammortizzatore sociale, considerato anche lo smaltimento concordato delle ferie, si attesterà per ogni mese sulla percentuale massima individuale del 28% e con un equo bilanciamento.

La vertenza per i lavoratori del call center Teleperformance di Taranto, si è riaperta nuovamente lo scorso febbraio (anche se forse sarebbe il caso di dire che non si sia mai realmente chiusa da anni). Al termine della riunione che si svolse lo scorso 14 febbraio presso la sede di Confindustria a Roma, la società confermò circa 300 esuberi tra Taranto e Roma, con la necessità di aprire la crisi. Nel tentativo di arrivare ad escludere la dichiarazione di esuberi provando ad utilizzare un ammortizzatore sociale, la FIS (analoga alla CIG,con la retribuzione all’80% dell’h non lavorata), le organizzazioni sindacali chiesero all’azienda di evitare la dichiarazione di procedure di crisi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/02/14/teleperformance-annuncia-300-licenziamenti/)

Martedì 26 marzo a Roma si svolse una nuova riunione con il tentativo di raggiungere un accordo sugli ammortizzatori sociali con l’azienda, intesa che però sfumò. Secondo i sindacati, la Slc Cgili in particolare, la colpa sarebbe stata dell’azienda che prosegue nel ricorso a forme contrattuali precarie.

L’azienda, hanno riferito al termine dell’incontro fonti sindacali sindacati, ha illustrato durante l’incontro i motivi della crisi aziendale: la recente contrazione dei volumi, la scarsa remuneratività di alcune commesse per il continuo decremento delle tariffe riconosciute ai fornitori di servizi in outsorcing di Customer Care, la necessità di perseguire azioni di mantenimento della competitività aziendale, controllo dei costi e riequilibrio patrimoniale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/28/teleperformance-manca-accordo-sugli-ammortizzatori-sociali/)

Al termine dell’incontro CGIL e SLC Puglia e Taranto hanno espresso la loro soddisfazione per la soluzione raggiunta sulla vertenza. “Come SLC e CGIL esprimiamo soddisfazione per l’esito della vertenza di Teleperformance: una vertenza dura nel merito ma nel complesso drammatica per il contesto difficile,quello del tessuto socio-economico jonico, nel quale si è sviluppata. Una vertenza complicata perché ha rappresentato plasticamente la ‘guerra tra lavoratori’,subordinati e interinali, che noi spesso abbiamo denunciato e su cui abbiamo provato a dare una risposta che desse un segnale a tutti – si legge nella nota a firma dei segretari Pino Gesmundo (CGIL PUGLIA), Paolo Peluso (CGIL TARANTO), Nicola Di Ceglie (SLC CGIL PUGLIA) e Andrea Lumino (SLC CGIL TARANTO) -. La posizione che abbiamo sostenuto è stata quella di dividere tra tutti il disagio in modo da farsì che su più persone si potesse dividere il disagio in modo da permettere a ciascuno di perdere poco, diversamente da ciò che era nei programmi aziendali per cui in pochi perdevano tanto. È politicamente fondamentale inoltre il punto in cui le parti hanno sottoscritto l’impegno ad aprire un tavolo per discutere l’assorbimento dei lavoratori interinali direttamente in azienda: un risultato che va nell’ottica della stabilizzazione reale dei lavoratori e non per decreto – prosegue la nota -. Il compromesso è un onorevole punto di mediazione che permette al territorio di boccheggiare ed all’azienda di provare a ricollocarsi sul mercato. Ma questa vertenza indica come il nodo dei call center sia al punto di svolta: così non si può andare avanti ed è necessario chiudere quanto prima un percorso che ha già visto nel recente accordo di ASSTEL un punto positivo di attribuzione degli appalti – si conclude la nota -. È un risultato positivo che ci impegna ancora di più a provare a seguire la strada di risoluzione definitiva sulla crisi di settore“.

(leggi tutti gli articoli su Teleperformance https://www.corriereditaranto.it/?s=teleperformance&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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