Natuzzi, il 3 maggio manifestazione di sindacati e lavoratori a Roma

 

Convocata per il prossimo 8 maggio la Cabina di Regia, ma i sindacati chiedono risposte entro il 21 aprile su ammortizzatori e Invitalia
pubblicato il 12 Aprile 2019, 19:36
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Il prossimo 8 maggio le le segreterie nazionali di categoria di FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL, FILCAMS- CGIL, FISASCAT-CISL UILTUCS, sono state convocate a Roma per la Cabina di Regia sulla vertenza Natuzzi. Le organizzazioni sindacali ritengono però “sia utile individuare una data più ravvicinata al fine di rispettare i tempi del Piano Industriale Italia siglato lo scorso anno“. 

In particolare, i sindacati chiedono risposte ufficiali entro il 21 aprile su due punti precisi: i decreti autorizzativi degli ammortizzatori sociali siglati lo scorso dicembre, visto che sarebbero dovute arrivare le autorizzazioni ministeriali entro 90 giorni, (dunque entro fine marzo) sia per la proroga di 12 mesi della CdS sia per la CIGS di 24 mesi per Graviscella; secondo, quando Invitalia firmerà il contratto di sviluppo da 35 milioni di euro, anche questa prevista entro marzo. 

Vista l’importanza e l’urgenza di avere risposte, i sindacati hanno deciso di proclamare una manifestazione di tutti i lavoratori del gruppo Natuzzi (2100 persone) di fronte al MISE e di fronte INVITALIA il prossimo mercoledì 3 maggio. 

Ricordiamo che lo scorso 19 dicembre, presso il Ministero del Lavoro è stato ratificato l’Accordo sottoscritto preliminarmente in Regione Puglia lo scorso 14 dicembre, tra Natuzzi S.p.A., Feneal, Filca Fillea e Regione Puglia e Basilicata. Un accordo che per i sindacati ha rappresentato un ulteriore ed importante passo in avanti nella realizzazione del Piano Industriale Natuzzi condiviso al MI.SE. lo scorso 28 giugno in cabina di regia, dopo la approvazione attraverso il referendum dei lavoratori e delle lavoratrici del gruppo. 

A dicembre, con la proroga dei contratti di solidarietà, il ricorso alla CIGS per riorganizzazione aziendale e l’approvazione da parte di INVITALIA del programma di investimenti di 35 milioni di euro, dal mese di gennaio, si stabilì che circa 1.600 lavoratori e lavoratrici del gruppo potevano tornare a lavorare ad orario pieno con la piena maturazione di tutti gli istituti contrattuali, 491 lavorati e lavoratrici individuati dall’azienda in base ai criteri di legge venivano invece avviati ad un percorso di riqualificazione professionale sostenuto con i fondi di Regione Puglia e Regione Basilicata, per essere reimpiegati sulle lavorazioni di legno e gomma, internalizzate come previsto dal piano industriale. 

In attesa delle risposte dal ministero dello Sviluppo economico e della prossima Cabina di Regia. 

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/12/19/natuzzi-prorogata-la-solidarieta-passi-avanti-per-il-piano-industriale2/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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