Aseco, il Tar respinge ricorso comune Ginosa. Impianto fermo dal 30 giugno

 

Il Tar respinge il ricorso del comune di Ginosa. Si procede con il piano di fermata temporanea stabilito dalla Regione Puglia
pubblicato il 11 Aprile 2019, 16:39
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L’impianto di compostaggio di proprietà dell’Acquedotto Pugliese Aseco di Ginosa, che insiste anche nel territorio di Castellaneta Marina, sospenderà la sua attività il 30 giugno prossimo e i lavori di copertura si faranno. E’ quanto rende noto l’assessorato all’Ambiente della Regione Puglia, all’indomani dell’ordinanza del Tar Puglia sezione di Lecce che ieri si è espresso sul ricorso del comune di Ginosa. Il tribunale amministrativo ha infatti rigettato l’istanza presentata dall’ente civico della parte occidentale della provincia ionica.

Dall’assessorato regionale sottolineano come la decisione dei giudici amministrativi, di fatto “sancisce che l’attività svolta dalla Regione sia in linea con la difesa dei diritti dei cittadini e dei turisti di Ginosa e Castellaneta, dopo il tavolo regionale che negli ultimi mesi si è riunito più volte per venire incontro alle esigenze delle comunità locali fortemente danneggiate dalle emissioni odorigene prodotte dall’impianto“.

Dalla Regione ricordano che dai verbali degli incontri, l’intesa tra Regione Puglia, Ager, comuni di Castellaneta e Ginosa e Aseco, prevedeva la riduzione del quantitativo annuale della Forsu (frazione organica del rifiuto solido urbano) dalle 80mila alle 60mila tonnellate. Su questa riduzione la stessa Aseco si è impegnata, inoltre, a chiedere una modifica dell’AIA che limitasse il trattamento Forsu alle 60mila tonnellate. A fronte di questa modifica il sindaco Parisi, ricordano dalla Regione, come da verbale del 13 febbraio e del 25 marzo, si era impegnato a ritirare il ricorso al Tar. Negli stessi verbali la riduzione dei rifiuti in questione ha sempre riguardato esclusivamente la Forsu, che è fra l’altro il core business dell’impianto, e mai altro tipo di rifiuto, sostengono sempre dalla Regione.

Prima dell’incontro del 1 aprile, che ha sancito una rottura tra il sindaco Parisi e la Regione, nelle precedenti riunioni il comune di Ginosa aveva inoltre chiesto, come condizione per poter ritirare l’istanza cautelare presso il TAR, in discussione il prossimo 10 aprile, una riapertura dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) attraverso apposita istanza da parte di Aseco. Ma quella presentata nell’incontro dello scorso 1 aprile, sempre secondo l’amministrazione comunale, era una modifica non sostanziale e soprattutto la riduzione a 60.000 tonnellate annue riguardava soltanto il trattamento della FORSU (rifiuti biodegradabili di cucina e mense) –  cod. CER 20.01.08, e non una revisione della capacità complessiva dell’impianto.

Ricordiamo inoltre che l’accordo tra il comune di Ginosa e quello di Castellaneta, riguardava la chiusura temporanea dell’impianto che non potrà andare oltre il 30 giugno 2019, per tutto il periodo necessario per l’esecuzione dei lavori di adeguamento e riapertura nella primavera del 2020 a completamento lavori; la riduzione del quantitativo di rifiuti da 80 mila a 60 mila tonnellate; una tariffa agevolata in favore dei comuni ospitanti l’impianto (Ginosa e Castellaneta); determinazione di una royalty in favore dei comuni di Ginosa e Castellaneta da parte dell’Aseco; monitoraggio periodico da parte delle competenti commissioni dei due comuni presso l’impianto sia durante i lavori di adeguamento sia durante la normale attività.

Poi, nei giorni scorsi, il sindaco Parisi è passato al contrattacco, inviando una diffida al Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche ed Ecologia della Regione Puglia, guidato dall’ing. Barbara Valenzano, oltre che alla stessa Aseco (scoietà controllata dall’Acquedotto Pugliese), nella quale annuncia la possibilità di intervenire attraverso un’ordinanza di chiusura dell’impianto, qualora quest’ultimo proseguisse nel non rispettare tutte le disposizioni prescritte dall’ARPA Puglia. Che negli ultimi controlli effettuati tra il 16 ottobre e il 19 dicembre 2018, ha riscontrato ben 17 non conformità accertate, relazionate dall’Agenzia in una nota inviata al Comune lo scorso 3 aprile.

I lavori in questione sono stati programmati sin dal 2016, ed ammontano ad oltre 9 milioni di euro. Il progetto parla di lavori finalizzati al miglioramento funzionale dell’impianto, che consisteranno nella realizzazione di opere di copertura e confinamento delle parti attualmente scoperte, nonché di un avanzato sistema di captazione e purificazione d’aria con moderne strutture di filtrazione, in linea con quanto richiesto dall’ARPA Puglia. Tali opere sono state autorizzate dalla Regione Puglia con determina dirigenziale n.179 del 1 ottobre 2018, che aveva recepito l’esito dei lavori di una Conferenza di Servizi protrattasi per circa due anni alla quale aveva partecipato anche il Comune di Ginosa. 

Secondo le previsioni, le operazioni di svuotamento dell’impianto e di successiva cantierizzazione avranno inizio a partire dal 1 luglio prossimo. L’ultimazione dei lavori è prevista entro l’estate 2020. 

Ciò che è certo è che l’impianto si fermerà per effettuare i lavori previsti. In attesa di un riavvicinamento tra le parti istituzionali coinvolte. 

(leggi le notizie sull’impianto Aseco https://www.corriereditaranto.it/?s=aseco&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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