Il Paisiello senza più risorse economiche

 

Esattamente 57mila euro e rotti: a metterlo nero su bianco il Consiglio di Amministrazione dell'Istituto nell'ultima seduta
pubblicato il 14 Marzo 2019, 19:18
5 mins

L’Istituto musicale Paisiello di Taranto è rimasto con poche decine di migliaia di euro in ‘tasca’: esattamente 57mila euro e rotti. A metterlo nero su bianco il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto nell’ultima seduta, dove si respirava un’aria tutt’altro che allegra. La drammatica situazione finanziaria del Pasiello, di fatto, rende “procedere all’assunzione di impegni, segnatamente quelli riguardanti gli stipendi del personale docente, amministrativo ed ausiliario, con relativi oneri riflessi” si legge nel verbale della seduta.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2019/03/08/istituto-paisiello-statizzazione-ferma-nuovo-rischio-chiusura/)

Tutto il personale docente è senza stipendio da febbraio, oltre ad avere sulla propria testa la spada di Damocle del collocamento in mobilità sospeso solo per il 2019. Questo ha portato molti docenti a tempo determinato ad abbandonare negli ultimi mesi il loro posto al Paisiello, per accettare ruoli in altri istituti. Lasciando gli oltre 600 studenti senza copertura dei corsi ai quali si sono iscritti. Con tutto ciò che questo comporta: alcui corsi che non possono partire, altri che sono stati sospesi, sedute di laurea rinviate e quelle più in là nel tempo con il rischio di non arrivare mai più.

Della drammatica situazione finanziaria dell’Istituto musicale sono stati messi al corrente il Prefetto di Taranto, il Presidente della Provincia, così come il Segretario Generale e il Dirigente del Personale dell’ente. Questo perché più volte il Cda del Paisiello ha chiesto alla Provincia di erogare nelle casse vuote dell’Istituto, le somme in suo possesso (ricordiamo che l’ex presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, lo scorso ottobre affermò di aver messo da parte nel bilancio dell’ente, ben 2 milioni di euro) per permettere all’Istituto di restare in vita e non chiudere i battenti. Questo perché, come riportato nel verbale del Cda, la Provincia è ancora oggi “l‘Ente finanziatore unico ed esclusivo del Paisiello e tuttavia già dal Gennaio 2017 non ha inteso corrispondere all’Istituto alcuna forma di finanziamento utile per il suo funzionamento.

In alternativa, è stato chiesto alla Provincia di fare pressione presso il Miur per comunicare che le risorse erogate da quest’ultimo sono oramai agli sgoccioli. Sì, perché come si ricorderà, le risorse che hanno permesso sino ad oggi al Paisiello di restare aperto sono arrivate proprio dal Miur per effetto della Legge dello Stato (96 del 2017) e della Finanziaria 2018. Il problema, come più volte denunciato, è che il Miur eroga questi finanziamenti a pioggia, senza tenere in conto delle reali esigenze di ogni Istituto musicale: così, le stesse risorse che servono a garantire il funzionamento di un istituto con 100 studenti, come ad esempio quello di Terni, di certo non possono bastare per il Paisiello che ne conta oltre 600.

Una situazione al limite del paradosso, visto che la legge 96/2017 per entrare in vigore ha bisogno dell’adozione dei decreti attuativi che scandiscono tempi e criteri del percorso di statizzazione. Il passaggio dalle Provincie allo Stato infatti, può avvenire soltanto gradualmente, come spiega lo stesso Cda nel suo vernale: “I decreti attuativi potevano (e ci si permette di affermare dovevano) essere adottati nei mesi (se non nei giorni) immediatamente successivi alla Legge 96/2017“. Ed invece così non è stato. Nonostante lo scorso 8 febbraio, poco più di un mese fa, il senatore del Movimento 5 Stelle, Mario Turco, a margine degli stati generali AFAM a Roma, annunciò che il viceministro Fioramonti durante la riunione aveva informato i presenti della firma, da parte del titolare del Mef, Giovanni Tria, degli ultimi due decreti attuativi necessari per rendere concreta la statizzazione degli istituti musicali pareggiati, prevista dalla legge 96/2017.

Decreti attuativi avrebbero dovuto infatti sancire l’ingresso nel pubblico del Paisiello. E che invece ancora tardano ad arrivare. La speranza è che l’intero iter subisca un’accelerazione tale da impedire un dramma sociale e culturale per la nostra città: la chiusura di quello che è a tutt’oggi un fiore all’occhiello dell’intero meridione in campo musicale e artistico. Oltre ad essere un luogo e un contenitore di talenti, sogni, passioni e speranze di centiania di giovani e dei loro maestri. 

(leggi gli articoli sul Paisiello https://www.corriereditaranto.it/?s=paisiello&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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