“Commissione Amianto anche per ArcelorMittal”

 

Lo chiede la Fiom Cgil, avendo appreso dell'istituzione dell'organismo da parte del Ministero dell'Ambiente
pubblicato il 07 Aprile 2019, 17:20
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La Fiom Cgil ha appreso, da una comunicazione del 27 marzo scorso da parte del Ministero dell’Ambiente, che il ministro Sergio Costa ha istituito una commissione di lavoro, guidata dal presidente Raffaele Guariniello, per la riforma normativa del settore amianto. La Commissione amianto inoltre, entro la fine di giugno, dovrà procedere, secondo quanto riportato dal comunicato del ministro Costa, con la mappatura e le bonifiche, in quanto ad oggi sono ancora presenti oltre 32 milioni di tonnellate di amianto in Italia.

La Fiom Cgil aveva già inoltrato, come recita un comunicato sindacale, ai ministeri competenti e agli enti ispettivi, una nota in cui si evidenziavano le criticità relative alla presenza, nello stabilimento siderurgico di Taranto, di oltre 3750 tonnellate di amianto, di cui il 95% risulta di matrice friabile, evidenziando che l’amianto rappresenta una grande criticità, sia in riferimento all’esposizione al rischio dei lavoratori sia in riferimento al rischio ambientale, aggravata dall’eventuale presenza di materiale contenente amianto non censito.
La Fiom Cgil ha inoltre più volte richiesto la necessità di conoscere non solo la mappatura ma anche il piano di bonifica, incluso il cronoprogramma, i tipi e lo stato di amianto, i procedimenti applicati per la bonifica, il numero e i dati anagrafici degli addetti, le caratteristiche degli eventuali prodotti contenenti amianto e le misure adottate e in via di adozione per la tutela della salute dei lavoratori e dell’ambiente e l’estensione dei benefici previdenziali da esposizione ad amianto per gli stessi dipendenti.
Ad oggi tuttavia, nonostante i solleciti da parte della Fiom CGIL, “non abbiamo ancora ricevuto un piano di smaltimento amianto da parte Arcelor Mittal”, spiegano Francesco Brigati e Giuseppe Romano, della segreteria provinciale del sindacato di Landini.

Il DPCM del 29 settembre del 2017 prevede che lo smaltimento e bonifiche dell’amianto, presente all’interno di Ex ILVA, avverrà entro il 2023. I tempi di bonifica sono eccessivamente lunghi e la Fiom Cgil lo ha evidenziato anche in occasione degli incontri ministeriali sulla vendita di Ilva e nelle osservazioni costruite in occasione della presentazione da parte di Arcelor Mittal della richiesta dell’autorizzazione integrata ambientale.

“Riteniamo pertanto fondamentale – concludono i due esponenti della Fiom provinciale -, vista la quantità rilevante presente all’interno dello stabilimento siderurgico, che la stessa commissione si occupi anche del caso Taranto trovando soluzioni rapide e condivise con le parti sociali per avviare il processo di bonifiche da amianto”.

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