Abusivismo e lavoro nero in Valle d’Itria: sequestrati due cantieri

 

pubblicato il 13 Marzo 2019, 10:00
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I carabinieri della Stazione Forestale di Martina Franca (Taranto), durante un’attività di controllo hanno sorpreso in località “Delfino” quattro lavoratori “in nero” che stavano eseguendo lavori edili in due cantieri. Dagli accertamenti è risultato che le opere in costruzione erano abusive in quanto prive di autorizzazioni. Immediatamente è scattato il sequestro per i due cantieri edili, la denuncia a piede libero all’Autorità Giudiziaria dei proprietari degli immobili e dei committenti che rischiano l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 15mila a 51mila euro.
I cantieri erano finalizzati alla realizzazione di manufatti edilizi e piazzali in assenza di permesso di costruire, di autorizzazione paesaggistica e di valutazione d’incidenza ambientale, alterando in tal modo le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione. Peraltro, erano state realizzate opere in cemento armato in assenza dei calcoli da depositare al Genio Civile.
Nell’ambito degli stessi controlli, sono stati denunciati a piede libero anche due coniugi, per aver realizzato in area sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale, una piscina circondata da pavimentazione in cemento e un patio. Tutto abusivo.
Per quanto concerne i lavoratori irregolari sorpresi sul cantiere, il Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Taranto, al quale è stata trasmessa tutta la documentazione inerente l’accertamento, ha comminato una “maxi sanzione per lavoro nero” al proprietario dell’immobile, al committente e al datore di lavoro di oltre 14mila euro. Lo stesso è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per violazioni di carattere penale e rischia un’ammenda pari a 48mila euro per aver violato una serie di obblighi, tra i quali: nomina del medico competente, fornitura dei Dispositivi di Protezione Individuale, informazione e formazione dei lavoratori, assenza del Piano Operativo di Sicurezza.
Infine, poiché tali opere sono state realizzate in un contesto territoriale definito quale area di notevole interesse pubblico gli immobili abusivi non potranno essere nemmeno sanati e dovranno quindi essere demoliti.

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