Relazione ASL al Comune: dati e studi recenti

 

In leggero calo il trend di ospedalizzazione e la diffusione dei tumori maligni (2016-2017). Dati e studi inchiodano i danni del passato
pubblicato il 10 Aprile 2019, 20:13
18 mins

Una relazione chiara, precisa, poggiata su dati scientifici reali ed inoppugnabili. Sette pagine in cui viene sintetizzato tutto quello che si sono conosce sulla situazione sanitaria della città di Taranto, dagli anni ’90 in poi. Dove viene ricordato e rimarcato il gravissimo danno sanitario patito dalla popolazione tarantina a causa dell’inquinamento prodotto dalla grande industria (l’ex Ilva in primis), che ha causato una maggiore incidenza in uomini, donne e bambini di insorgneza di malattie gravissime che hanno portato a tassi di mortalità superiori per la città di Taranto, rispetto alla Provincia e alla Regione.

Ma in questa relazione sono presenti anche aggiornamenti importantissimi, notizie comunque positive che non vanno affatto ignorate, anzi: possono essere proprio queste la base di partenza per ottenere una ancora maggiore attenzione e pressione verso l’inquinamento prodotto dall’ex Ilva in primis. Uno strumento decisivo attraverso il quale, come abbiamo riportato nei giorni scorsi, in sede di Conferenza di Servizi, si possa chiedere e pretendere un continuo e costante controllo non solo dell’attuazione delle prescrizioni ambientali, ma anche l’utilizzo delle più moderne tecnologie.

Questo, è bene ribadirlo ancora una volta, non escluderà mai del tutto il rischio cancerogeno, in particolar modo per la popolazione che vive nei quartieri a ridosso della grande industria. Il rischio zero, come tutti sanno o dovrebbero sapere, non esiste. Certamente lo si può e lo si deve ridurre costantemente. Inoltre questa relazione, così come quella di ISPRA ed ARPA, dimostra ancora una volta come gli enti preposti seguino costantemente l’evolversi della situazione ambientale e sanitaria del nostro territorio, a differenza di quanto vogliano far credere molti, ovvero che qui non esistano studi, monitoraggi, controlli.

Perchè se la ASL sostiene che i tassi di ospedalizzazione sono in diminuzione, così come lo sono quelli dell’insorgenza dei tumori maligni (seppur restando con medie più elevate rispetto alla Provincia e alla Regione), questo vuol dire che, come scriviamo da tempo, ancora una volta è stata messa in atto un’operazione di puro sciacallaggio mediatico nei confronti di Taranto, partendo ancora una volta da tarantini (con l’appoggio di alcuni membri della Regione Puglia e di ARPA Puglia) che credono di risolvere i problemi creando il caos. Dove tutto è vero e tutto è falso, dove tutti hanno ragione e tutti torto, dove tutti mentono e rubano. Dove si rilanciano solo le notizie negative, peraltro utilizzate a proprio uso e consumo, per avere quanta più cassa di risonanza mediatica possibile: quale sia il risultato in termini tangibili è sotto gli occhi di tutti.

Infine, due importanti sottolineature: la prima, non è vero che si muoia e ci si ammali come in passato. Questo dicono gli ultimi studi. Affermarlo è un falso scientifico oltre che storico.

La seconda: la vicenda delle ‘collinette ecologiche‘ (agganciata magistralmente all’incremento della diossina sul deposimetro della masseria Carmine), che nelle relazioni di ARPA, ISPRA ed ASL non viene minimamente nominata, dimostra che nulla c’entra con la situazione ambientale e sanitaria di Taranto. Che quella storia sia stata usata, volutamente, come testa d’ariete per scatenare l’ennesimo inesistente caso (lo dimostreranno le relazioni sulle indagini che veranno effettuamente prossimamente sui terreni, oltre a quella dell’ARPA che abbiamo già pubblicato, a cui seguirà una corposa realzione della ASL), oltre che per sfruttare in maniera inaccettabile, il dolore e le preoccupazioni dei genitori dei bambini delle scuole dei Tamburi.

Sin qui le questioni tecniche (sanitarie, ambientali e sociali). Quella politica va affrontata in altre sedi e come abbiamo scritto da sempre, deve seguire necessariamente altre strade. Buona lettura. 

(leggi la relazione di ISPRA e ARPA Puglia inviata al sindaco Melucci https://www.corriereditaranto.it/?s=dati&submit=Go)

Il contenuto della Valutazione del Danno Sanitario aggiornata al febbraio 2019

Prima di entrare nello specifico, viene ricordato come dal 1990 l’Azienda Sanitaria Locale di Taranto (allora USL TA 4) studi costantemente lo stato di salute della propria popolazione, attraverso analisi periodiche svolte in collaborazione con i principali Istituti di ricerca epidemiologica nazionali e regionali.

Studi nei quali, come ben sappiamo oramai, si sono rilevati eccessi per la mortalità generale, per alcune forme tumorali e per le malattie cardiovascolari e respiratorie, con differenti andamenti dei tassi dei trend temporali.

Nella relazione che la ASL ha inviato al Sindaco di Taranto nella giornata di lunedì, è stato allegato anche il recente documento di Valutazione del danno sanitario (VDS) del 14/2/2019, redatto ai sensi di quanto previsto dal D.M. 24 Aprile 2013 ed elaborato congiuntamente all’Arpa Puglia e all’AReSS, già trasmesso al Comune, ai Ministeri competenti, alla Regione Puglia, all’ISPRA, all’I.S.S., oltre che alla Procura della Repubblica.

Nella richiamata VDS del febbraio 2019 il Gruppo di Lavoro ha aggiornato la valutazione degli indicatori sanitari disponibili per definire il quadro sanitario di riferimento riportando: le caratterizzazione socio-dernografica-sanitaria della popolazione (redatto a cura di ASL TA); l’aggiornamento dello Studio Sentieri ISS (redatto a cura di ISS Istituto Superiore di Sanità con la partecipazione di ARESS Puglia in collaborazione con la ASL TA); l’aggiornamento delio Studio IESIT (redatto a cura di ASL TA); l’aggiornamento del quadro epidemiologico: analisi della mortalità e della ospedalizzazione nel sito di interesse nazionale per le Bonifiche (redatto a cura di ARESS Puglia).

Quest’ultimo aggiornamento comprende idati sanitari più recenti descrivendo un quadro epidemiologico basato sulle stime più aggiornate di mortalità, di ospedalizzazione e di incidenza dei tumori (specificatamente: cause di ospedalìzzazione nel periodo 200-2017, cause di mortalità nel periodo 2006-2015, incidenza neoplastica nel periodo 2006-2013).

Nella VDS è stato evidenziato che nell’area SIN di Taranto si registrano eccessi rispetto al dato regionale di mortalità e di ospedalizzazione per le patologie cardiovascolari, per le patologie respiratorie e per le malattie dell’apparato digerente, nonché per alcune patologie oncologiche, come confermato dai dati di incidenza del Registro Tumori per gli anni coperti (per entrambi i sessi per i tumori della pleura, del polmone e del pancreas; nelle donne per tumore della mammella; negli uomini per tumore dello stomaco, della vescica e dei rene).

L’esame dell’andamento temporale dell’ospedalizzazione evidenzia, tuttavia, che i valori relativi alle cause di ricovero, individuate dal citato Studio SENTIERI come associate alì’inquinamento ambientale del SIN, risultano tutte in decremento, pur rimanendo al di sopra dei valori regionali.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/06/12/studio-sentieri-chi-vive-vicino-ai-siti-industriali-e-a-rischio-morte-piu-alto-del-4-5/)

I dati riguardanti maschi, donne e bambini

Sempre nella relazione della ASL, viene riportato che per quanto concerne i dati di ospedalizzazione relativi alle fasce di età infantile 0-14, premettendo che le stime risentono dell’incertezza legata alla bassa numerosità dei casi osservati, si evidenzia come l’andamento dei tumori maligni presenta una riduzione nell’ultimo periodo (2016/2017) pur rimanendo al di sopra dei valori provinciali e regionali, così come risultano in riduzione i ricoveri pediatrici per malattie respiratorie, che rimangono per tutto il periodo (2006/2017) costantemente al di sotto dei valori regionali.

Per quanto riguarda, invece, le stime di mortalità 0-14 – sempre ribadendo che esse risentono ancor di più dell’incertezza legata alla bassa numerosità dei casi osservati – la VDS indica nell’area SIN di Taranto un eccesso per le patologie tumorali con particolare riferimento alle patologie emolinfopoietiche.

L’esame dell’andamento temporale della mortalità mostra nei maschi un lieve incremento, con tassi superiori al valore regionale per tutte le cause e per tutti i tumori, mentre per le malattie respiratorie si registra un trend in diminuzione nell’ultimo periodo.

Nel sesso femminile tutte le cause esaminate mostrano un lieve decremento nel tempo con i tassi dell’area SIN sempre superiori a quelli regionali.

Pertanto, in questo aggiornato quadro epidemiologico, utilizzando le suindicate annualità e disposizione dei flussi sanitari, si conferma la presenza di criticità in ordine alle patologie associabili con gli inquinanti emessi dagli stabilimenti dell’area industriale di Taranto, tuttavia con andamento dei tassi di ospedalizzazione in diminuzione.

Il Piano di monitoraggio e controllo delle contaminazioni degli alimenti di origine vegetale e animale

Ad analoghe conclusioni, in termini di trend temporali, si giunge anche attraverso i risultati dei Piani di monitoraggio e controllo delle contaminazioni di origine industriale degli alimenti di origine animale e vegetale, che vengono eseguiti dai Servizi del Dipartimento di Prevenzione a partire dall’anno 2008.

La ASL ricorda come dal 2008 siano stati oltre 3300 campionamenti di prodotti ed i risultati delle analisi hanno mostrato un marcato decremento dei superamenti dei limiti di legge, tanto è vero che le uniche “non conformità” degli ultimi anni sono solo riferite ai mitili del primo seno del Mar Piccolo e ad alcuni campioni di uova ascrivibili e cattiva gestione per “uso personale”.

L’importanza di tali controlli è fondamentale ai fini dell’individuazione di eventuali ricadute sulla salute umane, in quanto, soprattutto per i microinquinanti organici, l’assorbimento avviene principalmente mediante bioaccumulo attraverso la catena alimentare” sottolinea la ASL nella relazione.

Per quanto concerne il rischio da diossine e PCB, ricordiamo che la pianificazione degli interventi prevede l’esecuzione di interventi mirati al controllo della contaminazione negli animali produttori di alimenti per l’uomo, nei mangimi ad essi destinati e negli alimenti da essi derivati (latte, prodotti a base di latte, uova, molluschi bivalvi, pesci, carni: muscolo, fegato e grasso), delle aziende zootecniche, di molluschicoltura e di pesca locale, nonché negli alimenti di origine vegetale delle aziende agricole situate nel raggio di 20 Km dall’area industriale di Taranto.

Gli studi di biomonitoraggio umano della ASL di Taranto

Nella relazione vengono anche ricordati una serie di studi di biomonitoraggio umano effettuati dalla ASL negli ultimi anni, utili per stimare l’esposizione all’azione degli inquinati ambientali in alcune categorie di popolazione particolarmente esposte; così come, per quanto riguarda gli studi di biomonitoraggio su diossine e policlorobifenili (PCB), la ASL di Taranto ha collaborato in molteplici studi sotto la responsabilità scientifica dell’istituto Superiore dl Sanità.

1. Studio esplorativo sul biomonitoraggio nell’area di Taranto tra gli allevatori delle masserie nella Provincia di Taranto (2010)

Dai risultati è emerso che mediamente i livelli ematici di diossine e PCB, negli allevatori, erano aumentati con l’avvicinamento al polo industriale: ciò risultava congruente con i rilevamenti di non conformità alimentare riscontrati nelle masserie situate nella zona S 15 km dall’area industriale (negli anni 2008-2009-2010).

2. Project LIFEOS ENV/IT/OOG4Z3 “WOMENBIOPOP”: Ricerca di contaminanti ambientali nel sangue di donne in età riproduttiva (2011-2012)

I risultati hanno mostrato che, per tutti gli inquinanti selezionati, tra cui diossine e PCB, le concentrazioni ematiche rilevate sono simili tra il gruppo dell’area di Taranto e quello dell’area rurale di controllo e sono sovrapponibili con quelle osservate in altri studi condotti sulla popolazione generale italiana e in indagini simili effettuate in molti Paesi europei.

3. Progetto CCM 2013. Stima del ruolo svolto dall’interazione tra esposizione a inquinanti ambientali (diossine, PCB e IPA) e caratteristiche genetiche relative ad enzimi coinvolti nella biotrasformazione degli stessi inquinanti sulla salute riproduttiva femminile, specificamente nell’insorgenza di endometriosi (2015-2016)

Lo studio ha riscontrato un’associazione tra livelli sierici medio-alti di diossine e PCB ed endometriosi, nella fascia di età compresa fra i 20 e i 33 anni. Le concentrazioni di questi inquinanti riscontrate nelle donne di Taranto sono comunque in linea con i valori osservati in gruppi di donne della popolazione generale italiana con caratteristiche confrontabili a quelle del presente studio. Diversamente, il dosaggio dei metaboliti urinari degli IPA a basso peso molecolare (pyrene, naftalene) hanno evidenziato livelli aumentati nella popolazione tarantina, che, pur non essendo associati alì’insorgenza di endometriosi, sono stati oggetto di successiva verifica ambientale da parte di ARPA Puglia.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2017/02/13/studio-iss-asl-diossine-e-pcb-nel-sangue-aumentano-il-rischio-endometriosi/)

4. Progetto CCM 2013. Biomonitoraggio dei soggetti in età evolutiva per la valutazione dei metalli con proprietà neurotossiche (arsenico, cadmio, mercurio) 

Lo studio ha permesso di rilevare una situazione di potenziale presenza di disturbi clinici e preclinici del neurosviluppo in età pediatrica, mentre le dosi interne (misurate nel sangue, nelle urine o nei capelli) di metalli neurotossici osservati nei bambini di Taranto non sono risultati elevati rispetto ai limiti tossicologici, o a quelli di altri studi simili, e non sono distribuiti in funzione della zona di residenza, ne’ della distanza dalle sorgenti emissive. Tale studio è in corso di prosecuzione ed è stato previsto l’ampliamento del campione, in collaborazione con Università di Brescia, Icahn School of Medicine at Mount Sinai, New York — USA, Rutgers University, New J ersey — USA, University of California, Santa Cruz — USA.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2016/12/07/studio-biomonitoraggio-inquinamento-taranto-loggi-non-ieri/)

Conclusioni 

Nelle conclusioni della relazione, si legge che “preme escludere che i vertici della ASL durante la seduta consiliare monotematica del 25/3 u.s. abbiano affermato che “ci si ammali di più che in passato” (come si legge nella nota del Sindaco dello scorso 2 aprile), avendo invece in quella sede richiamato i dati epidemiologici ufficiali, disponibili e consultabili da anni, da cui si evince che nell’area SIN di Taranto si presenta fino al 2014 relazione tra esposizione a PM10 ed SO2 di origine industriale e mortalità naturale e per cause specifiche, ricoveri ospedalieri ed incidenza di alcune forme tumorali, così come riportato nel rapporto conclusivo dello “Studio di Coorte sugli efietti delle esposizioni ambientali ed occupazionali sulla morbosità e mortalità della popolazione residente a Taranto a firma del Prof. Francesco Forestiere, presentato pubblicamente a Bari il 3/10/2016 presso la sede del Dipartimento di Promozione della salute della Regione Puglia e che viene allegato alla relazione.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2016/10/03/studio-epidemiologico-forastiere-dati-le-conclusioni-della-ricerca/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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