Aseco, il comune di Ginosa rompe con la Regione

 

Nella riunione a Bari il 1 aprile il comune non firma l'accordo per la mancata revisione AIA dell'impianto
pubblicato il 03 Aprile 2019, 20:03
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Ancora tensione sulla situazione dell’impianto di compostaggio Aseco, di contrada Lama di Pozzo a Ginosa Marina (Ta), che insiste anche nel territorio di Castellaneta Marina. Lunedì 1 aprile si è svolto a Bari, presso gli uffici dell’AGER, un nuovo incontro che però non ha dato i frutti sperati. Tanto da far affermare al sindaco di Ginosa, Vito Parisi, che l’accordo con la Regione Puglia, rischia di saltare.

Piccolo passo indeitro. Lo scorso 25 marzo, nella precedente riunione presso gli uffici dell’assessorato all’Ambiente a Bari, al quale parteciparono i sindaci di Ginosa e di Castellaneta, rispettivamente Vito Parisi e Giovanni Gugliotti, quest’ultimo anche nella funzione di Presidente della Provincia di Taranto, il dirigente sezione Ciclo Rifiuti e Bonifiche Giovanni Scannicchio; l’avvocato Pietro De Nicolo per l’Ager; l’amministratore unico di Aseco l’avvocato Maurizio Cianci ed il consigliere regionale Marco Galante, furono confermate le decisioni prese nel precedente accordo sottoscritto il 13 febbraio, nel quale si prevedeva: la chiusura temporanea dell’impianto che non potrà andare oltre il 30 giugno 2019, per tutto il periodo necessario per l’esecuzione dei lavori di adeguamento e riapertura nella primavera del 2020 a completamento lavori; la riduzione del quantitativo di rifiuti da 80 mila a 60 mila tonnellate; una tariffa agevolata in favore dei comuni ospitanti l’impianto (Ginosa e Castellaneta); determinazione di una royalty in favore dei comuni di Ginosa e Castellaneta da parte dell’Aseco; monitoraggio periodico da parte delle competenti commissioni dei due comuni presso l’impianto sia durante i lavori di adeguamento sia durante la normale attività.

Di contro, le amministrazioni comunali di Ginosa e di Castellaneta, rappresentate dai due sindaci chiesero un passaggio formale di Aseco/Aqp finalizzato alla riduzione del quantitativo della “Forsu” trattata nell’impianto a 60 mila tonnellate annue. Le parti, inoltre, concordarono che Aseco in condivisione con AQP, si impegni entro la prossima riunione ad acquisire espressa autorizzazione a presentare alla Regione Puglia istanza di modifica del titolo AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) relativa alla tale riduzione.

Ieri però, le parti si sono nuovamente allontanate. Il comune di Ginosa aveva infatti chiesto come condizione per poter ritirare l’istanza cautelare presso il TAR, in discussione il prossimo 10 aprile, una riapertura dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) attraverso apposita istanza da parte di Aseco. Ma quella presentata nell’incontro dello scorso 1 aprile, è una modifica non sostanziale e soprattutto la riduzione a 60.000 tonnellate annue riguarda soltanto il trattamento della FORSU (rifiuti biodegradabili di cucina e mense) –  cod. CER 20.01.08, e non una revisione della capacità complessiva dell’impianto.

“Di fatto, i volumi trattati rimarrebbero inalterati. Pertanto, dopo aver ascoltato il Presidente della Commissione Consiliare Aseco, avv. Cristiano Inglese, abbiamo scelto di interrompere questo percorso politico e di rimettere il tutto dinanzi al Tribunale Amministrativo – afferma il sindaco di Ginosa, Parisi -. Nella serata stessa di lunedì, è stata inviata apposita nota prot. n. 9408 alle parti coinvolte nel tavolo per i provvedimenti di competenza. Il nostro scopo era quello di incidere sulla capacità di trattamento totale dell’impianto, ed era l’unica cosa che ci interessava di quella proposta di accordo. Solo attraverso dei provvedimenti blindati avremmo dato delle garanzie ai cittadini – ha concluso Parisi – così come ci è stato prospettato questa mattina, per noi l’accordo è irricevibile“.

Insomma, tutto da rifare. 

(leggi le notizie sull’impianto Aseco https://www.corriereditaranto.it/?s=aseco&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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