Italcave, ampliamento e accordi con la Regione

 

Nella Conferenza dei Servizi di fine febbraio, istituzioni assenti. La società dei rifiuti per ora ha la meglio
pubblicato il 18 Marzo 2019, 20:31
21 mins

Dopo il terremoto politico scatenato dall’arresto dell’ex presidente della Provincia ed ex sindaco di Massafra Martino Tamburrano, all’interno dell’inchiesta sulla procedura che ha portato l’ente Provincia a dare l’ok all’ampliamento della discarica di Grottaglie (poi bloccato dal Tar lo scorso 28 gennaio) di proprietà della società Linea Ambiente, è tornato al centro del dibattito il problema della discariche dislocate sul territorio tarantino.

(leggi tutti gli articoli sulla discarica di Grottaglie https://www.corriereditaranto.it/?s=discarica+grottaglie&submit=Go)

Insieme al sito Linea Ambiente e al sito del gruppo Cisa di Massafra appartenente al gruppo Albanese, l’altro sito da sempre al centro delle polemiche è la dicarica Italcave di Statte di proprietà della famiglia Caramia. Come si ricorderà, lo scorso 17 aprile,con la Determinazione Dirigenziale n. 52 la Provincia di Taranto espresse parere favorevole di compatibilità ambientale (VIA) e rilasciò, contestualmente, l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) alla Società Italcave S.p.A., relativamente al progetto di ampliamento della discarica per rifiuti non pericolosi, già autorizzata con D.D. n. 36 del 11 dicembre 2014, e di modifica della piattaforma di selezione e inertizzazione, ubicati in c.da La Riccia Giardinello nel Comune di Taranto.

Si trattava del famoso progetto di ampliamento del III lotto di discarica, che permetterà l’arrivo di circa 3000 tonnellate di rifiuti giornalieri, di cui 500 urbani. L’AGER, l’agenzia regionale dei rifiuti, chiese espressamente che su questa autorizzazione fosse prevista la clausola per lo smaltimento dei RSU pretrattati. In totale Italcave adesso ha una volumetria autorizzata di 10.823.444 mc. Riceve rifiuti da gran parte dell’Italia e può ‘vantare’ una volumetria di 4,5 milioni di metri cubi tra le più gradi d’Europa.

La Società Italcave S.p.A, con una nota dello scorso 27 agosto 2018 (prot Provincia n. 25792 del 28.08.2018) ha trasmesso alla Provincia e al Comune di Taranto il progetto esecutivo e richiesto, ai sensi dell’art. 28 del D.lgs. n. 152/2006, la verifica dell’ottemperanza alle condizioni ambientali contenute nella D.D. n. 52/2018. Sulla base di quanto esposto dalla società, la Provincia ha ritenuto “di concludere il procedimento di cui trattasi proponendo al dirigente l’approvazione della verifica di ottemperanza alle prescrizioni contenute nella richiesta della Società Italcave del 27 agosto 2018 che, pertanto, risultano ottemperate e, per l’effetto, consentire l’inizio dei lavori, salvo il rispetto degli adempimenti in materia di garanzie finanziarie e di deposito dei calcoli strutturali e sismici“.

Poi, lo scorso 26 novembre, la Provincia dette l’ok definitivo ai lavori dell’ampliamento dopo aver ricevuto dalla società Italcave un documento in merito alle prescrizoni ambientali da attuare per il su citato ampliamento.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/11/26/ampliamento-discarica-italcave-via-ai-lavori/

Secondo quanto stabilito al punto 6.1.1a delle Prescrizioni Generali della DD. n. 52/2018, la Società doveva presentare entro 6 mesi dalla notifica del provvedimento uno studio sugli assestamenti dei volumi di discarica autorizzati (I, 11 e III lotto) congiuntamente ad una valutazione modellistica del ruscellamento superficiale delle acque meteoriche comparando le ipotesi del progetto con i più recenti indirizzi nazionali ed internazionali in materia, al fine di confermare l’idoneità delle pendenze delle superfici di chiusura.

La società Italcave S.p.A. depositava pertanto in data 11/07/2018 (prot provincia n.22100 del 11.07.2018) lo studio richiesto che, dopo aver valutato gli assestamenti dei lotti di discarica e il ruscellamento superficiale delle acque meteoriche ad assestamenti avvenuti, evidenziava, la necessità, per i lotti I e Il, di regolarizzare i bordi dell’attuale perimetro di discarica e livellare le superfici di regolarizzazione al fine di garantire una idonea pendenza (stimata in circa 3%) anche a seguito di fenomeni di assestamento post- gestione.

La Provincia, con nota prot. 24929 del 09/08/2018, disponeva il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale vigente in relazione ai lotti I e II della discarica, chiedendo alla società la trasmissione della relativa documentazione entro i successivi 90 giorni. In riscontro a detta richiesta la società trasmetteva la documentazione tecnico-progettuale con nota prot 30126 del 04.10.2018, chiedendo l’attivazione della procedura prevista dall’an. 27-bis del D.Lgs n.152/20016 (Provvedimento Unico Regionale), ovvero l’avvio della Conferenza dei Servizi.

Il 14.12.2018 si svolgeva la prima riunione della conferenza di servizi, con la Società Italcave S.p.A. che riscontrava le richieste e le osservazioni degli enti. Lo scorso 28 febbraio si è svolta la seconda riunione della Conferenza dei Servizi, dove tutti gli enti coinvolti erano chiamati ad esprimere il loro parere di assenso o dissenso sulle opere in questione, entro un termine perentorio indicato dalla normativa che ha introdotto l’art. 27/bis del D.Lgs n.152/2006 (Provvedimento unico regionale).

Durante la seduta della Cds dello scorso 28 febbraio, si è data lettura dei pareri arrivati dai vari enti. Per quanto attiene al Parere igienico sanitario rilasciato dall’ASL SISP di Taranto (prot. 36785 del 22.02.2019), con cui, in sintesi, si esprime parere favorevole all’intervento, alle seguenti prescrizioni: che sia effettuato l’aggiornamento del documento “valutazione di impatto sanitario” con cadenza biennale a partire dalla data di rilascio dei provvedimenti autorizzativi; nonché, suspecifica e motivata richeista della Regione Puglia/Provincai di Taranto eventualmente sollecitata dagli enti compententi. L’Asl di Taranto subordina il parere favorevole dal punto di vista igienico sanitario ad una serie di condizioni preliminari quali, tra l’altro: all’esito positivo delle preliminari e propedeutiche determinazioni da parte degli enti tecnicamente competenti (Arpa, Comitato tecnico della Provincia, Comune di Taranto) in ordine alla fondatezza delle motivazioni poste a base della sceltra progettuale che sulla possibilità di scelte alternative all’utilizzo dei rifiuti, tenendo altresì contro di quanto disposto dal D.Lgs n.36/2003 alleg. al punto 1.2.3 in relazione alle caratteristiche di realizzazione della copertura superficiale finale delle discariche (spessore della struttura multistrato e finalità dello strato di regolarizzazione); all’accettabilità – valutata da Arpa Puglia – dell’impatto olfattivo prodotto dall’intervento progettato.

Per quanto attiene il parere della Regione Puglia – Sezione Tutela e Valorizzazione del Paesaggio – (prot. 1495vdel 26.02.2019), con il quale evidenzia “necessità di ulteriore documentazione al fine dellevdeterminazioni di competenza“, nel quale si ricorda che gli interventi previsti dovranno portare alla chiusura del sito e delle relative attività. Il Comune di Statte (prot. 3197 del 26.02.2019) ha espresso “parere sfavorevole per quanto di competenza“. Il Comune di Taranto – Direzione Ambiente Salute e qualità della vita – (prot. 28669 del 26.02.2019), evidenziava che “allo stato non possono considerarsi esaustive le valutazioni efiettuate del gestore ai fini del favorevole accoglimento dell’istanza di che trattasi, con particolare riferimento allo studio di ulteriori soluzioni riguardo i materiali di riempimento“. Il “Parco Terre delle Gravine” (prot. 6303 del 26.02.2019) ha invece espresso “valutazioni circa la necessità di sviluppare le possibili alternative progettuali e gli impatti derivanti dall’incremento delle volumtrrie richieste“.

In merito ai pareri pervenuti, la Società rispondeva punto per punto. In riferimento alla nota della Regione Puglia, si osserva “che essa ha un contenuto difforme e distonico con la n.9382 del 07.12.2018, nella quale si afferma che: “..nella documentazione prodotta il proponente dimostra..…la compatibilità con gli obiettivi di qualità di cui all’art. 37 e la non esistenza di alternative localizzative e/a progettuali”. Pertanto la nuova nota non può riproporre la questione della compatibilità con gli obiettivi di qualità e quelle delle alternative localizzative e progettuali, già in precedenza favorevolemente superate. Tanto in assenza di ulteriori motivazione. Con la predetta nota era rimasto in sospeso esclusivamente il tema della pubblica utilità delle opere da eseguirsi secondo progetto, sul quale la società ha già diffusamente dedotto aggiungendo in questa sede che in data 6 Febbraio, è stato stipulato con la Regione Puglia e l’AGER, tra gli altri, l’accordo di programma in materia di conferimento di rifiuti speciali non pericolosi in discarica, che ha avuto come suo presupposto particolannente l’apprezzamento dell’interesse pubblico sotteso all’attività di gestione di rifiuti per far fronte al fabbisogno regionale. Si deposita copia dell’accordo di programma suddetto, da cui è agevole rilevare ogni riferimento alla necessità di attuazione della pianificazione regionale esistente“.

In riferimento al parere del Comune di Taranto Direzione Ambiente, la Società ribadiva quanto già riportato negli elaborati progettuali e nella nota di riscontro 368/D1R/2018 del 31.12.2018; in merito al parere del Comune di Statte, al netto delle misure di compensazioni proposte, “nel merito progettuale si ritiene che la proposta di prevedere un’altezza massima del muro di contenimento pari a 0,5 metri rispetto alla quota campagna, risulta non praticabile al fine di garantire un regolare ed uniforme deflusso delle acque meteoriche sulla superificie della discarica e la stabilità dei fronti di discarica, anche in considerazione della configurazione morfologica del sito“. In ordine invece alla richiesta di presentare allo stesso Comune una serie di progetti e di iniziative con contenuto patrimoniale, “verosimilmente molto gravoso, a proposito del sistema scolastico di Statte e della circolazione di mezzi pubblici da donare allo stesso Comune, si osserva che tutte le richieste contenute nella nota prot. 3197 del 26.02.2019 non hanno consistenza di mitigazione ambientale ne per vero di compensazione ambientale, per cui sono richieste avulse dal procedimento amministrativo pendente, come tali da ritenersi inammissibili“. Infine, in riferimento al parere del Ente di gestione provvisora Parco Terra delle Gravine, il proponente “si rifà a quanto già chiarito al Comune di Statte sulle scelte progettuali, riservandosi di trasmettere ulteriore approfondimento“.

In merito al parere di Arpa Puglia, il proponente evidenzia “che stante l’assenza di rappresentanti della medesima Agenzia con la quale poter interloquire al fine dell’opportuno contraddittorio, si riserva di trasmettere un dettagliato riscontro alle relative osservazioni, con particolare riferimento al Piano di Monitoraggio e Controllo che conterrà anche le indicazioni riportate nella nota Italcave prot. O68/DIS/2019 del 22.02.2019“.

La stessa Provincia, si legge sempre nel verbale dello scorso 28 febbraio, evidenzia “la mancata partecipazione all’odiema conferenza di servizi, convocata in forma sincrona, di tutti gli enti convocati; tale circostanza priva di fatto dell’esame approfondito e contestuale degli interessi pubblici coinvolti“. Comunque tutti gli Enti hanno fatto pervenire i pareri con le relative note agli atti del presente procedimento. Essendo decorsi i termini per la richiesta di integrazioni, la Provincia ha dichiarato conclusi i lavori della Conferenza, riservandosi la decisione finale che sarà assunta sulla base delle posizioni prevalenti espresse dai soggetti invitati ed espresse nelle forme previste dalle norme del procedimento amministrativo ( L. 241/90).

(leggi tutti gli articoli sulla discarica Italcave https://www.corriereditaranto.it/?s=discarica+italcave&submit=Go)

 

L’accordo dello scorso 6 febbraio tra la Regione e le discariche private

L’accordo a cui fa riferimento la società Italcave, è quello siglato lo scorso 6 febbraio su iniziativa dell’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Gianni Stea e dell’Ager (Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti), rappresentata dalla presidente, Fiorenza Pascazio e dal direttore generale, Gianfranco Grandaliano, e alla presenza del vicepresidente dell’Anci Puglia, Francesco Crudele. Si tratta di un accordo di programma con i gestori delle discariche di Canosa di Puglia (Bleu Srl), Taranto (Italcave Spa), Brindisi (Formica ambiente Srl) e Statte (Cisa Spa) “al fine di mettere ordine nelle procedure di conferimento dei rifiuti indifferenziati e dell’umido e fissare tariffe vantaggiose anche nell’ambito del piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Puglia, in corso di approvazione“.

In particolare, tra l’altro, la Regione si impegnavaa presentare entro 60 giorni il disegno di legge per l’avocazione dei procedimenti di Aia o di Via/Aia, attualmente di competenza provinciale, relativa agli impianti di smaltimento rifiuti non pericolosi che si trovano sul territorio regionale“. Mentre i gestori si impegnavanoa riservare al materiale proveniente dal trattamento dei rifiuti regionali indifferenziati, ovvero dei rifiuti provenienti dal trattamento della frazione umida, parte delle proprie volumetrie residue. E si impegnano anche a dare priorità ai rifiuti non riciclabili provenienti dalle attività agricole, per i quali sarà determinata una tariffa di solidarietà, a fronte delle ben note problematiche che investono il comparto“.

In generale nell’accordo di programma c’è l’impegno delle parti ad applicare agli smaltimenti, fino al 31 luglio 2020, la tariffa di euro 100 a tonnellata oltre ecotassa e Iva. Mentre a favore dei Comuni interessati dagli impianti finali di smaltimento è stabilito in aggiunta un ristoro ambientale di 0,75 euro a tonnellata di rifiuto conferito che i gestori dovranno corrispondere alle medesime scadenze della ecotassa.

(leggi gli articoli sulla discarica Cisa Massafra https://www.corriereditaranto.it/?s=cisa+massafra&submit=Go)

 

L’accordo dello scorso 18 febbraio tra la Regione e gli impianti per la raccolta della frazione organica

Pochi giorni dopo, esattamente lo scorso 18 febbraio, la Regione Puglia ha avviato, nelle more dell’approvazione del nuovo piano regionale dei rifiuti urbani, una programmazione impiantistica a sostegno e chiusura del ciclo dei rifiuti da raccolta differenziata, affidandone l’esecuzione, come da normativa, all’Ager. Particolare attenzione è stata data agli impianti di trattamento della frazione organica, “fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero previsti dalle norme comunitarie e nazionali e in linea con i principi dell’economia circolare“.

In quest’ambito è stato siglato un protocollo d’intesa tra l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Stea; il capo di Gabinetto della Regione Puglia, Claudio Stefanazzi; il presidente, Fiorenza Pascazio e il direttore generale Ager, Gianfranco Grandaliano ed i gestori degli impianti di compostaggio in Puglia: Leonardo e Silvestro Delle Foglie (Tersan Puglia Spa); Maurizio Cianci (Aseco Spa); Gregorio Leone (Eden 94); Stefano Montagano (Maia Rigenera); Pietro Russo (Progeva srl).

La novità è la tariffa unica per tutti gli impianti, “essendo necessario definire, nelle more della realizzazione delle strutture di natura pubblica programmata, un rapporto di collaborazione con gli impianti di trattamento in Puglia con la duplice finalità di migliorare qualità della raccolta differenziata e contenere i costi per i Comuni, anche al fine di premiare sotto il profilo economico i cittadini virtuosi con la riduzione della Tari“, sottolineò Stea.

L’accordo nel dettaglio prevede la disponibilità da parte dei gestori degli impianti ad offrire la propria rispettiva capacità di trattamento della “Forsu” all’Ager. Avrà durata quinquennale e per i primi tre anni sarà garantito dall’Ager il soddisfacimento della capacità autorizzata di ogni singolo impianto della “Forsu”. Per il quarto e quinto anno l’obbligo si ridurrà rispettivamente nella misura del 90 e 80% della capacità autorizzata “Forsu”. La tariffa da applicare sarà pari a 100 euro per tonnellata oltre Iva. La maggiorazione di 6 euro sarà applicata per ogni punto percentuale o frazione di esso eccedente l’1% di impurità. I gestori degli impianti applicheranno solamente ai Comuni su cui insistono gli impianti una tariffa agevolata ridotta del 20%.

(leggi tutti gli articoli sull’impianto Aseco https://www.corriereditaranto.it/?s=aseco&submit=Go)

 

Le nostre conclusioni finali 

Di fatto, i dati ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)  ci ricordano che nel 2016,  su un totale di 1 milione e mezzo di tonnellate di rifiuti urbani e speciali smaltiti in tutta la Regione, 1,3 milioni vengono smaltiti nella nostra Provincia.

E che il nuovo studio sugli assestamenti dei lotti I e II della discarica Italcave pari all’aumento del 30% della volumetria, sul ruscellamento delle acque meteoriche, di una pendenza pari al 3%, che sarà contenuta con un bordo perimetrale all’interno del quale saranno conferiti altri 2 milioni di metri cubi di rifiuti speciali che proverranno dai vari comuni della Regione Puglia. Sia chiaro, il tutto non solo rientra nell’espletamento delle prescrizioni indicate alla società, ma anche nel perimetro della migliore tecnologie disponibili (BAT) previste dalle norme europee.

Dispiace, più che sorprendere, l’atteggiamento delle istituzioni politiche che ancora una volta sembrano del tutto impreparate nel gestire problematiche di natura ambientale, tanto da essere ‘istruite’ e ‘bacchettate’ da una società che da anni basa tutto il suo profitto sullo smaltimento dei rifiuti. Attività imprenditoriale del tutto legittima, sia chiaro, ma che non finirà mai se le nostre istituzioni non riusciranno, nel tempo, a creare un sistema di raccolta differenziata e di riciclo dei materiali tale da poter un domani limitare al minimo il conferimento in discarica di qualsivoglia tipo di rifiuto.

(leggi tutti gli articoli sulle discariche https://www.corriereditaranto.it/?s=discariche&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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