Taranto: una città sempre più popolata da incivili e maleducati

 

pubblicato il 14 Marzo 2019, 17:28
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Indolenti, incivili, sporcaccioni, rissosi, maleducati. In tempi in cui siamo tutti profilati, questo è il profilo di una fetta non trascurabile di molti nostri concittadini che quotidianamente si distinguono, come testimoniano alcune delle nostre foto qui sotto, in gesti che nulla hanno a che vedere con l’educazione civica che dovrebbe essere alla base del bagaglio culturale di tutti.

Perché qui non si tratta di appartenere ad un ceto piuttosto che ad un altro, di avere un titolo di studio avanzato più che uno base, di essere disoccupato o lavoratore, qui si tratta di appartenere ad una specie evoluta.Niente giustifica gesti che purtroppo danneggiano l’immagine di una città già martoriata da altre questioni.

Gettare una carta per terra e non nel relativo cestino, far fare i bisognini ai propri animali domestici per strada senza pulire, lasciare bottiglie di birra nelle fioriere, occupare i marciapiedi adiacenti i cassonetti dell’immondizia con rifiuti ingombranti di ogni tipo senza interpellare l’Amiu, occupare, senza averne diritto, i parcheggi riservati agli invalidi -o comunque quelli delimitati da strisce gialle – , stare costantemente in doppia fila in alcune arterie importanti della città, non rispettare gli stop e i dare precedenza ed anzi sfidare con uno sguardo da pistolero ed inveire in maniera volgare contro chi lo fa notare, sono tutti gesti che ormai la parte buona dei tarantini è costretta ad osservare e spesso a subire. E quando si cerca di difendere il pubblico decoro, piovono insulti e minacce, che costringono, alla volta successiva, ad una triste omertà per evitare problemi personali. “Punirne uno per educarne cento”, questa frase storica, reinterpretata, dovrebbe entrare nel vocabolario di chi deve far rispettare la legge. Ed invece i pochi baluardi della legalità a disposizione sono costretti ad allargare le braccia e a dichiarare candidamente :”Questa è Taranto ormai, che dobbiamo fare, siamo in preda all’anarchia”.

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Siamo quindi alla rassegnazione? Verrebbe da dire proprio di sì se pensiamo all’ennesimo atto di vandalismo perpetrato nei giorni scorsi al Parco del Mirto al Quartiere Paolo VI.
Un parco, oggetto di restyling qualche anno fa da parte del Comune di Taranto a seguito di relativo bando di gara, che ora, a causa della mancata attività di vigilanza, è diventato terra di nessuno, o meglio luogo da depredare.
Ebbene qualche giorno fa, si diceva, una coppia di adulti che passeggiava nei pressi del parco è stata aggredita a colpi di pietre da un gruppetto di minorenni che precedentemente era stato redarguito perché stava asportando quel che rimaneva della staccionata in legno che delimita il parco, probabilmente in vista dei tradizionali mega falò di San Giuseppe. E’ partita una denuncia contro ignoti che probabilmente è già diventata carta straccia.

L’appello va dunque alle parti sane di Taranto, agli Enti, alle Forze dell’Ordine, alle Associazioni, alle Scuole, alle Parrocchie, alla gente comune che non vuole piegarsi alle regole di questa inciviltà incalzante di una nuova tribù metropolitana, ribattezzata dal web tribù di zuighi.
Facciamo qualcosa per rieducare questa gente abituata a vivere nel caos, nella sporcizia ed ai limiti della legalità; sensibilizziamo, organizziamo incontri, dibattiti, chat, ogni iniziativa utile affinchè Taranto si riappropri di un livello di vivibilità degno di una normale società civile.
Non si chiede di diventare come una città della Svizzera, che pure dovrebbe esser presa a modello, ma nemmeno di assumere le sembianze di una bidonville.

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