Cassintegrati Ilva, riunione a Bari fra luci e ombre

 

Sindacati critici sull'approccio e i ritardi della Regione. Borraccino prova a tranquillizzare
pubblicato il 22 Marzo 2019, 09:25
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Una riunione fra luci e ombre. Diversi i pareri espressi, al termine dell’incontro a Bari tra le organizzazioni sindacali e la Task force regionale per discutere e soprattutto dar prosieguo al percorso già intrapreso sulla formazione professionale dei lavoratori in cassa integrazione ex Ilva.

Non proprio positivo il commento di Fim, Fiom e Uilm: “In premessa, la riunione giunge a cica 4 mesi di distanza dalla prima e 3 dall’ultima, con l’impegno e finalitá della Regione Puglia ad annunciare, cosi come richiesto dalle Organizzazioni sindacali, l’esecutivitá del piano formativo attraverso la pubblicazione dell’avviso IV, il quale avrebbe previsto formazione specifica quale strumento di integrazione al reddito dei lavoratori. Il tema trattato ha rappresentato e rappresenta per Fim, Fiom, Uilm questione di vitale importanza per il sostentamento al reddito dei lavoratori posti in CIGS, e tutto ci saremmo aspettati, tranne che assistere ad uno scarico di responsabilità reciproche tra funzionari addetti delle varie sezioni e politici presenti al tavolo, e che di fatto, in tutto questo lasso di tempo null’altro hanno prodotto, se non la completa paralisi”.

Giudizio questo, dicono le sigle, “dettato dalla deprimente discussione a cui abbiamo assistito, tradottasi in slogan di ulteriori impegni e solidarietá, la stessa solidarietà annunciata in questi giorni nelle varie sedi, istituzionali e non, dai soggetti politici a vario titolo, e che nei fatti resta a parole e pacche sulla spalla, senza offrire nessun tangibile segno di interessamento ai lavoratori in difficoltà”.

Fim, Fiom e Uilm, affermano in una nota congiunta post-incontro, “dopo tutto questo tempo trascorso avrebbero voluto e dovuto sentirsi rassicurare sull’avvio dei corsi formativi per la riqualificazione professionale dei lavoratori utile per il reinserimento lavorativo e come forma di integrazione al reddito, unitamente alla presentazione di un progetto serio ed esigibile, come più volte richiesto, per l’impiego de lavoratori in CIGS, in opere di pubblica utilità. A tal riguardo, rappresentiamo per esempio, l’approccio e le attenzionalitá del fare e non del dire, che da anni pratica la Regione Liguria verso questi lavoratori, attraverso politiche attive e progetti di pubblica utilitá nell’ interesse comune. La Regione Puglia e la politica, abbia consapevolezza e rifletta molto bene su quanto accaduto al tavolo odierno che per il caso Taranto, visti i trascorsi di questi giorni e la sequela di leggi in tema di esecuzione di bonifiche, area SIN e di crisi complessa, fatica ad uscire dalla teoria alla pratica e, mediti attentamente a ció che nella riunione sul tema specifico verrá convocato nei prossimi giorni, ci auguriamo a brevissimo, affinché si pratichi senza inutili giri di parole, impegno fattivo, serietá istituzionale e del soggetto politico, teso a recepire il fine unico per il quale lavoratori e cittadini ne identificano rappresentanza. Non attenderemo e non resteremo spettatori – concludono critici -, assieme ai lavoratori più penalizzati, ad annunci solidali della politica, sotto tutti i livelli, ma ci adopereremo affinché si traducano in fatti concreti per i lavoratori e la comunità”.

Alla delusione, o quasi, espressa dalle tre sigle sindacali, replica l’assessore regionale allo Sviluppo economico Mino Borraccino, che cerca invece di tranquillizzare le o.s.. “Si è tenuta la riunione della Task Force regionale per l’occupazione sulle politiche attive da attuare per i lavoratori pugliesi in cassa
integrazione straordinaria – spiega Borraccino -. Insieme al presidente Leo Caroli, alla dottoressa Annalisa Fiore, dirigente di sezione delle politiche del lavoro, la dottoressa Betty Biancolillo, dirigente delle aree di crisi industriali, ed ai rappresentanti dei sindacati abbiamo discusso di questi temi. Entro pochi giorni sarà pronta la delibera dell’avviso pubblico destinato ai lavoratori in cassa integrazione della nostra regione ed in particolare per i lavoratori ex Ilva di Taranto. Pertanto entro alcune settimane i 1700 ex lavoratori Ilva in esubero potranno essere messi nelle condizioni di poter partecipare ai corsi di riqualificazione professionale e quindi poter anche ottenere una indennità economica di frequenza. Per quanto concerne invece i lavori di pubblica utilità, da far svolgere ad integrazione della rendita derivante dalla Cassa Integrazione, la discussione verrà affrontata tra un paio di settimane in una nuova riunione della Task Force regionale per
l’occupazione. In questa riunione ho espresso il mio rammarico, scusandomi con i lavoratori ed i sindacati, per il tempo non veloce di attuazione di questo progetto. Vero è che la struttura è al lavoro, infatti in queste settimane si è provveduto a preparare il catalogo delle professioni che beneficeranno di questo avviso. Quindi da ora in avanti i tempi saranno velocizzati, soprattutto rispetto al vecchio avviso di alcuni anni fa. Personalmente ho riconosciuto che occorreva provvedere più velocemente a quello che stiamo realizzando in queste settimane. Ora – promette Borraccino – ci sarà uno sprint per attuare in tempi quanto più celeri possibili le due misure che per noi restano prioritarie per i 1700 lavoratori in cassa integrazione assegnati all’Amministrazione straordinaria dell’Ilva Di Taranto”.

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Un Commento a: Cassintegrati Ilva, riunione a Bari fra luci e ombre

  1. Mimmo

    Marzo 22nd, 2019

    Ciò che rimprovero, senza astio alcuno, a Fim, Fiom e Uilm è la grande inerzia, quando non addirittura passività, con la quale si fanno trascinare nelle lungaggini, sia buracratiche sia temporali. E con l’assessore Borraccino, che dall’alto del suo cadreghino esprime “il suo rammarico”, è assai probabile che la politica del rinvio la faccia da padrone. Cioè, per dirla alla sua maniera, il paio di settimane porterà alla Pasqua, e poi le sue “alcune settimane” porteranno sulla soglia delle elezioni europee, e poi, inevitabilmente a ridosso delle ferie estive, e poi a Natale…e così via. D’altronde i quattro mesi trascorsi tra una riunione e l’altra la dicono lunga. Mi domando: quando la smetteranno, tutti, di prendere in giro Taranto e i suoi abitanti? Quando ci si mobiliterà nel vero senso della parola e l’operatività avrà la sua consacrazione? Viste le premesse, temo che il trascorrere del tempo non porterà ad alcun riscatto o rinascita, ma solo ad una sorta di rassegnazione collettiva che, per la politica, costituisce la vera garanzia di perpetuazione di se stessa.

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