Depuratore consortile, il 15 aprile via ai lavori

 

Il progetto riguarda Sava, Manduria e Avetrana. L'ng. Valenzano : “Cittadinanza ascoltata. Si riparte. No alle strumentalizzazioni”
pubblicato il 20 Marzo 2019, 12:29
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La lunga vicenda del depuratore consortile di Sava-Manduria è giunta al capolinea. L’opera si farà, come tra l’altro deciso da tempo oramai, ma adesso c’è anche una data precisa per l’inizio dei lavori: il 15 aprile. La conferma arriva direttamente dall’ing. Barbara Valenzano, direttore del Dipartimento Infrastrutture e Ambiente della Regione Puglia, che con una nota ufficiale pone fine alle polemiche durate anni sulla realizzazione di un’opera utile, ma il cui iter negli anni andava sicuramente gestito meglio dalle varie istituzioni in campo, in particolar modo dai comuni interessati sino alla Regione. Ricordiamo che il comune di Sava è da sempre favorevole al progetto, visto che paga la mancanza di fogna dinamica: ovvero i liquami vengono smaltiti attraverso vasche imhoff o soluzioni affini e il depuratore a servizio di Manduria non è adeguato agli attuali carichi, cosa che causa non pochi problemi in primis di natura igienico-sanitaria, e soprattutto perchè il vecchio depuratore di Manduria scarica le acque nella falda. Contrari i comuni di Manduria e Avetrana in particolare, sia sul luogo dove sorgerà l’impianto (in località Uomo-Specchiarica) che sul come sarà realizzato.

C’è un tempo per tutto – dice Barbara Valenzano, direttore del Dipartimento Infrastrutture e Ambiente della Regione Puglia, in relazione al dibattito che si sta generando sul depuratore consortile Sava Manduria – è ora è arrivato il tempo in cui è quanto mai necessario lavorare in piena autonomia e con la dovuta serenità evitando ulteriori pressioni sugli uffici mentre svolgono il loro lavoro“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/11/26/depuratore-sava-manduria-aqp-rifara-progetto-scarico-acque/)

La Regione Puglia – continua Barbara Valenzano – ha fatto del confronto con la cittadinanza e la partecipazione dei territori un metodo di lavoro. Non si è mai sottratta agli incontri con i tecnici e amministratori locali per spiegare, ma soprattutto per ascoltare e valutare ogni possibile alternativa formulata. Ci sono state ben sei proposte progettuali discusse, valutate e istruite dagli uffici – ricorda – con la partecipazione del territorio. Adesso, però, è arrivato il momento di partire. I lavori del depuratore inizieranno il 15 aprile, come comunicato dall’Acquedotto Pugliese“. La parola passa dunque ai tecnici, professionisti della materia e sulla “querelle” relativa alle modalità di scarico finale del depuratore, l’ing. Valenzano invita, in particolare la consigliera di Forza Italia Francesca Franzoso, a leggere il Codice dell’Ambiente, nello specifico le disposizioni di cui all’articolo 103  e all’allegato 5 alla parte terza. “Altre interpretazioni normative – conclude la Valenzano – ritenute applicabili al sistema di scarichi sul suolo in trincee drenanti, al netto del recupero dei reflui depurati, previsto nella fattispecie impiantistica a servizio del depuratore consortile di Sava e Manduria risulterebbero pretestuose e prive di ogni fondamento di verità“.

Sull’aspetto dello scarico finale delle acque, ricordiamo che nella Conferenza dei Servizi dello scorso 26 novembre, fu comunicato il ritiro del progetto sullo scarico finale a Urmo-Specchiarica da parte dei tecnici e rappresentanti dell’Acquedotto Pugliese: una decisione che impegnava l’Acquedotto Pugliese impegnato nella stesura di un nuovo progetto. Il ritiro del progetto fu dovuto al parere negativo della sezione Risorse idriche della Regione che ha bocciato la parte finale del progetto per il depuratore di Sava-Manduria e metteva fine alla disputa sul famoso “scarico zero” sul recapito finale delle acquee. Per questo l’Acquedotto Pugliese, ha ritirato l’istanza di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativa al recapito finale dell’impianto di depurazione nell’attesa di individuare una soluzione che possa soddisfare le esigenze territoriali nel rispetto della normativa vigente. Che ancora oggi però non è stata resa pubblica. 

(leggi tutti gli articoli sul depuratore https://www.corriereditaranto.it/?s=depuratore&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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