Taras Theatrum, quando i giovani elevano il livello culturale di tutti e alimentano il senso di appartenenza

 

pubblicato il 06 Aprile 2019, 17:07
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Dispiace che non abbia avuto sulla scarta stampata o nei notiziari televisivi locali il risalto che meritava la manifestazione tenutasi nei giorni 1-2-3 aprile presso il Teatro Auditorium Tarentum. Si tratta della seconda edizione del TARAS THEATRUM “Festival della Cultura Classica della Città della di Taranto” . Eppure quest’anno ancor più l’allestimento è stato davvero degno di rappresentazioni teatrali di tutto rispetto. La rete formativa dei Licei e delle Associazioni che ha organizzato l’evento, si è potuta avvalere di risorse che sono state erogate in seguito alla partecipazione ad un bando MIUR, per cui sono stati acquistati arredi, costumi e oggetti di scena, che hanno arricchito le “performances” degli allievi.
Questi ultimi si sono esibiti nelle rappresentazioni ispirate a opere di autori classici. Il successo di pubblico è andato oltre le più ottimistiche aspettative. Ahimè!, non ha visto però in nessuna delle tre serate la presenza di qualche amministratore locale (pur avendo avuto il patrocinio del Comune di Taranto) a testimoniare l’attenzione e l’interesse delle istituzioni territoriali per la validissima iniziativa. Sicuramente tale testimonianza ci sarà il prossimo anno. E a buona ragione. Ormai il TARAS THEATRUM si configura come una manifestazione periodica da inserire fra quelle che qualificano il “progetto culturale” o il “cartello” del territorio ionico.
Quali gli aspetti così validi della iniziativa. In primo luogo vedere i giovani delle nostre scuole come protagonisti e che protagonisti! Sono stati capaci di entusiasmare il folto pubblico con la interpretazione dei personaggi; bravissimi nell’eseguire balletti; nell’esibirsi in brani canori e musicali sia in parti tragiche che comiche. In ogni caso sono riusciti a trascinare ed emozionare gli spettatori. Che clamorosa smentita del luogo comune che vede ed etichetta i nostri studenti come insensibili, disinteressati alla cultura classica (un’amara considerazione: quegli stessi che probabilmente tra qualche anno o qualche mese, loro malgrado, saranno costretti a lasciare Taranto per studio, per lavoro).
Ritorniamo ai dati dell’iniziativa da non trascurare o sottovalutare. Essere stati capaci (e qui vanno sottolineati i meriti dei docenti tutor) di “attualizzare” l’eredità della cultura classica: soprattutto valori, principi etici, analisi di dati dell’esistenza umana che essa in modo indelebile ha offerto alla civiltà tutta. Ecco allora riproporre i dati permanenti della esperienza sentimentale di ogni essere umano in ogni epoca. L’amore, accompagnato da struggente tenerezza o da incontenibile risentimento. Trattare temi drammatici purtroppo sempre ricorrenti quali la guerra con i suoi lutti, le sue tragedie collettive e personali di ognuno. Il contrasto che puntualmente in ogni epoca storica si ripresenta tra aspirazioni umane e corso degli eventi, tra progetti e destino. Ma anche in chiave ironica sorridendo sui difetti e limiti degli uomini, specie dei potenti.
Questo impegno, così ben riuscito nel rendere fruibile ad un più vasto pubblico la cultura classica (quella di cui noi siamo eredi e tali dovremmo consapevolmente considerarci) ha una valenza direi ‘didattica’. È così che la scuola si rinnova pur esaltando la nostra gloriosa tradizione.
Ultima considerazione che vale per la città di Taranto e il suo territorio. Ci si lamenta a ragion veduta dello scarso senso di cittadinanza, del poco attaccamento dei cittadini alla propria terra, della carenza di sentimento di identità. Ebbene: iniziative come queste, con protagonisti i nostri giovani affrontando tematiche così vere e a noi vicine che rinverdiscono le nostre radici, non possono che contribuire a elevare il livello culturale collettivo, ad alimentare il senso di appartenenza. Sicuri di un ancora maggiore e meritato successo si rimanda al prossimo anno!
Salvatore Aloisio
Presidente Associazione “Amici del Quinto Ennio”

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