Aseco, analisi private del comune: superamenti di alcuni inquinanti

 

Dopo lo stop del Tar al ricorso del comune di Ginosa, il sindaco Parisi rende noti i risultati di alcune analisi e chiede indagine ad ARPA
pubblicato il 12 Aprile 2019, 21:01
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Ad appena 48 ore di distanza dal pronunciamento del Tar di Lecce, che mercoledì ha respinto il ricorso con richiesta di sospensiva da parte del Comune di Ginosa di chiusura dell’impianto di compostaggio di proprietà dell’Acquedotto Pugliese Aseco di Ginosa di proprietà dell’Acquedotto Pugliese, che insiste anche nel territorio di Castellaneta Marina, l’ente civico guidato dal sindaco Vito Parisi (M5S) si gioca un’altra carta. Rendendo pubblici gli esiti delle analisi commissionate dallo stesso comune ad un laboratorio di ricerca certificato lo scorso 19 marzo, nei pressi dell’impianto Aseco alla presenza della polizia locale, precisamente da un canale adiacente allo stabilimento e da un terreno agricolo posizionato a sud dello stesso stabilimento.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/11/aseco-il-tar-respinge-ricorso-comune-ginosa-impiano-fermo-dal-30-giugno3/)

I risultati parlano di superamento di valori limite di emissione in acque superficiali e in fognatura e valori significativi per metalli come alluminio, arsenico, ferro, nichel e vanadio. Evidenze che sono state inviate già lo scorso 8 aprile alla Regione Puglia. Esiti che hanno spinto il primo cittadino ad interpellare ARPA Puglia chiedendo di effettuare ulteriori analisi, per capire se vi siano pericoli per l’ambiente e la salute dei cittadini. Ricordando come gli ultimi controlli effettuati dalla stessa ARPA tra il 16 ottobre e il 19 dicembre 2018, ha riscontrato ben 17 non conformità accertate, relazionate dall’Agenzia in una nota inviata al Comune lo scorso 3 aprile. Qualora dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale dovessero giungere notizie negative, il sindaco Parisi non esiterebbe a firmare un’ordinanza di chiusura immediata dell’impianto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/08/aseco-il-comune-minaccia-la-diffida-e-la-chiusura/)

Prosegue dunque lo scontro a distanza con la Regione Puglia, che proprio ieri, a fronte del pronunciamento del Tar giudicato come una vittoria per l’ente regionale, aveva confermato la sospesione dell’attività dell’impianto il 30 giugno prossimo e l’inizio dei lavori di copertura. Scontro iniziato lo scorso 1 aprile, durante l’ennesima riunione a Bari, dove il sindaco Parisi aveva annunciato la possibilità che l’accordo raggiunto con la Regione sul futuro dell’impianto saltasse definitivamente. Motivo del contendere, in particolare, la riduzione del quantitativo annuale della Forsu (frazione organica del rifiuto solido urbano) dalle 80mila alle 60mila tonnellate. Su questa riduzione la stessa Aseco si è impegnata, inoltre, a chiedere una modifica dell’AIA che limitasse il trattamento Forsu alle 60mila tonnellate. Secondo il Comune di Ginosa però, invece di riduzione bisognerebbe parlare di raddoppio, in quanto il quantitativo di tonnellate di rifiuti trattati dall’impianto, nelgi anni 2015, 2016, 2017 è stato rispettivamente di 19, 34 e 38mila tonnellate. Dunque molto al di sotto delle 60mila preventivate dopo la riduzione dalle precedenti 80mila.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/03/aseco-il-comune-di-ginosa-rompe-con-la-regione/)

La speranza è che le parti in causa tornino a parlarsi, trovando la soluzione migliore per il territorio e per la gestione del ciclo dei rifiuti pugliesi. Ricordiamo che l’impianto di Ginosa è l’unico pubblico per quanto attiene l’attività di compostaggio. Ciò non toglie però, che le attività devono essere svolte nell’assoluto rispetto delle prescrizioni imposte da ARPA Puglia, oltre che nel totale rispetto dell’ambiente e della salute. Appare paradossale che in queste come in tantissime altre vicende ambientali riguardanti il nostro territorio, il semplice rispetto delle regole da parte di tutti, appaia sempre come una montagna insormontabile. 

(leggi le notizie sull’impianto Aseco https://www.corriereditaranto.it/?s=aseco&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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