Tamburi, scuole chiuse sino a settembre

 

Il sindaco proroga la chiusura delle scuole, come prevedibile, sino alla fine dell'anno scolastico. ARPA Puglia sollecitata a fornire dati
pubblicato il 29 Marzo 2019, 17:03
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Come avevamo previsto e scritto nelle scorse settimane, i due plessi scolastici del rione Tamburi, la Deledda e la De Carolis, resteranno chiusi e riapriranno a settembre. Come infatti stabilito nelle riunione dello scorso 6 marzo in Prefettura e poi ribadito nel vertice in Procura lo scorso 18 marzo, si procederà alla caratterizzazione dei terreni e all’indagine sui top soil, come peraltro già chiesto tempo addietro dalla stessa ASL di Taranto (nonostante la contrarietà espressa dalla Regione Puglia tramite il Direttore del Dipartimento della Qualità dell’Aria, Barbara Valenzano). A tal fine, in questi giorni sono stati presi contatti con l’Autorità Giudiziaria procedente e con ILVA in A.S. e Arcelor Mittal rispettivamente proprietario e gestore del sito, per effettuare in primis la messa in sicurezza dell’area e poi in un secondo momento alla sua bonifica dell’area in questione. Le operazioni sono state affidate alla struttura commissariale. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/18/2mittal-ci-saranno-incontri-periodici-su-emissioni-ansa2/)

Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, non ha quindi potuto far altro che prorogare fino alla conclusione dell’anno scolastico la chiusura dei due plessi scolastici del rione Tamburi, De Carolis e Deledda, in relazione ai potenziali rischi derivanti dalla vicinanza dei due istituti alle cosiddette ‘collinette ecologiche’ dell’ex Ilva. Le ‘collinette’ sono attualmente sotto sequestro in quanto sarebbero state trasformate, secondo le indagini, in una “enorme discarica abusiva di svariate tonnellate di rifiuti industriali derivanti dalle lavorazioni del polo siderurgico“. Il provvedimento viene adottato “in ragione dei potenziali rischi dei potenziali pericoli prospettati dagli organi competenti in materia ambientale e sanitaria, a tutela della salite pubblica e in particolare dei soggetti più esposti“.

Sono 708 gli alunni interessati, oltre al personale scolastico, che in queste settimane sono stati trasferiti in altri plessi del rione Tamburi (Gabelli, Giusti e Vico) con turno pomeridiano. Melucci “ordina ad Arpa Puglia di continuare le indagini analitiche volte al monitoraggio della qualità dell’aria indoor/outdoor i cui risultati dovranno immediatamente e continuamente essere messi a conoscenza del sottoscritto“.

Del resto, sin da subito la questione delle ‘collinette ecologiche’ ha destato non poche perplessità. Chi conosce la storia dell’Ilva sin dal principio, sa perfettamente che quelle collinette furono realizzate nel 1972 dall’ex Italsider, con materiale di risulta e loppa d’altoforno: poi si procedette alla piantumazione degli alberi. Appare dunque quanto meno ‘strano‘ che oggi si ‘scopra‘ che quell’area tutto sia tranne che ‘pulita‘ dal punto di vista ambientale. Inoltre, appare assai ‘strano‘ che ci si accorga solo oggi di quella realtà e che soprattutto soltanto oggi si ‘ipotizzi‘ un pericolo per la salute degli alunni dei due plessi scolastici e degli abitanti dei palazzi limitrofi. Risulta invece paradossale che in questo periodo, mentre i due plessi risultavano chiusi, gli stessi alunni partecipassero alle attività pomeridiane previste al Tatà, teatro che si trova molto vicino al luogo incriminato.

ARPA Puglia dovrà quindi chiarire se ci sia effettivamente un rischio o meno, visto che la prima relazione datata maggio 2018 (così come riportato in un documento che la stessa ARPA ha fornito al Comune nei giorni scorsi), che poi ha portato al sequestro dell’area da parte dei carabinieri del NOE per conto della Procura, porta come confronto i dati registrati dalla centralina bianca di Talsano.

Ma che alla Deledda si registrino valori superiori alla centralina bianca di Talsano, francamente, è un’ovvietà che tutti possono facilmente comprendere. 

Si rileva – si legge nella relazione – che il flusso di deposizione di solidi totali calcolato sulla base dei dati disponibili, determinato per la scuola Deledda è risultato circa il doppio di quello determinato per la postazione di Talsano” . “I dati rispetto ad Arsenico, Cadmio, Nichel e Piombo sono risultati maggiori nel sito “Deledda” rispetto alla postazione “Talsano”. I valori di Ferro e Manganese, elementi che possono essere ritenuti traccianti delle attività industriali ed in particolar modo dello stabilimento siderurgico sono risultati rispettivamente circa 10 e 6 volte più alte di quelle determinate nel sito di fondo“. “E’ possibile osservare come le concentrazioni di microinquinanti organici mostrino complessivamente un andamento al rialzo per tutte le postazioni rispetto ai valori minimi per la serie storica, ormai decennale, registrati negli anni 2016-2017, e come la postazione “Deledda” si collochi nell’intervallo superiore per il parametro Benzo(a)pirene, mentre per le diossine risulta significativamente inferiore alle postazioni “Orsini”, “AGL2” e “Masseria Carmine”, quest’ultima interessata dal più rilevante incremento, pari ad un ordine di grandezza, rispetto ai valori dei due anni precedenti” si legge ancora nel documento in questione.

Si resta in attesa, dunque, di capire se l’allarme lanciato nelle scorse settimane e ripreso in tutta Italia e non solo, fosse fondato o meno. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/12/2tamburi-da-domani-si-torna-a-scuola3/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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