Il Taranto c’è ancora. Due a zero all’Altamura e rincorsa ripresa

 

pubblicato il 17 Marzo 2019, 18:01
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Maglia sudata sino all’ultima giornata”, recitava così uno striscione dei supporters del Taranto apparso in cima alla gradinata al termine del match che i rossoblù hanno vinto per 2-0 (reti al 35’ del primo tempo di D’Agostino su calcio di rigore e al 33’ della ripresa da Favetta) contro l’Altamura.

 

 

Un successo che serve a continuare a recitare come un mantra la frase : ”Continueremo a crederci sin che la matematica non ci condanna”. Giusto così anche se davanti il Cerignola, secondo in classifica, non molla (3-1 al Fasano), in attesa che la capolista Picerno recuperi, mercoledì prossimo, il match casalingo con il Gelbison.
La pensa alla stessa maniera anche il capitano di giornata, nonché capocannoniere del Taranto e del girone H con 16 reti, D’Agostino che a fine gara anzitutto ci ha tenuto a precisare che con il gol realizzato all’Altamura il totale in due stagioni col Taranto arriva 30 reti in 45 gare disputate (non male, anzi bene, perché di media fa una rete ogni partita e mezza): “Avevamo bisogno di ripartire e lo abbiamo fatto. Continueremo a crederci sino alla fine sperando che lì davanti qualcuno accusi dei passi falsi. In fin dei conti abbiamo perso una sola partita nelle ultime 14 disputate, prima di oggi. La gara odierna anche se non bellissima meritavamo di vincerla anche con un punteggio più largo visto che abbiamo fallito due-tre occasioni davanti al portiere”.

La disamina sul match con l’Altamura da parte del bomber rossoblù non fa una grinza visto che il Taranto è vero che nel primo tempo ha faticato a trovare il suo solito gioco (gli under Guadagno e Bonavolontà hanno sostituito i pari età squalificati Ferrara e Salamino, il tecnico Panarelli ha poi riproposto titolari Roberti e Oggiano che a Gravina erano partiti dalla panchina, dando vita ad una nuova alternanza nei ruoli in attacco) ma è altrettanto vero che ha rischiato poco in difesa.
Nella ripresa, invece, i rossoblù hanno legittimato il risicato vantaggio ottenuto nel primo tempo grazie ad un calcio di rigore, avendo almeno altre due palle gol nitide oltre alla rete realizzata dal solito Favetta (subentrato a Roberti), ormai specialista nel realizzare reti entrando dalla panchina (la terza consecutiva sulle nove totali).

Altro dato da non sottovalutare è che il pubblico praticante – ossia quegli irriducibili tifosi, specie della curva nord, che mai rinuncerebbero a perdersi una partita del Taranto alla domenica – ha reagito bene alla dura (da digerire) sconfitta di Gravina incitando la squadra dal primo all’ultimo minuto, nonostante il calo fisiologico evidente di presenze sugli spalti.
Se ne è accorto, ovviamente, l’allenatore Panarelli che ha così commentato :”Un’ ennesima prova di maturità da parte di chi ci segue assiduamente. Ringrazio i nostri tifosi per esserci stati vicini anche oggi. Per noi i giorni successivi alla sconfitta di Gravina, complice anche la sosta del torneo, sono stati interminabili. Non vi nascondo che tutti noi avremmo voluto scendere subito in campo per riscattarci. Invece abbiamo dovuto attendere due settimane e alla fine, comunque, non ci sono stati rilassamenti e la mia squadra ha tenuto alta la tensione.”

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