“ArcelorMittal deve decarbonizzare”

 

Lo ribadisce l'assessore regionale Borraccino: "Nessun dialogo con nuova proprietà se non cambia". Perrini: "Siamo punto e a capo"
pubblicato il 12 Marzo 2019, 17:12
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È intenzione della Regione Puglia intraprendere un dialogo con Arcelor Mittal per la gestione dello stabilimento siderurgico di Taranto in relazione ai punti chiave del piano ambientale previsto? È quanto chiede Renato Perrini (DiR) in un’interrogazione rivolta all’assessore allo Sviluppo economico Cosimo Borracino.
Ci sono due aspetti da chiarire, ha detto quest’ultimo. Il primo, quello delle bonifiche, che riguarda il Commissario straordinario per le bonifiche, quindi l’Amministrazione straordinaria che continua a gestire fondi pubblici per la bonifica non soltanto dell’area interna all’Ilva, ma anche di aree esterne.
“Quando parliamo di bonifiche, controllo e monitoraggio – aggiunge l’assessore – essenzialmente dobbiamo innanzitutto dialogare con l’Amministrazione straordinaria dell’Ilva. Questo percorso, alcune volte anche in maniera un po’ burrascosa, è in corso, da parte della Regione Puglia con l’Amministrazione straordinaria”.
“Il secondo tema è quello che riguarda i 2300 iniziali lavoratori in esubero, dei quali poi, attraverso l’esodo incentivato di circa 700, sono rimasti più o meno 1600-1650 lavoratori in cassa integrazione straordinaria – prosegue l’assessore -. Anche qui, cito le azioni che stiamo portando avanti come Assessorato allo sviluppo economico, insieme all’Assessorato al lavoro, per quanto riguarda i temi della formazione di questi lavoratori e per provare a trovare soluzioni alternative che possano aiutare a reddito persone che molto spesso di quella cassa integrazione fanno l’unico reddito della propria famiglia”.
“Proprio a tal proposito – aggiunge Borracino -, vi è l’aggiornamento della task force regionale per l’occupazione, il 21, presso la Presidenza, con la presenza anche del presidente Emiliano e del collega assessore al lavoro Sebastiano Leo, per concordare insieme alle organizzazioni sindacali le modalità di attuazione di una cosa che avevamo già annunciato poco prima di Natale. Oltre a questo aspetto che noi seguiamo anche con particolare attenzione c’è la vicenda che riguarda i criteri di individuazione dei lavoratori che sono stati messi in cassa integrazione straordinaria. Vi è un ricorso presentato da un’organizzazione sindacale; c’è stata già la prima udienza il mese scorso; il 19 marzo c’è l’aggiornamento di quella udienza, laddove molti lavoratori facevano ricorso contro i criteri di individuazione. Criteri di individuazione sottoscritti a settembre dell’anno scorso che, secondo questi lavoratori, sono stati stravolti, a cominciare dal criterio del nucleo familiare. Allora, su questa vicenda dobbiamo continuare a guardare e a monitorare. Chiaramente – aggiunge l’assessore – la richiesta fondamentale, principale, dell’interrogazione fatta dal collega Perrini: la Regione Puglia vuole iniziare il dialogo? Si può dialogare con Mittal, se Mittal tiene fede rispetto a quella dichiarazione che ha fatto a dicembre a Parigi, dove diceva che è pronta a iniziare la produzione introducendo elementi nuovi che riescano ad andare oltre alla produzione con il carbone. Rispetto a questa condizione noi siamo disponibili a dialogare. Se, però, queste restano solo enunciazioni di principio… . Noi abbiamo una comunità completamente divisa in due. Non possiamo far finta che nulla stia accadendo a Taranto, non possiamo non guardare le valutazioni che ci vengono dalle indagini che vengono fatte in termini ambientali nel nostro territorio, dove rispetto a un incremento della produzione c’è, ovviamente, l’incremento anche delle emissioni inquinanti, e da questo punto di vista è dovere della Regione sicuramente non porsi in maniera conflittuale con l’azienda, ma nello stesso tempo non può sottacere questi aspetti. Quindi se l’azienda si impegna con atti concreti a diminuire le emissioni inquinanti e a condividere con noi la proposta sperimentale di iniziare la produzione non tenendo presente il carbone e quindi (diciamo la verità) mettendoci anche contro alla lobby del carbone, noi saremo i primi a sederci al loro fianco per discutere di questi temi. Altrimenti, dovremo continuare a svolgere questa azione di contrasto forte per spingere l’azienda a rispettare accordi che, purtroppo, spesso e volentieri non lo sono”.

Questo il commento poi di Perrini, consigliere regionale di Direzione Italia, alla risposta dell’assessore: “Mentre l’ex Ilva inquina sempre più, grazie alla mia interrogazione oggi appare chiaro che fra Regione Puglia e la nuova proprietà Acelor Mittal non vi è nessun dialogo, e che un dialogo proficuo non vi è neppure con il Commissario straordinario per le Bonifiche, Vera Corbelli, e che sul piano occupazionale ci sono seri dubbi sui criteri dei lavoratori in Cassintegrazione. Insomma, la risposta alla mia interrogazione da parte dell’assessore allo Sviluppo Economico, Borraccino, ha svelato quello che noi sospettavamo, ma che nella realtà è anche peggio sia sotto il profilo delle bonifiche ambientali (interne all’azienda, ma anche nei cinque Comuni limitrofi, Taranto compreso) sia sotto il profilo dei rapporti istituzionali. Borraccino è stato chiaro: nessun dialogo con Acelor Mittal fino a quando sul tavolo non sarà preso in considerazione un progetto di decarbonizzazione della società e non si saranno prese misure concrete per abbassare l’inquinamento aumentato a causa della maggiore produzione. Contemporaneamente la Regione ritiene validi i ricorsi presentati da alcune sigle sindacali sui criteri adottati per mettere in CIGS circa duemila lavoratori. La Regione avrà pure le sue ragioni, ma questo nuovo braccio di ferro con la nuova proprietà ci riporta indietro di anni e anni, con uno stallo di rapporti e a pagare saranno sempre i soliti, i tarantini che continueranno a vivere in un territorio inquinato e con la continua spada di Damocle sulla testa: lavoro/salute. Insomma, siamo punto e a capo”.

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