Bando ventennale per scuole comunali: Confindustria evidenzia limiti

 

La sezione di Taranto critica la scelta del Comune per il bando di gara per l’affidamento ventennale in regime di project financing
pubblicato il 04 Aprile 2019, 18:10
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La manutenzione degli impianti scolastici nelle mani di un unico concessionario, (un’azienda non del territorio), per vent’anni; una fetta di mercato di fatto “blindata” e preclusa alle altre imprese. Il tutto, dopo l’avvio di una procedura di gara i cui oneri non hanno consentito ad alcuna impresa di avanzare la propria candidatura. Si potrebbe così riassumere una vicenda che, nata circa cinque anni fa, si ripropone in questi giorni con una serie di incognite meritevoli di attenta riflessione“. La sezione di Confindustria Taranto critica la scelta del Comune di produrre un bando di gara per l’affidamento ventennale in regime di project financing dell’adeguamento e della manutenzione degli edifici scolastici del Comune di Taranto.

Il Comune di Taranto ha recentemente preso in esame, riportandolo in auge, un progetto di finanza riguardante l’adeguamento e la manutenzione degli impianti degli edifici scolastici ricadenti sul territorio comunale, ricordano da Confindustria. Si tratta, in buona sostanza, dello stesso progetto che cinque anni fa, dopo il passaggio in Giunta (al governo della città era ancora il sindaco Stefàno) era stato sospeso dal consiglio comunale che aveva richiesto, sullo stesso, approfondimenti ulteriori. Quella pratica è rimasta nel cassetto per anni, fino a quando la Direzione Lavori Pubblici, su mandato dell’attuale Giunta, ha ritenuto di riconsiderare la proposta, stavolta però senza farla passare dal consiglio comunale. L’azienda proponente il progetto ha previsto la manutenzione e l’adeguamento normativo degli impianti di tutti gli edifici scolastici tarantini (poco meno di una sessantina), per venti anni.

Cosa è successo? Nei giorni scorsi la gara per l’aggiudicazione dell’affidatario non ha fatto registrare alcuna candidatura da parte di altre aziende – sottolinea la sede locale di Confindustria -. E fin qui verrebbe da obiettare che le imprese locali evidentemente non abbiano ritenuto di avere i requisiti per la partecipazione al bando. Il motivo sembra essere però ben altro. Il bando prevede infatti il rimborso per il soggetto promotore, qualora non aggiudicatario del servizio, di 450mila euro quali spese di progettazione. Una clausola che sicuramente ha scoraggiato le imprese locali a presentare un proprio progetto ponendole di fatto fuori mercato in considerazione dell’ingente onere “iniziale” da corrispondere al promotore” evidenzia Confindustria.

Ed anche fin qui nulla di contestabile, malgrado sulla questione sia stata già presentata un’interpellanza da parte di un consigliere comunale che invece solleva, avendone probabilmente acquisito gli elementi per avanzarle, questioni di presunta illegittimità – prosegue la nota -. Il punto, però, al di là di ogni valutazione di merito, va in una direzione di interesse generale. Acclarata la mancata partecipazione di altre imprese al bando di gara, il servizio di gestione degli edifici scolastici dovrebbe essere affidato all’azienda proponente. E’ il caso – e la domanda è davvero tutt’altro che retorica – che il Comune vincoli per vent’anni un servizio così importante tagliando fuori per un periodo di tempo così lungo le aziende del territorio? E’ plausibile, invece, riconsiderare la questione sulla base di logiche di maggiore flessibilità prevedendo il ritiro e quindi l’annullamento della procedura (ancora possibile)?” si chiedono da Confindustria Taranto.

Confindustria Taranto invita pertanto il Comune “a tener conto di tali istanze riconsiderando percorsi alternativi – e sicuramente meno onerosi di quello in itinere – anche in considerazione della mole di risorse pubbliche e di strumenti finanziari a cui potrebbe accedere per la progettazione dei medesimi interventi, evitando, come già detto, di blindare per quattro lustri un servizio le cui ricadute economiche, qualora diversamente gestito, potrebbero tornare a beneficio del sistema imprenditoriale cittadino“.

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