Depuratore, lavori al via. Aqp chiede ‘protezione’

 

Nota ufficiale dell'Acquedotto Pugliese che avvisa dell'avvio dei lavori e chiede a Prefetto e Questore la protezione del cantiere
pubblicato il 11 Aprile 2019, 19:25
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Come annunciato lo scorso 20 marzo, inizieranno lunedì 15 aprile, i lavori per la costruzione del depuratore consortile Manduria e Sava, in zona Urmo-Specchiarica, marina di Manduria. Quest’oggi è arrivata la comunicazione ufficiale da parte dell’Acquedotto di Puglia, che sicuramente farà discutere. La nota, inviata al Prefetto di Taranto, al Questore, alla Regione Puglia e al comune di Manduria, contiene infatti una richiesta molto chiara: “Trattandosi d’intervento di particolare preminente interesse igienico sanitario, comunque osteggiato da alcuni comitati locali – si legge nella nota firmata dalla responsabile del procedimento Franca Portincasa -, chiedo di voler garantire alla ditta appaltatrice il regolare svolgimento in sicurezza delle attività programmate“. Il che significa che le forze dell’ordine dovranno ‘proteggere‘ il cantiere in cui lavoreranno gli operai della ‘Putignano & Figli‘, l’impresa di Noci che si aggiudicò i lavori.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/20/depuratore-consortile-il-15-aprile-via-ai-lavori/)

Nella nota dell’Aqp non è però specificata né l’area dalla quale i lavori partiranno (se da Urmo Specchiarica o dal vecchio depuratore di Manduria dalla quale partirà la condotta interrata che lo collogherà al nuovo sito), nè c’è ancora un cronoprogramma degli interventi che saranno svolti. E’ ipotizzabile che al momento si inizierà con la delimitazione della zona in cui i lavori partiranno, e che sin da subito inizieranno le proteste dei cittadini contrari all’opera, che sorgerà ad appena 2 km dal mare e tra due aree nauralistiche protette.

Lo scorso 20 marzo fu l’ing. Barbara Valenzano, direttore del Dipartimento Infrastrutture e Ambiente della Regione Puglia, con una nota ufficiale a porre fine alle polemiche durate anni sulla realizzazione dell’opera. “C’è un tempo per tutto – disse lo scorso marzo l’ing. Barbara Valenzano in relazione al dibattito che si sta generando sul depuratore consortile Sava Manduria – è ora è arrivato il tempo in cui è quanto mai necessario lavorare in piena autonomia e con la dovuta serenità evitando ulteriori pressioni sugli uffici mentre svolgono il loro lavoro“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/11/26/depuratore-sava-manduria-aqp-rifara-progetto-scarico-acque/)

Ciò che ancora resta da chiarire riguarda l’aspetto dello scarico finale delle acque, ricordiamo che nella Conferenza dei Servizi dello scorso 26 novembre, fu comunicato il ritiro del progetto sullo scarico finale a Urmo-Specchiarica da parte dei tecnici e rappresentanti dell’Acquedotto Pugliese: una decisione che impegnava l’Acquedotto Pugliese impegnato nella stesura di un nuovo progetto. Il ritiro del progetto fu dovuto al parere negativo della sezione Risorse idriche della Regione che ha bocciato la parte finale del progetto per il depuratore di Sava-Manduria e metteva fine alla disputa sul famoso “scarico zero” sul recapito finale delle acquee (che è previsto quando in funzione quando l’impianto non riuscirà a smaltire i diecimila metri cubi di reflui prodotti al giorno, in caso di pioggie straordinari o malfunzionamento dello stesso). Per questo l’Acquedotto Pugliese, ha ritirato l’istanza di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa al recapito finale dell’impianto di depurazione nell’attesa di individuare una soluzione che possa soddisfare le esigenze territoriali nel rispetto della normativa vigente. Che ancora oggi però non è stata resa pubblica. 

Ricordiamo che il comune di Sava è da sempre favorevole al progetto, visto che paga la mancanza di fogna dinamica: ovvero i liquami vengono smaltiti attraverso vasche imhoff o soluzioni affini e il depuratore a servizio di Manduria non è adeguato agli attuali carichi, cosa che causa non pochi problemi in primis di natura igienico-sanitaria, e soprattutto perchè il vecchio depuratore di Manduria scarica le acque nella falda. Contrari i comuni di Manduria e Avetrana in particolare, sia sul luogo dove sorgerà l’impianto (in località Uomo-Specchiarica) che sul come sarà realizzato. Oltre che una serie di movimenti e associazioni, compreso il Movimento 5 Stelle, che sicuramente accompagneranno l’inizio dei lavori con nuove accese proteste.

(leggi tutti gli articoli sul depuratore https://www.corriereditaranto.it/?s=depuratore&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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