Ambiente, Capristo serra le fila e assegna compiti

 

Vertice in Procura: alla presenza del procuratore e del pool dei pm del settore ambiente, ASL, ARPA, Regione, Mittal, Ilva in AS e la Corbelli
pubblicato il 18 Marzo 2019, 15:17
8 mins

Bene ha fatto il procuratore capo della Procura di Taranto, Carlo Maria Capristo, a convocare tutti gli enti preposti al controllo sanitario e ambientale, per fare il punto della situazione dopo settimane di grande caos social-mediatico. Taranto ha bisogno di dati scientificamente certi e inoppugnabili, come sono quelli forniti da ASL, ARPA Puglia e ISPRA, e di mettere un freno ad una disinformazione che oramai pare del tutto fuori controllo., nella quale in molti ci sguazzano ma dove a farsi male è solo e soltanto la città e i suoi abitanti.

Non a caso il procuratore ha chiarito ai presenti che l’autorità giudiziaria è la prima a dover essere avvisata dagli enti preposti al controllo, qualora si fosse in presenza di problematiche emergenziali, senza doverle prima apprendere dagli organi di stampa. Una stoccata che siamo certi più di qualcuno presente alla riunione ha incassato in religioso silenzio. 

Al termine del vertice Capristo ha incontrato brevemente giornalisti, rilasciando poche ma chiare dichiarazioni riportate dall’ANSA. “D’ora in poi c’è un nuovo metodo di lavoro, ci saranno incontri periodici in Procura. Ognuno rappresenterà i lavori che vengono eseguiti e vengono programmati sotto la supervisione del nostro ufficio. Soprattutto in ragione delle ultime notizie apparse su alcuni quotidiani, piuttosto sconcertanti, ho sentito insieme ai magistrati del gruppo Ambiente l’obbligo morale di chiamare un po’ tutti a rendere conto di quanto sta accadendo” ha detto il procuratore. “È stata una riunione – ha aggiunto – estremamente costruttiva. Intorno al tavolo c’erano tutte le istituzioni che contano, soprattutto per la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei tarantiniSui dati delle emissioni – ha precisato – siamo in attesa di avere relazioni complete. Le risposte ci saranno, non abbiamo una sfera di cristallo per prevedere il futuro“. “È nato, lo ripeto, un nuovo metodo di lavoro – ha concluso – dove lo Stato c’è e oggi era presente in tutte le sue componenti essenziali di verifica e di validazione dei dati. I controlli sono in corso d’opera, e saranno verificati anche da noi“.

Al termine dell’incontro, ArcelorMittal Italia ha diffuso un comunicato stampa che ha ripreso le sibilline dichiarazione rilasciate all’esterno del tribunale dell’ad Matthieu Jehl. “Un incontro molto positivo e utile. ArcelorMittal Italia vuole agire in piena trasparenza ed è pronta e disponibile a essere controllata, se questo può aiutare a tranquillizzare i cittadini di Taranto” ha proseguito l’Ad, sottolineando anche che “tutte le emissioni sono rigorosamente conformi e sotto i limiti di norma; che la produzione non è aumentata. In particolare, la produzione delle cokerie, che non può aumentare fino al pieno completamento del piano ambientale. Tutti gli investimenti – ha chiarito ancora Matthieu Jehl – sono in fase di realizzazione e tutte le scadenze del 2018 sono state rispettate“.

Ma cosa è stato deciso nel vertice odierno? Di fatto, oltre ad inaugurare un nuovo corso nella collaborazione tra enti e una nuova comunicazione tra le parti e verso la città, il procuratore Capristo ha assegnato dei ‘compiti‘ ad ogni ente presente, per fare chiarezza in particolar modo sui temi caldi delle ultime settimane.

Per quanto attiene alla tematica delle collinette ecologiche ex Ilva presenti nel rione Tamburi e sequestrate nelle scorse settimane dai carabinieri del NOE su mandato della stessa Procura, che ha portato alla chiusura in via precazionale delle scuole De Carolis e Deledda, si procederà alla caratterizzazione dei terreni e all’indagine sui top soil, come peraltro già chiesto tempo addietro dalla stessa ASL di Taranto. In seguito si procederà alla messa in sicurezza dell’area e alla sua bonifica. A tal fine, verranno presi contatti con l’Autorità Giudiziaria procedente e con ILVA in A.S. e Arcelor Mittal rispettivamente proprietario e gestore del sito.

Ciò lascia credere che i due plessi scolastici, come abbiamo già avuto modo di scrivere nei giorni scorsi, riapriranno i battenti direttamente a settembre. Con gli alunni e le alunne che proseguiranno a seguire le lezioni seguendo quanto stabilito dal Consiglio d’istituto nei giorni scorsi. E’ chiaro che se così dovessero andare la cose, il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci dovrà essere affiancato e sostenuto in questa scelta proprio dalla Procura.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/12/2tamburi-da-domani-si-torna-a-scuola3/)

Come stabilito già nella riunione dello scorso 6 marzo in Prefettura con i tecnici di ISPRA e ARPA Puglia, sind a subito si procederà ad un’azione di manutenzione straordinaria allo scopo di prevenire lo spolverio/dispersione del particolato. E’ stato confermato anche che verranno sviluppate immediatamente ulteriori indagini all’esterno, avvalendosi della strumentazione tecnica già installata, tenendo presente che quelle finora effettuate dall’Arpa e dal Commissario per le bonifiche, nell’ambito dei lavori eseguiti e in corso sui plessi, non sono emersi fattori di rischio.

Alla ASL di Taranto è stato invece chiesto di valutare gli eventuali impatti che lo spolverio delle polveri e del materiale delle collinette può avere sulla popolazione, nonostante già nei mesi passati, in particolar modo per quanto attiene la scuola Deledda, non furono segnalati particolari criticità. La stessa ASL si dovrà poi esprimere sugli eventuali rischi conseguenti alle rilevazioni dei dati rilevati dai campioni del deposimetro presente nella masseria Carmine e al quartiere Tamburi, in riferimento ai valori registrati nel 2018. Chieste valutazioni del rischio sanitario anche per i lavoratori esposti alle emissioni di IPA nel reparto cokeria.

Agli organi di controllo ISPRA ed ARPA Puglia è stato invece chiesto di fornire un report valutativo sui dati delle emissioni, sia quelli forniti da ArcelorMittal che quelli emersi al termine delle campagne trimestrali di controllo che i tecnici dei due enti effettuano da anni all’interno dello stabilimento siderurgico. ARPA Puglia dovrà inoltre inviare periodicamente alla Procura i risultati dei monitoraggi e dei controlli ambientali effettuati all’esterno dello stabilimento grazie ai dati provenienti dalla rete di centraline presenti su tutta l’area urbana di Taranto.

Al commissario straordinario per le bonifiche Vera Corbelli è stato chiesto di chiarire a che punto sia lo stato di avanzamento delle opere di bonifica. In particolar modo è stato chiesto al commissario di chiarire se gli interventi già effettuati abbiano dato o meno i risultati sperati. Inoltre, la Corbelli dovrà relazionare su come siano stati spesi i 9 milioni di euro spesi per gli interventi realitivi alle cinque scuole dei Tamburi, in particolar modo in riferimento alla situazione della Deledda.

Basterà tutto questo per riportare un minimo di serenità ed equilibrio, oltre che di certezze e speranze sull’intera questione ambientale a Taranto? Staremo a vedere. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/06/2ispra-e-arpa-non-ce-emergenza-ambientale2/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Ambiente, Capristo serra le fila e assegna compiti

  1. Mimmo

    Marzo 18th, 2019

    Le dichiarazioni di Mattheiu Jehl non sono commentabili, in quanto marcatamente di parte (e non potrebbe essere diversamente). Arcelor Mittal deve rendere trasparente solo se stessa e non l’aria e le acque che le danno profitti. La posizione delle nostre Istituzioni è, invece, censurabile in primo luogo perché offrono come nuovo un metodo di lavoro che in un Paese civile rientrerebbe nella pratica normale: cioè, il controllo istituzionale dell’operato delle imprese sul tessuto sociale e sulla salute dei propri dipendenti e delle loro famiglie. Capisco che i dati apparsi sulla stampa allarmano e possono danneggiare carriere ed aspettative elettorali,
    ma, il custode giudiziario Barbara Valenzano, il commissario per le bonifiche Vera Corbelli e gli organi tecnici di controllo Ispra, Arpa e Asl (sono in tanti) che compiti hanno avuto sino ad oggi? Su cosa hanno vigilato o monitorato? Penso che l’intervento del Procuratore, sfera di cristallo o non, sia il tentativo classico di temporeggiare nel prendere decisioni inevitabilmente drastiche e di arginare un’ondata di protesta che si sta sempre più ingrossando.

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