Melucci, bordate ad ARPA. Arriva l’ordinanza?

 

In una lettera dai toni durissimi, il sindaco stigmatizza l'operato dell'Agenzia Regionale. L'8 aprile scade la possibilità di inviare nuovi dati
pubblicato il 02 Aprile 2019, 20:33
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Non accenna a diminuire la tensione in città, in merito alle ultime vicende ambientali. Tensione che in realtà da tempo riguarda anche i rapporti tra alcune istituzioni, in particolar modo tra il Comune di Taranto e ARPA Puglia. Prova ne sia la nota che oggi il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha inviato alla stessa Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, al’ISPRA, all’Istituto Superiore di Sanità e all’ASL di Taranto, e per conoscenza al ministero dell’Ambiente, al ministero dello Sviluppo economico, ai Commissari Straordinari di Ilva in Amministrazione Straordinaria, al Commissario per le Bonifiche di Taranto Vera Corbelli, alla Regione Puglia, alla Provincia, al Prefetto e al Procuratore Capo della Repubblica di Taranto,

Il titolo della missiva “Interventi urgenti a tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori dell’area di Taranto“, apre il testo della lettera che evidenzia come alcuni organi istituzionali abbiano effettuato dichiarazioni pubbliche o a mezzo stampa, decisamente diverse rispetto a quelle fatte nella riunione dello scorso 6 marzo in Prefettura con i vertici ISPRA e in quella dello scorso 18 marzo in Procura alla presenza del Procuratore Capo Carlo Maria Capristo.

Egregi, questo Civico Ente ha rilevato che a certe dichiarazioni maggiormente nitide all’interno dei contesti istituzionali, come ad esempio al tavolo tenuto presso la Prefettura di Taranto lo scorso 6 marzo 2019 ed a margine di una audizione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto il successivo 18 marzo 2019, e nonostante la richiesta corale di univocità ed inequivocabilità rispetto alla trasmissione ed alla spiegazione alla comunità dei dati afferenti la questione ambientale e sanitaria a Taranto avanzatavi in molti modi ed in diverse circostanze, è nei fatti proseguito l‘esercizio di vostri organi teso a rilasciare, per lo più a mezzo stampa owero in contatti diretti con associazioni e gruppi di cittadini, commenti non in linea con l‘esigenza dell’organismo decisorio della legge, quale rappresentato dal Sindaco, di assumere atti legali, logici e scientificamente fondati a tutela della salute pubblica. Questo atteggiamento poco responsabile e chiaro sta contribuendo ad accrescere fortemente la preoccupazione dell’opinione pubblica ed ha già provocato spiacevoli fatti di cronaca che il Comune di Taranto ha avuto modo di stigmatizzare ai rappresentanti del Governo e delle Forze dell’Ordine sul territorio ionico” evidenzia il primo cittadino.

Poi, l’affondo nei confronti di ARPA Puglia: “Solo per riportare alcuni casi eclatanti, desta preoccupazione che taluni esponenti di ARPA Puglia dichiarino pubblicamente la non adeguatezza della vigente normativa comunitaria allo scenario tarantino, che la stessa agenzia regionale affermi in occasione del Consiglio comunale monotematico aperto ai cittadini del 25 marzo 2019 che sia in possesso di dati non ancora divulgati o divulgabili, che, ancora, a precisa e formale sollecitazione del Comune di Taranto in relazione alle analisi richieste dell‘Ordinanza sindacale n. 9 del 2 marzo 2019 sulla vicenda delle cosiddette collinette ecologiche del quartiere Tamburi, il DAP di Taranto abbia nuovamente e tardivamente replicato in data 29 marzo 2019 in via del tutto interlocutoria, narrativa, priva di alcun riferimento adatto a supportare l‘azione del Sindaco nel verso dell‘esclusione di rischi per la popolazione studentesca e cagionando ad essa ed alle famiglie ulteriore disagio“.

Evidenziando come il Comune si ancora in attesa dei dati richiesti. “Inoltre, a distanza di quasi un mese dai primi sopralluoghi disposti da ISPRA all‘interno dello stabilimento sidemrgico di Taranto, Io scrivente Civico Ente non ha ancora ricevuto alcun riscontro ufficiale sulla qualità dell‘aria che stanno respirando migliaia di lavoratori… E‘ opportuno rammentarvi che il Sindaco, accogliendo le istanze di numerosi cittadini intervenuti in delegazione presso Palazzo di Città di Taranto lo scorso 8 marzo 2019, ha già dato corso alle formalità per istituire un Osservatorio permanente della salute a Tarantorichiedere il trasferimento a Taranto dell‘Osservatorio sull‘avanzamento dei lavori connessi all‘AlA di cui al DPCM del 29 settembre 2017, pubblicare i dati sulla mortalità in città, ancorché oggi aggregati, riproporre un articolato protocollo di intesa che coinvolga Governo e gestori dell‘impianto ed impegni tutte le parti ad una utile valutazione del danno sanitario, ad un concreto processo di decarbonizzazione, alla risoluzione dei contenziosi giudiziari esistenti“.

Qualora proseguisse la mancanza di dati certi, Melucci annuncia la concreta possibilità di emettere un’ordinanza di chiusura dell’Ilva, seppur non citando mai il siderurgico. “Ora, nelle more che si possano materializzare progressi in questi ultimi frangenti, se è vero ciò che hanno asserito durante la seduta consiliare già citata i vertici di ASL Taranto, cioè che non si possano escludere nel citato scenario rischi rilevanti per la salute dei cittadini e che addirittura ci si ammali più che altrove e più che in passato, determinando quindi il presupposto di azioni urgenti e contingibili ex art. 50 del TUEL, e se permane la confusione e I‘approssimazione sopra esposta da parte degli organismi tecnici indipendenti previsti dalla legge, con la presente il Comune di Taranto vi informa che adotterà in tempi assai brevi provvedimenti costruiti sul principio di massima precauzione in difesa della salute dei propri cittadini e avverso una filiera produttiva ormai desueta ed intollerabile”.

Il termine ultimo per ottenere una visione chiara del quadro ambientale e sanitario è stato deciso dal Sindaco stesso, che “attenderà significative quanto definitive vosù‘e risultanze entro e non oltre le ore 12:00 di lunedì 8 aprile 2019“.

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Un Commento a: Melucci, bordate ad ARPA. Arriva l’ordinanza?

  1. Piero

    Aprile 3rd, 2019

    Certo che in vista delle europee si stanno dando tutti da fare per trovarsi il posto e qualche voto in qualche lista. Tutto a discapito di Taranto che senza acciaieria dovra’ scendere ad 80000 abitanti oppure rassegnarsi a diventare una fogna di criminalità e degrado senza precedenti. (i soldi e il pil non te li regalerà nessuno e sdolo dei dementi possono pensare di vivere di turismo – specialmente dati gli abitanti e la catttiva pubblcità degli ultimi anni)

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