Via ai test del progetto Cruise sui droni a Grottaglie

 

Obiettivo progettare e sviluppare campo di prova per valutazione vulnerabilità e resistenza dei droni rispetto agli attacchi informatici
pubblicato il 04 Aprile 2019, 18:38
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Progettare e sviluppare un campo di prova (test range) per la valutazione della vulnerabilità e resistenza dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (Sapr o droni) rispetto agli attacchi informatici, sia in ambienti sintetici (simulatori) che eseguendo voli di prova nello spazio aereo segregato collegato all’aeroporto di Grottaglie (Taranto): è l’obiettivo del progetto di ricerca Cruise, finanziato con due milioni di euro dall’Esa (Agenzia spaziale europea), che si svolgerà nello scalo tarantino. Lo riporta l’ANSA.

Cruise, infatti, è collegato al programma ‘Grottaglie Airport Test Bed’, coordinato dal distretto tecnologico Aerospaziale della Puglia, presieduto da Giuseppe Acierno. I test riguarderanno sia le operazioni di volo in ‘linea di vista’ (Vlos), sia ‘oltre la linea di vista radio’ (Brlos), analizzando, nel secondo caso, anche le vulnerabilità rispetto ad attacchi eseguiti sfruttando i servizi di telecomunicazioni e di navigazione satellitari.

Saranno presi in esame: attacchi hardware (accesso ai sistemi di pilotaggio del drone); attacchi wireless (sfruttamento del canale di comando e controllo del drone con la stazione remota di pilotaggio e del canale di comunicazione dei dati raccolti dai sensori); attacchi ai sensori (manipolazione dei dati ricevuti ai sensori di bordo o inviati a terra dai sensori di missione).

Il controllo informatico dei droni è essenziale per garantire la sicurezza delle operazioni di volo e del traffico aereo circostante, la sicurezza delle aree sorvolate (infrastrutture, aeree urbane, persone), la disponibilità, integrità e riservatezza dei dati raccolti dai sensori durante la missione e la sicurezza degli interventi determinati dai dati stessi.

I risultati dei test potranno essere utilizzati per garantire la sicurezza nei trasporti aerei, ferroviari, navali e anche sulle autovetture senza conducente. Si tratta del primo passo collegato all’accordo sottoscritto nel 2018 da distretto tecnologico Aerospaziale (Dta), Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Belgian Federal Science Policy Office (Belspo). Nel progetto sono impegnati la capofila Planetek, società barese Leonardo Spa; Aeroporti di Puglia, Enav e Telespazio.

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