Il movimento ‘Azione Liberale’ di Avetrana contro il depuratore

 

Proposta provocatrice ai cittadini: riconsegnare le schede elettorali in Comune e astenersi dal voto alle prossime elezioni europee
pubblicato il 10 Aprile 2019, 18:12
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Azione Liberale‘, giovane movimento politico nazionale, attraverso il suo presidente, l’avv. Mirko Giangrande, si esprime riguardo alla questione del Depuratore Consortile da costruire nei pressi della località “Ulmo Belsito” di Avetrana.

La situazione grottesca, per non dire tragica, creata intorno alla questione del depuratore consortile Manduria – Sava ricorda tanto un caso che ho affrontato tempo fa in cui un signore fece costruire una fossa dove versare i propri liquami proprio a confine con l’abitato del vicino, che ne subiva gli effetti indesiderati, tra cui umido e cattivi odori. Davanti al giudice quel signore si giustificò asserendo che quella fossa non poteva avere altra ubicazione se non quella scelta, dato che in tal modo evitava danni al proprio abitato. Tutto ciò non tenendo conto degli interessi legittimi del vicino che subiva le conseguenze della “comoda scelta” altrui” si legge nel comunicato stampa.

Ed è proprio così che è accaduto anche a livello istituzionale. Due paesi, con un territorio abbastanza ampio, dotati, tra l’altro, di vecchi impianti di depurazione, hanno scelto di costruire il proprio depuratore nel punto più lontano dai loro “nasi”, il confine con Avetrana. Gli Avetranesi subiranno gli effetti dannosi di una struttura che servirà altri, danni in termini ambientali e turistici – prosegue la nota -. Dopo anni di lotta popolare, politica e giudiziaria, a breve inizieranno i lavori. Arrivati all’ultima spiaggia, proponiamo la consegna delle tessere elettorali nelle mani del sindaco e l’astensione del voto nelle prossime elezioni europee, come segnale forte per i mass media ma soprattutto per quella politica, dalla destra alla sinistra passando per i Cinque Stelle, che ha scelto di stare dalla parte che offre loro un bacino di voti più grande“.

Sta ora ai politici locali – conclude la nota – scegliere di “inchinarsi” alla volontà dei loro “piani alti partitici” o dare un ultimo grande segnale di ribellione del popolo, che va oltre anche le proprie convinzioni politiche”.

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