Aseco, il Comune minaccia la diffida e la chiusura

 

Dopo una relazione di ARPA Puglia che ha accertato 17 non conformità nel periodo ispezionato a fine 2018
pubblicato il 08 Aprile 2019, 19:41
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Il sindaco di Ginosa, Vito Parisi, passa al contrattacco sulla situazione dell’impianto di compostaggio Aseco, di contrada Lama di Pozzo a Ginosa Marina (Ta), che insiste anche nel territorio di Castellaneta Marina. Il primo cittadino del comune della parte occidentale della Provincia, ha infatti inviato una diffida al Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche ed Ecologia della Regione Puglia, guidato dall’ing. Barbara Valenzano, oltre che alla stessa Aseco (scoietà controllata dall’Acquedotto Pugliese), nella quale annuncia la possibilità di intervenire attraverso un’ordinanza di chiusura dell’impianto, qualora quest’ultimo proseguisse nel non rispettare tutte le disposizioni prescritte dall’ARPA Puglia. Che negli ultimi controlli effettuati tra il 16 ottobre e il 19 dicembre 2018, ha riscontrato ben 17 non conformità accertate, relazionate dall’Agenzia in una nota inviata al Comune lo scorso 3 aprile.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/04/03/aseco-il-comune-di-ginosa-rompe-con-la-regione/)

La situazione dunque, continua a peggiorare, dopo che lo scorso 1 aprile a Bari, presso gli uffici dell’AGER, si è svolto l’ennesimo incontro al termine del quale il sindaco Parisi aveva annunciato la possibilità di far saltare l’accordo con la Regione Puglia, in merito alla gestione dell’impianto di compostaggio. Lo scorso 25 marzo, nella precedente riunione presso gli uffici dell’assessorato all’Ambiente a Bari, furono confermate le decisioni prese nel precedente accordo sottoscritto il 13 febbraio, nel quale si prevedeva: la chiusura temporanea dell’impianto che non potrà andare oltre il 30 giugno 2019, per tutto il periodo necessario per l’esecuzione dei lavori di adeguamento e riapertura nella primavera del 2020 a completamento lavori; la riduzione del quantitativo di rifiuti da 80 mila a 60 mila tonnellate; una tariffa agevolata in favore dei comuni ospitanti l’impianto (Ginosa e Castellaneta); determinazione di una royalty in favore dei comuni di Ginosa e Castellaneta da parte dell’Aseco; monitoraggio periodico da parte delle competenti commissioni dei due comuni presso l’impianto sia durante i lavori di adeguamento sia durante la normale attività.

Di contro, le amministrazioni comunali di Ginosa e di Castellaneta, rappresentate dai due sindaci chiesero un passaggio formale di Aseco/Aqp finalizzato alla riduzione del quantitativo della “Forsu” trattata nell’impianto a 60 mila tonnellate annue. Le parti, inoltre, concordarono che Aseco in condivisione con AQP, si impegnasse entro la prossima riunione ad acquisire espressa autorizzazione a presentare alla Regione Puglia istanza di modifica del titolo AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) relativa alla tale riduzione.

Il comune di Ginosa aveva inoltre chiesto, come condizione per poter ritirare l’istanza cautelare presso il TAR, in discussione il prossimo 10 aprile, una riapertura dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) attraverso apposita istanza da parte di Aseco. Ma quella presentata nell’incontro dello scorso 1 aprile, è una modifica non sostanziale e soprattutto la riduzione a 60.000 tonnellate annue riguarda soltanto il trattamento della FORSU (rifiuti biodegradabili di cucina e mense) –  cod. CER 20.01.08, e non una revisione della capacità complessiva dell’impianto.

La Regione Puglia invece, attraverso l’assessore regionale all’Ambiente Giuseppe Stea, ha fatto sapere che rispetterà tutti gli impegni presi. E che è stato il Comune di Ginosa

(leggi le notizie sull’impianto Aseco https://www.corriereditaranto.it/?s=aseco&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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