ARPA, relazione su metalli da industria e porto

 

Campagna di monitoraggio di aria ambiente nel rione Tamburi nel periodo dal 9 febbraio al 9 aprile 2018
pubblicato il 29 Marzo 2019, 09:00
10 mins

Arpa Puglia ha pubblicato una relazione sui Risultati della campagna di monitoraggio di aria ambiente vento-selettiva effettuata con campionatore Wind Select dotato di impattori PM10/PM2.5 nel comune di Taranto – quartiere Tamburi c/o Chiesa Gesù Divin lavoratore – Periodo: dal 9 febbraio al 9 aprile 2018.

La relazione è firmata dal P.O. Qualità dell’aria dott.sa Alessandra Nocioni, per l’Elaborazione dati dal dott. Gaetano Saracino, dal GdL QA di Taranto p. ch. Maria Mantovan, e dal dirigente del CRA dott. Roberto Giua.

Il Centro Regionale Aria di ARPA Puglia – Ufficio qualità dell’aria di Taranto ha infatti effettuato nell’area tarantina, quartiere Tamburi c/o Chiesa Gesù Divin Lavoratore, a partire dal 9 febbraio 2018 (ore 10.00) al 9 aprile 2018 (ore 12.30, una campagna di monitoraggio vento-selettiva in aria ambiente di microinquinanti inorganici (Metalli), mediante l’utilizzo di un campionatore “Wind Select” in dotazione all’Agenzia, in grado di catturare su diversi supporti di campionamento (filtri) i microinquinanti provenienti da tre differenti settori di vento. 

Per l’esecuzione della campagna è stato utilizzato lo strumento WindSelect (MonitoringSystems Gmbh, Austria). Tale strumento è composto da una pompa di aspirazione, da un sistema di rivelazione della velocità e direzione del vento ed un sistema di valvole in grado di indirizzare i flussi campionati in apposite cartucce in grado di campionare le frazioni di particolato atmosferico con diametro < 2,5 μm (PM2.5) e < 10 μm (PM10). 

Tramite i dati di direzione e velocità del vento è infatti possibile programmare i campionamenti sia in funzione della direzione che della velocità del vento. Le cartucce sono composte da 3 sezioni con filtri piani per materiale particellare e per campionare su diversi supporti le varie frazioni di particolato. 

 

I risultati del monitoraggio

La relazione pubblicata sul sito dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, riporta i risultati delle determinazioni ottenute attraverso questo monitoraggio. Le attività analitiche sui campioni di particolato raccolti sono state effettuate presso i Servizi Laboratorio del DAP dell’Arpa di Taranto (che ha trasmesso i Rapporti di Prova n. 5956-5957-5958-5959-5960 del 18/09/2018). 

Le temperature registrate sono oscillate tra 4 e i 17 °C e 20 giorni su 60 sono stati piovosi. 

I venti prevalenti nel periodo osservato provenivano in misura maggiore da SSE (SUD-SUD-EST) e in misura minore dal settore ONO (OVEST-NORD-OVEST); pertanto, il sito di campionamento è risultato frequentemente sottovento sia all’area urbana di Taranto che a quella industriale. 

La media su tutto il periodo di monitoraggio delle concentrazioni medie giornaliere di PM10 registrate dalla stazioni fissa di Tamburi-Via Orsini (la più vicina al sito di monitoraggio), posta a pochi metri dal sito di campionamento, è risultata pari a 23 μg/Nm3 e si è registrato n. 1 superamento del valore limite della media giornaliera di PM10 di 50 μg/m3 (D.lgs. 155/2010) il 17/03/2018 con una concentrazione media giornaliera 51 μg/m3. 

Al termine della campagna, i filtri prelevati erano completamente integri e i volumi di aria campionata nel periodo dal 9 febbraio al 9 aprile 2018 sono risultati quelli di seguito riportati: Cartuccia 1: 65.55 m3 Cartuccia 2: 32.72 m3 Cartuccia 3: 107.59 m3.

Nel periodo in questione, l’aria ambiente campionata nella direzione SOTTOVENTO (255-15 gradi), campionata sulla cartuccia n. 1, ha coperto un angolo di 120° centrato sulla zona industriale. Sulla cartuccia n. 2 era stato impostato il campionamento in modo da coprire un angolo di circa 85° (da 170 a 254 gradi) e poter prelevare quanto proveniente dall’area portuale di Taranto. La cartuccia n. 3, centrata su un settore di circa 150°, SOPRAVENTO all’area industriale, non risente delle emissioni industriali ma campiona il contributo urbano dei microinquinanti al sito di monitoraggio in oggetto.

I tre filtri, per ogni cartuccia, sono andati a costituire tre campioni, su cui è stata effettuata dapprima l’analisi gravimetrica e successivamente l’analisi quantitativa dei metalli, presso il laboratorio chimico del DAP di Taranto, e sono rappresentativi dei settori seguenti con le sigle riportate: Campana 1: settore 255° ÷ 15° con velocità del vento >5 m/sec; inseriti filtri 1a, 1b, 1c. Campana 2: settore 170° ÷ 254° con velocità del vento >5 m/sec; inseriti filtri 2a, 2b, 2c. Campana 3: settore 16° ÷ 169° con velocità del vento >5 m/sec; inseriti filtri 3a, 3b, 3c fino al 16/02/2018 alle ore 10.30. Dal 16/02/2018 alle ore 10.45 al 09/04/2018, sono state modificate le soglie della velocità del vento come descritto di seguito: Campana 1: settore 255° ÷ 15° con velocità del vento >3 m/sec; inseriti filtri 1a, 1b, 1c. Campana 2: settore 170° ÷ 254° con velocità del vento >3 m/sec; inseriti filtri 2a, 2b,
2c. Campana 3: settore 16° ÷ 169° con velocità del vento >3 m/sec; inseriti filtri 3a, 3b, 3c.

La variazione della velocità minima di campionamento si è resa necessaria in quanto i volumi campionati a 5 m/s erano eccessivamente bassi.

La maggior parte dei metalli rilevati sulle varie frazioni di materiale particolato non sono normati. Il valore limite per arsenico, cadmio, nichel e piombo, rilevati sulla frazione PM10 (ai sensi del DLgs 155/2010) è espresso come valore obiettivo ma sull’arco temporale di un anno, prelevando campioni distribuiti nelle diverse stagioni. Il confronto in questo caso, quindi, è puramente indicativo, poiché i metalli sono stati rilevati su varie frazioni del particolato per un breve periodo (circa 2 mesi) e non un anno.

Il limite per l’Arsenico è di 6 ng/m3, per il cadmio è di 5 ng/m3, per il nichel è di 20 ng/m3, mentre per il piombo è di 500 ng/m3. Le concentrazioni misurate nelle 3 cartucce dei quattro metalli normati sono risultate tutte inferiori a tali valori obiettivo. 

Al fine di valutare meglio le direzionalità di provenienza degli inquinanti e per confrontare i risultati ottenuti, ARPA ha ritenuto opportuno calcolare i rapporti tra le concentrazioni ottenute per le diverse cartucce (corrispondenti ai 3 settori/aree) per le due frazioni di particolato. Si è ritenuto di valutare per ogni metallo la % presente nella frazione PM2.5 rispetto a quella nel PM10.

 

Le conclusioni della campagna di monitoraggio

I risultati delle analisi sui campioni prelevati in modalità vento-selettiva nel corso della campagna svolta dal 9 febbraio al 9 aprile presso la Chiesa Gesù D.L. Tamburi, per le frazioni PM2.5 e PM10, mostrano una netta direzionalità per ferro e manganese (elementi spiccatamente siderurgici) dalla zona industriale, mentre per rame, cromo e zinco la direzionalità è meno evidente pur se presente e apprezzabile, con una provenienza sia dalla zona industriale che portuale. Per il piombo si è riscontrata una provenienza prevalente dalla zona industriale per il PM2.5 e dalla zona portuale per il PM10. 

Rame, cromo e zinco mostrano una differente distribuzione con concentrazioni maggiori nella frazione “fine”, mentre il ferro risulta dominante nella frazione grossolana. 

Pur osservando per il ferro e il manganese una maggiore provenienza dall’area industriale, il porto contribuisce in modo apprezzabile mostrando maggiori contributi per gli altri elementi, in particolare per il piombo, rame e zinco. 

Per alcuni elementi (arsenico, cadmio nichel e vanadio), i valori risultati tutti inferiori ai limiti di quantificazione. 

In ogni caso, pur essendo risultate le concentrazioni dei metalli normati inferiori ai limiti previsti (i quali non forniscono, tuttavia, garanzia di assenza di effetti sulla salute), per tali metalli e per quelli per i quali la normativa non prevede un limite, si ritiene opportuno rimandare alla competenza della ASL per ogni valutazione sul possibile impatto sulla salute dei valori misurati, di cui alla presente relazione. 

 

Le nostre conclusioni

In tempo di caos totale e di negazionismo di tipo medioevale sulla valenza che hanno i dati scientifici in una materia così delicata come quella ambientale, queste relazione non possono far altro che aiutare la comprensione di eventi e fenomeni alquanto complessi, oltre che accrescere la conoscenza di una comunità che senza una consapevolezza reale dell’esistenze e dei fenomeni che contesta, difficilmente potrà vincere anche solo una delle tante battaglie portate avanti più con gli slogan che con la serietà e la conoscenze che meriterebbero. Ad maiora. 

(leggi tutti gli articoli sull’ARPA Pugli ahttps://www.corriereditaranto.it/?s=arpa&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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