ArcelorMittal, Fim: “Lavorato su rispetto accordo”

 

“Mai demandato ad altri la nostra responsabilità”
pubblicato il 06 Aprile 2019, 20:42
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Non abbiamo mai demandato a enti terzi la nostra responsabilità esercitandola in pieno”. Lo dichiara, con una nota, a proposito del negoziato con Arcelor Mittal, subentrata a Ilva, il segretario nazionale Fim Cisl, Valerio D’Alò, già segretario della Fim Cisl di Taranto. In vista delle elezioni per il rinnovo a Taranto del consiglio di fabbrica del siderurgico, con la consultazione che si terrà dal 10 al 12 aprile, D’Alò ha anche presentato il pieghevole illustrativo che sarà distribuito dall’8 aprile a Taranto a tutti i dipendenti alle portinerie dello stabilimento Arcelor Mittal. Si parla dell’attività svolta in questi anni dalla Fim Cisl nelle fabbriche tra e con i lavoratori. “A differenza di altri – sostiene D’Alò -, non ritorniamo sulle decisioni assunte con l’accordo e più che l’attività giudiziaria, promuoviamo il pieno rispetto di tutto ciò che c’è scritto perché in quel testo, per chi lo ha almeno letto, c’è tutto. I lavoratori giustamente pretendono serietà”.
Per Arcelor Mittal, rileva il segretario nazionale Fim Cisl, “siamo stati quelli che mentre dovevamo portare a casa un accordo valido, venivamo attaccati dal presidente della Regione, con qualcun’altra sigla sindacale che gli faceva campagna elettorale, fino al punto di mettere in discussione le condizioni dell’accordo”.
“Ma la cosa bella – prosegue – è che, proprio in questi ultimi giorni, loro stessi lesinano alla Regione Puglia i lavori socialmente utili con i cassintegrati di Ilva in amministrazione straordinaria. Praticamente sperano di ottenere quello che noi chiedevamo già sei mesi prima. Mezzo anno fa è tanto. Significava dare risposte prima, accelerando la ricollocazione delle persone nell’ambito lavorativo e abbattendo, quindi, la cassa integrazione prima. E non solo. Significava anche avviare le opere di bonifica con congruo anticipo. Non credo – dichiara il segretario nazionale della Fim Cisl – che sei mesi rappresentino un periodo relativo e trascurabile per una città come Taranto”.
E ancora per i lavoratori del complesso siderurgico, D’Alò sostiene: “Siamo stati sempre affianco agli esuberi. Ora io mi chiedo – sottolinea – con che faccia altre organizzazioni sindacali si possono presentare dai ragazzi dei tubifici per chiedere il voto, quando in più occasioni hanno suggerito, ai vari tavoli, di continuare a mantenerli in cassa integrazione, in quanto già abituati a questo tipo di ammortizzatore sociale, con tutte le conseguenze economiche legate”.
D’Alò parla ancora di ambiente e sicurezza nell’ex Ilva. “È stato il punto cardine dell’accordo e della nostra attività sindacale – sostiene il segretario nazionale Fim Cisl -. Mentre chi si divertiva a fare ricorsi, già persi in partenza a spese dei contribuenti, pretendeva di essere il porta bandiera dell’ambientalismo, ritardando nei fatti l’avvio dei lavori, noi continuavamo a chiedere che la copertura dei parchi minerali partisse con anticipo, ottenendo come risultato – conclude – l’avvio dei lavori già durante l’amministrazione straordinaria”.
Le elezioni in fabbrica riguarderanno solo i dipendenti di Arcelor Mittal e non quelli di Ilva in amministrazione straordinaria. Oggi i rapporti d forza tra le varie sigle metalmeccaniche vedono prima la Uilm, seconda la Fim Cisl, terza l’Usb e infine la Fiom Cgil.

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