Galeso e rifiuti, il Comune interviene

 

Pulizia radicale della zona dopo le denunce di Legambiente e cittadini. Motolese: "Non possiamo ripulire la coscienza degli autori dello scempio"
pubblicato il 23 Marzo 2019, 18:05
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Le sponde del Galeso, la spiaggetta, perfino la strada che la costeggia, sono state prese di mira dall’inciviltà di molti e trasformate in una vera e propria discarica a cielo aperto di rifiuti pericolosi. Da qui l’intervento del Comune. Coordinate le attività degli assessorati ai Lavori pubblici, Partecipate e all’Ambiente, sono partite questa mattina le attività di bonifica. Lo fa sapere una nota di Palazzo di Città.

A fronte delle denunce preziose di Legambiente e di cittadini responsabili, l’Amministrazione aveva avviato l’anno scorso un primo intervento di pulizia che però aveva dovuto fare i conti con la particolarità dei rifiuti presenti in quella porzione di territorio. Da ciò la necessità di operare un’azione più complessa, partita alcune settimane fa con l’intervento di raccolta operato sulle sponde del Galeso e Mar Piccolo dai lavoratori di Verde Amico, propedeutico ad un’azione massiva su tutta quella porzione di territorio.

“Ancora una volta – commenta il sindaco Meluccil’esigenza di un’analisi approfondita dei rifiuti, per provvedere a un conferimento adeguato degli stessi, prevede coordinamento, ma la volontà dell’Amministrazione, in sintonia con il Commissario straordinario alle bonifiche, è di operare per trovare le risorse e intervenire per restituire la magia del Galeso a tutto il territorio di Taranto. Un ringraziamento va ai lavoratori dell’Amiu impegnati nella raccolta di ingombranti, elettrodomestici e gomme, ai lavoratori della società convenzionata che si occupa soprattutto di amianto e a quelli di Verde Amico; donne e uomini impegnati a porre rimedio ai danni provocati da chi ha deturpato e volontariamente devastato uno dei luoghi più belli di Taranto. Per evitare che a lavori finiti qualcuno pensi di poter ripetere la propria azione delinquenziale la Polizia locale provvederà a dotare la zona di un sistema di videosorveglianza”.

“Stiamo lavorando alla pulizia radicale dell’area – ha spiegato l’assessore Motoleseciò che non possiamo ripulire è la coscienza di chi ha materialmente compiuto questo scempio. Perché di questo si tratta, considerato che è stato necessario coinvolgere l’Amiu, che raccoglierà e smaltirà i numerosi rifiuti ingombranti presenti (materassi, mobili ed elettrodomestici dismessi), la società che procederà alla caratterizzazione e alla bonifica dei rifiuti speciali (amianto, materiale elettrico, inerti) e il personale impegnato nel progetto Verde Amico per il rassetto generale dell’area”.

“Imbattersi nella devastazione di questo angolo di territorio – ha aggiunto l’assessore Francesca Viggianoè doloroso e ci pone di fronte all’incomprensibile disprezzo verso la propria terra, aggravato dall’aver deturpato un luogo che nei secoli è stato il metro di definizione della bellezza di Taranto. Quei rifiuti non sono finiti lì per caso, vi sono stati portati di proposito da chi non ha alcun rispetto per la propria terra, per i cittadini che la amano e perfino per se stesso”.

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